Intervista all'assessore Zanivan apparsa nel Giornale di Dueville n° 4/2007.


zanivannevio.jpgAssessore, Lei non è alle prime armi come Amministratore, quante volte ha già ricoperto questo incarico e con che referati? Quale il più interessante e il più difficile.

Sono stato eletto consigliere comunale per la prima volta nel 1980. Cinque anni di apprendistato, all'opposizione.
Sono stato rieletto poi nel 1990 e due anni dopo, a seguito di un ribaltone nella maggioranza, sono stato nominato assessore, con deleghe all'istruzione, all'informatizzazione ed all'ecologia, se ricordo bene. Da allora, in totale, ho fatto 10 anni da assessore. Complessivamente finora sono stato in Consiglio Comunale per 17 anni.
Nei vari mandati sono stato assessore all'Istruzione e cultura, all'informatizzazione, all'ecologia, ma anche al Personale ed al Bilancio. Sicuramente l'assessorato al Bilancio è stato il più difficile per me, anche perché ho una formazione umanistica e non economica.
Il più interessante è stato senza dubbio l'assessorato all'ecologia, nel quale credo anche di aver fatto qualcosa di utile per il paese, soprattutto per l'assetto della Soraris e la difesa delle nostre prerogative nelle sedi extracomunali, ma anche per la difesa del territorio. Ho fatto realizzare i primi parchi giochi per i bambini. Ho curato il primo appalto mensa.

Cosa significava fare l’assessore dieci anni fa e cosa comporta farlo adesso, o tutto sommato non è cambiato molto?

Una volta l'assessore aveva responsabilità e potere decisionale anche sulle questioni più elementari. La legge ha poi assegnato la responsabilità della gestione della macchina comunale agli Uffici, cioè ai tecnici comunali, ai responsabili dei vari settori. Questo ha fatto sì che gli assessori si occupano oggi soprattutto della parte politica e propositiva e di controllo della corretta gestione. È un ruolo pianificatorio, decisionale e di controllo. La Giunta è oggi molto simile ad un Consiglio di Amministrazione. Dobbiamo anche dire che è cambiata radicalmente anche la figura del Sindaco. Oggi è lui il capo dell'Amministrazione. È il Sindaco che nomina gli assessori e li può sostituire teoricamente quando vuole. Una volta invece poteva capitare che i gruppi consiliari sostituissero il sindaco e che assessori si ricavassero un feudo personale nel settore di pertinenza.

Lei ricopre anche l’incarico di Vice-Sindaco: cosa comporta sostanzialmente questo, sia in termini politici, che di responsabilità e di pura e semplice gestione amministrativa?

Il vicesindaco, almeno come l'interpreto io, è colui che sostituisce il sindaco nelle sue assenze e si assume le responsabilità relative. Deve quindi condividerne le linee programmatiche di fondo e deve anche conoscere con maggior precisione di altri anche alcuni dettagli amministrativi. Nella prassi normale non esistono specifici compiti, il mio carico di lavoro è pari a quello degli altri assessori. Soltanto le responsabilità sono ovviamente diverse, nel momento in cui si sostituisce il sindaco nelle sue funzioni o lo si rappresenta. Personalmente vorrei anche essere elemento propositivo dell'Amministrazione, dando il mio contributo anche al di fuori dei miei referati.

La raccolta differenziata è stata un’idea che Lei ha attuato prima di cedere l’assessorato all’ecologia al sig. Gazzola. E’ ancora convinto che si tratti di una buona operazione? Si è già in grado di affermare che c’è stata una riduzione di rifiuto in discarica e un minor costo della bolletta, essendo che questo comunque è un anno sperimentale? E poi le isole ecologiche non hanno cambiato di molto il proprio orribile aspetto, concorda?

