Intervista all'assessore Carollo apparsa nel Giornale di Dueville n° 2/2007.

carollo.jpg1) Assessore Carollo, parliamo un po’ di bilanci. Quello amministrativo, dopo due anni e mezzo di governo del Comune e quello contabile. Quali sono stati gli obiettivi raggiunti a livello generale da quando ha iniziato ad occupare la poltrona di Assessore?

E dal punto di vista contabile: Il bilancio quest’anno è stato approvato a  tempo di record. Sembra un grande risultato, ma per chi di conti e politica non ha una grande esperienza cosa significa questo?


Prima di rispondere voglio fare una premessa: io mi considero un tecnico (chiaramente con simpatie politiche vicine a questo gruppo di maggioranza) e La prego, pertanto, di considerare le risposte come punti di vista miei personali. Alcune, di conseguenza,  potrebbero anche non rispettare il parere della giunta intera.

Fra gli obiettivi raggiunti metterei senz’altro il rispetto  del nostro programma elettorale,  sia per quanto riguarda la realizzazione delle opere pubbliche (siamo in ritardo solamente per l’area Lanerossi) sia per quanto attiene  al funzionamento della macchina comunale, mantenendo sano il Comune senza ricorrere a troppi debiti. A questo proposito voglio ricordare che la nostra esposizione debitoria (praticamente mutui e/ prestiti obbligazionari) a gennaio 2004 era pari a € 5.953.000,00 mentre  a gennaio 2007 è di euro 4.566.000,00…pur avendo provveduto a finanziare opere di un certo peso (vedi ad esempio acquisto centro comunitario, sala polifunzionale Passo di Riva, sala polifunzionale Vivaro, solo per citarne alcune). Qui qualcuno dirà che bisogna spendere per fare, io dico invece che bisogna spendere bene, perché poi bisogna pagare e gli interessi dei mutui fanno parte di spese correnti, quelle che sono più difficili da coprire.

Si, quest’anno il  Bilancio è stato approvato in tempi rapidi: il 9 gennaio. Approvare un Bilancio verso la fine di febbraio, come accadeva negli anni precedenti, significa dover poi ricorrere all’esercizio provvisorio, con conseguenti complicazioni burocratiche per l’apparato comunale ed il rischio di  compiere scelte che poi non saranno definitive.

2) Qui si parla di Bilancio Preventivo, in cosa è diverso dal Bilancio Consuntivo?  

Il bilancio preventivo, come dice la parola, fa delle previsioni di entrate e uscite dettate dalle scelte politiche che l’amministrazione intende perseguire. Durante l’anno però, in seguito ad alcune puntuali verifiche, possono anche subire delle variazioni. Il Bilancio Consuntivo, la cui prossima approvazione riguarderà il 2006,  accerta le somme di quanto effettivamente incassato e speso.

3) Il  Bilancio Consuntivo si chiude spesso con una cifra che si chiama “avanzo di bilancio” che il più delle volte è pure sostanziosa. Poi quando vengono chiesti soldi al Comune per qualche particolare attività si sente rispondere che non ci sono fondi. Perché questa contraddizione? Come viene gestito l’avanzo allora?

Meno male che si chiude con l’avanzo perché diversamente sarebbero guai seri. In parole povere l’avanzo si ha quando  le entrate superano le uscite, anche solo perché, per ipotesi,  una spesa prevista  viene, magari, per qualche motivo, rinviata all’anno successivo. L’avanzo di amministrazione non è paragonabile ad un utile di una società privata e non può essere utilizzato liberamente dall’Amministrazione, perché la sua destinazione è disciplinata da apposite normative che pongono dei vincoli anche in ordine alle percentuali del suo consumo.  Buona norma, comunque, sarebbe che tutto fosse speso per investimenti o per riduzione di mutui. Ecco quindi che utilizzare l’avanzo per contributi  o spese non rientranti negli investimenti (per investimenti si intende acquisto  attrezzatura o macchinari o stabili ecc.) è un’operazione  da evitare.

