LA GUIDA. Sono indicate nel Vicentino per il rapporto qualità-prezzo

La “chiocciola” va ai fratelli Zonta di Bassano e ad Angiolino Maule

Centocinquantanove cantine segnalate e numerosi riconoscimenti nelle sei categorie di riferimento. Sono questi i risultati del Veneto nella seconda edizione di Slow Wine, la guida di Slow Food Editore, curata da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni.
Partiamo dalla “Moneta”, riconoscimento che va alle Cantine con il miglior rapporto qualità/prezzo: quattordici le presenze venete, con ampia rappresentanza di cantine veronesi e trevigiane e con Firmino Miotti di Breganze (con la figlia Franca protagonista, fresca di matrimonio con Edoardo Caltran) e Domenico Cavazza di Montebello a farsi portabandiera dell´enologia vicentina.
La “bottiglia” premia invece le aziende che nel corso degli ultimi 30 anni hanno contribuito con il loro lavoro a riscrivere la storia del vino italiano. E qui è un trionfo di etichette veronesi con i vari Quintarelli, Gini, Bertani, per citarne solo alcuni, a svettare su tutti: egemonia Franca Miotti, neo sposainterrotta solo dalle presenze dei padovani Cà Ferri, Cà Lustra e Il Filò delle Vigne.
Per tornare a parlare vicentino bisogna guardare la classifica delle “chiocciole”, assegnate alle cantine che «piacciono in modo particolare per come interpretano valori (organolettici, territoriali, ambientali e identitari) in sintonia con Slow Food». Qui, tra le diciassette realtà venete premiate, si affermano La Biancara di Angiolino Maule, da sempre dedito alla produzione di vini biologici e biodinamici, e il Vigneto Due Santi di Adriano e Stefano Zonta, che hanno nel loro cabernet la punta di diamante della produzione. Proprio questo vino della cantina bassanese, assieme al Merlot (annata 2008 per entrambi) è presente anche nella categoria “Vini quotidiani”, grossomodo il corrispondente delle “monete” assegnate alle aziende. In questa fascia sono ventuno le affermazioni della nostra regione e significative le presenze vicentine: oltre al Vigneto Due Santi, compaiono Maculan (Breganze Cabernet 2009), Firmino Miotti (Breganze Rosso 2008), Luigino Dal Maso (Colli Berici Tai rosso 2010), Domenico Cavazza (Gambellara classico La Bocara 2010).
Anche la categoria “Vini slow”, quelli cioè che “narrano” in particolare il territorio da cui provengono, vede il trionfo di Amarone, Soave e una buona affermazione del Prosecco. E anche qui va registrato il posizionamento de La Biancara di Maule con il Sassaia 2010, unico vino vicentino tra i diciannove segnalati. Infine “I grandi vini” - ovvero le migliori etichette italiane sotto il profilo organolettico, il riconoscimento più prestigioso della guida - premia ancora per lo più i veronesi, Amarone e Soave su tutti.