L'operazione era ormai indispensabile, sia dal punto di vista ecologico (maggior frazionamento del rifiuto e recupero del riciclabile) sia dal punto di vista economico (meno conferimento  in discarica=minori costi). Il nettissimo abbattimento del quantitativo di rifiuti che abbiamo ottenuto già da subito dimostra la veridicità delle nostre ipotesi: prima nei cassonetti finivano anche rifiuti non domestici e forse anche quelli di altri comuni. I nostri cittadini pagavano anche per gli altri. Ora questo è quasi finito. Il quantitativo di rifiuti si è più che dimezzato! Serve ancora un controllo più stretto all'ecocentro (ma ci stiamo lavorando) ed una continua attenzione al problema dell'evasione della tariffa. Finito quest'anno sperimentale, si procederà anche ad una rivoluzione nel campo della tariffa: più scarichi, più paghi. Ma di questo ci occuperemo a tempo debito.
Per quanto riguarda le isole ecologiche, escluse in questo momento dalla riforma della raccolta, so che il mio collega di Giunta se ne sta occupando e sono fiducioso che si troverà una soluzione di minor impatto. Purtroppo la maleducazione di pochi reca disagio alla maggior parte dei cittadini.

Lei è assessore alla cultura e all’istruzione e di professione fa il Preside. Potrebbe quindi  essere il titolato possessore di una eccellente ricetta per  far crescere nel migliore dei modi i nostri figli. Come spiega invece i crescenti fenomeni di bullismo nella scuola e il dilagante abbandono di valori e di regole di civiltà e rispetto da parte dei giovani? 

Il discorso è davvero molto complesso e coinvolge l'intero sviluppo della nostra società occidentale. Ricordiamoci che l'imprinting, cioè la prima e fondamentale formazione della persona, avviene in famiglia, nei primi anni di vita soprattutto. Bisognerebbe allora considerare con attenzione l'evoluzione delle famiglie e la trasformazione dei rapporti tra genitori e figli. Quanto tempo dedichiamo loro? Il genitore è il modello di base sul quale il bambino conforma il proprio comportamento. Che modello offriamo ai nostri figli? È proprio vero che dando loro tutto quello che vogliono, qualsiasi capriccio, li aiutiamo a crescere con dei valori condivisibili? A scuola tutti questi bambini soli (perché non ci sono più le schiere di fratellini e sorelline di una volta), abituati ad avere soddisfazione di qualsiasi loro desiderio o, al contrario, invidiosi delle situazioni degli altri, si trovano a confrontarsi con altri coetanei in una microsocietà di pari. Allora i problemi si evidenziano, esplodono. La scuola diventa il luogo in cui ciò avviene. Ma la vastità dell'argomento meriterebbe spazi diversi dall'eccessiva sintesi di queste righe.

Sempre in tema di cultura. Dueville propone una vastissima gamma di spettacoli, incontri, conferenze, molto spesso seguiti da un pubblico piuttosto scarso. Perché secondo lei questo disinteresse? E’ insufficiente o sbagliata la pubblicizzazione degli eventi o è il tipo di proposta che non interessa?

La domanda ce la rivolgiamo in continuazione. Ci sono fenomeni inspiegabili. Lo stesso genere di proposta alcune volte riempie la sala, altre volte non attira nessuno. È certo che la consueta prassi dei manifesti pubblicitari ormai è inefficace. La gente non li guarda più. È anche poco efficace il giornalino comunale o la stampa locale. Spesso la gente legge ma dimentica subito. La biblioteca diffonde gli avvisi singolarmente a tutti coloro che la frequentano, e questo sembra un mezzo più puntuale. In ogni caso credo sia un dovere animare in continuazione la vita culturale del paese, perché altrimenti è un paese morto e perché è nel tempo che certe abitudini e certi gusti si diffondono e si radicano. D'altra parte la televisione è un'attrattiva più fascinosa (e più pigra) di una serata jazz o di una conferenza. Il problema è universale. Se noi riusciamo a portare in chiesa 300 persone per un concerto di classica, Vicenza dovrebbe in proporzione portarne 3000, ma in realtà saranno sì e no 500. Possiamo allora dire che Dueville è più viva del capoluogo?