4) La parola Patto di Stabilità è ormai un ritornello sulla bocca di voi assessori. Ma ce la può spiegare in parole povere, in modo che anche i non  addetti ai lavori riescano a capire subito di cosa si tratta?

Il Patto di stabilità è un insieme di coefficienti e di regole, stabiliti di volta in volta dalla Legge Finanziaria che impongono, in un certo senso, alle Amministrazioni una scrupolosa rigidità di azione al fine di  ridurre il più possibile la spesa pubblica.

Esso nasce nel 1997 in vista della costituzione dell’Unione Monetaria Europea e allo stesso sono assoggettati tutti gli stati membri.

In caso di non rispetto del patto le  sanzioni sono ben definite e fra queste cito, ad esempio, il divieto di accensione di mutui o di assunzione di personale. Dal 2007, inoltre, chi non rispetta il patto sarà obbligato ad aumentare la pressione fiscale locale. Quindi, voler rispettare il patto non è uno sfizio della nostra Amministrazione, come qualcuno sostiene, ma una esigenza per non rischiare, altrimenti, di innescare una spirale perversa. Questa Amministrazione ha rispettato il patto sia nel  2004 che nel 2005 e sembra oramai quasi certo che anche per il 2006 sarà così: siamo stati e siamo tuttora un Comune “virtuoso”, quindi. Tenga presente che l’ANCI,  l’Associazione dei Comuni Italiani, ha condotto in Settembre un’inchiesta dalla quale è emerso che ben oltre il 60% dei Comuni prevedeva di non riuscire a rispettare il patto.

5) Questo è sicuramente positivo in quanto non avete aumentato le tasse ai cittadini, ma nemmeno le avete diminuite, come invece qualche altro Comune è stato in grado di fare. Che ci dice?

Su questo non sono d’accordo. Ho letto che molti Comuni, invece, sono in fase di aumento. Sono ben pochi quelli che riescono a diminuire e quei pochi che conosco io sono Comuni particolari , magari pieni di centri commerciali o che continuano a rilasciare permessi di costruzione con continue lottizzazioni che, nel breve, permettono più entrate, ma poi, nella gestione del territorio e qualità della vita, ne pagano ampiamente le conseguenze.

6) Comunque è da quando amministrate che rispettate il Patto di stabilità, ma secondo parecchie associazioni di Dueville o Gruppi Sportivi lei è decisamente tirchio nell’erogazione di contributi. Perché questo rigore?
 
Guardi, su questa domanda ribadisco il concetto che parlo a titolo personale. Contesto la Sua affermazione così generalizzata. Se poi mi dice che abbiamo un po’, e ripeto un po’, tagliato certi contributi che alcune associazioni usavano, magari per pagarsi la cena, sono d’accordo, ma su altre associazioni, in particolare quelle che svolgono attività a beneficio di giovani o anziani o a servizio della collettività i contributi sono stati aumentati. Non solo, ma abbiamo comunicato a tutte le associazioni che in caso di minori non in grado di pagare l’iscrizione all’attività (sportiva o musicale, per esempio) il nostro ufficio assistenza provvederà. Certo che se si tratta di una società che magari ha 20 iscritti tutti adulti che lavorano non vedo perché bisogna dare un contributo per fare sport, quando se vanno in una palestra privata pagherebbero sicuramente una bella cifra. Tenga presente che il riscaldamento del palazzetto di Dueville, sulla base dei dati della scorsa stagione invernale, ci costa 65 € l’ora. Le associazioni sportive locali, invece, per l’utilizzo orario, ne pagano 18. E’ stato concordato che le pulizie, in luogo degli appalti esterni, vengano eseguite dalle  stesse associazioni, previo pagamento da parte del Comune. Anche queste sono forme di contributi. E’ che magari fanno meno rumore del contributo di pochi euro dati a tutti, però è questa la strada da seguire: contributi sotto forma di prestazioni. Le porto un esempio: con il comitato di gestione del Villino Rossi abbiamo raggiunto un accordo in base al quale loro provvedono al pagamento di tutto, compreso luce-gas ecc, gestiscono l’uso delle sale con tariffe concordate con il Comune e noi interveniamo solamente in caso di difficoltà o di eventi eccezionali.  La cosa sta funzionando benissimo con soddisfazione sia da parte nostra che del comitato (mi permetta di ringraziare il sig. Giaccon,  Presidente del comitato che assieme al suo gruppo sta facendo un lavoro meraviglioso). Ecco, io direi che questa è la strada da seguire anche per altre strutture comunali.

7) Un sogno nel cassetto.

Quando una cosa è ben fatta mi piacerebbe che venisse approvata anche con il voto favorevole dalle minoranze che generalmente invece si astengono. Vede, una volta ho chiesto il perché di un voto contrario di un consigliere dell’opposizione su una cosa che era stata iniziata dalla precedente amministrazione, della quale anche lui faceva parte, e da noi portata a termine: mi ha risposto che ha dovuto farlo in quanto membro dell’opposizione, ecco io questa cosa non la concepisco.
 
8) Qualche bella idea per il futuro?

Abbiamo stanziato in bilancio per il 2007 l’importo di 10.000 € per redigere il piano del traffico. Questo servirà  a stabilire il percorso di piste ciclopedonali per raggiungere  il centro dalle frazioni e tutti i luoghi ad uso pubblico, in sicurezza appunto, a piedi o in bici, con eventuali sensi unici, parcheggi e/o  dissuasori di traffico. Il tutto con un progetto pluriennale che permetterà alla fine di non inquinare, considerato che anche nel nostro centro oramai l’inquinamento è diventato un’ emergenza. 

9) A proposito di piste ciclabili: non si sono ancora viste a Dueville. Anche qui si tratta di una questione di finanziamenti? Come si giustificano tempi così lunghi da quando ne avete annunciato la realizzazione nelle prime assemblee?

Entro la primavera ci sarà la prima inaugurazione. I tempi sono lunghi perché a volte si toccano proprietà private e c’è sempre una certa resistenza che fa tardare le realizzazioni. D’altra parte bisogna capire anche queste situazioni, tutti vorrebbero che fossero fatte ma che  i danni o disagi ricadessero sugli altri.

10) Come trascorre il suo tempo libero, Assessore, se gliene rimane un po’? Ha qualche hobby, è appassionato a qualchebici.jpg attività?

Ho l'hobby della bici da corsa per i fine settimana, mountain bike e passeggiate quando vado in montagna, qualche  serata con gli amici ogni tanto e poi fra lavoro e comune non è che resti molto tempo libero.

11) Un rimpianto e una speranza: nella vita privata e nella veste di amministratore.

Rimpianti nella vita privata più di qualcuno ma preferisco non dichiararli; come amministratore soprattutto quello di non riuscire a ridurre il tempo che trascorre fra prendere una decisione e attuarla, i cosiddetti tempi tecnici. Sempre lunghissimi.

Tanti sogni nella vita privata, non riuscirei ad elencarli; come amministratore è che un domani, passata l'esperienza amministrativa, se devo essere ricordato sia come un valido assessore al bilancio
 
12) E all’interno della Giunta? Tutti d’amore e d’accordo o c’è qualche dissapore? Sia sincero.

Tutti d’amore e d’accordo è impossibile, a volte le decisioni vengono prese dopo estenuanti battaglie o trattative però poi è importante che tutti le seguano e su questo siamo compatti. Guardi, una cosa che ho imparato è quella di accettare che a volte non è detto che la mia idea sia la migliore se gli altri non sono d’accordo. Questa è la democrazia.