Veniamo alle cose un po’ più personali: a quanto pare, nel tempo libero ha ancora le forze per dedicarsi alla scrittura. Il Suoarprando.jpg libro “Croniche dell’arimanno Arprando e de la Fara di Vivaro” ha riscosso un notevole successo. Da cosa è nata l’idea e cosa vuol dirci con questo racconto?

Per moltissimi anni ho fatto teatro con i ragazzi della scuola media. Molti che leggono queste righe lo sanno di sicuro. Il libro nasce proprio da un testo teatrale scritto per una mia classe. Parla, in modo molto ironico, dei nostri longobardi, ma anche delle anguane e dei salbanej, delle sorgive e di animali fantastici. Era un modo per parlarne, divertendosi, con i miei alunni. Dopo molti anni, abbandonato l'insegnamento, mi è venuto voglia di trasformarlo in un romanzo. Son contento che sia piaciuto.
 
A proposito di libri, qual è il suo filone preferito?

Non ho filoni preferiti. In certi periodi leggo fantascienza, in altri preferisco i gialli o il fantasy. Non mi piacciono i testi troppo intimisti e non sopporto le sdolcinatezze.

Non disdegna nemmeno la musica: l’abbiamo vista qualche volta sul palco in veste di musicista. Da quando questa passione e che musica preferisce?

Ho imparato a suonare da piccolo. Ho studiato organo (ho suonato per anni sia a Dueville che a Vivaro; occasionalmente anche a Povolaro e Passo di Riva) e pianoforte. Da solo ho poi imparato a suonare la chitarra. Ho fatto parte anche di un complesso, i Cieli Nuovi, a cavallo tra gli anni '60 e '70.  In assoluto preferisco la musica classica, Bach e Mozart in primis. Ma mi piace anche il blues ed il jazz. Ascolto ancora con grande piacere i Pink Floyd. Anche gli Abba, che una volta non sopportavo. Degli attuali, tra i tanti, Zucchero.

 Faccia un piccolo bilancio del Suo assessorato in questi tre anni. Di che cosa è deluso e di cosa invece è fiero.

Non sempre le cose vanno come uno spera. Intoppi burocratici, lentezze, incertezze corrodono sempre la spinta iniziale e così molti progetti in cantiere non trovano una realizzazione convincente.
Credo tuttavia che, con le risorse disponibili, siamo riusciti a dare occasioni continue di sviluppo culturale alla nostra cittadinanza. Il sistema scolastico ha un livello di servizi sicuramente di buona qualità, anche se ovviamente perfezionabile. Il nostro rapporto con i dirigenti scolastici e con le varie rappresentanze dell'utenza è improntato al dialogo ed al confronto, sempre.
Abbiamo avviato la statalizzazione della scuola materna di Povolaro, riappaltato il servizio mensa con un risparmio per le famiglie ed un servizio sostanzialmente gradito. Diamo supporto alle scuole in moltissimi progetti, lanciandone alcuni, sostenendo altri proposti e gestiti dalle scuole.
Ho contributo attivamente al rinforzo dei rapporti internazionali con le città gemellate con noi o con i nostri partner. Ciò ha giovato alla scuola per gli scambi culturali ed ha permesso poi lo svolgimento a Dueville dei Giochi Internazionali della Gioventù.
Dobbiamo ancora completare e perfezionare il sistema informatico del comune, che per altro è in continua evoluzione, rinforzando e potenziando anche le reti scolastiche. Voglio arrivare ad uno sportello elettronico comunale, in modo che il cittadino possa informarsi ed accedere a determinati servizi direttamente on line.
Per quanto riguarda l'ecologia, ho avviato il sistema nuovo di raccolta, e non è poco. Ma ho anche contribuito in modo importante a rinforzare e reindirizzare la Soraris. Ho lasciato al mio collega di giunta una situazione migliore di quella che ho trovato io.

Concluda con un augurio: uno rivolto a Lei personalmente e uno rivolto ai Suoi concittadini.

 Vorrei parafrasare una famosa frase di J.F.Kennedy.
Non chiederti cosa il Comune può fare per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Comune.