DUEVILLE. Critiche al bilancio di previsione
Minoranza attacca

«Le piste ciclabili sono diventate un´ossessione per questa Amministrazione. I soldi dovrebbero essere spesi in altri modi». Dopo la presentazione del bilancio di previsione per il 2012, il capo gruppo della lista “Impegno per Dueville” Mariano Cuman parla di quelle che ritiene le «vere necessità del paese». Per il consigliere di minoranza bisognava investire su marciapiedi, sport e asfaltatura delle strade.
«D´accordo che i fondi scarseggiano, ma non posso condividere le scelte fatte - spiega - le piste ciclabili compaiono ad ogni variazione di bilancio, sono l´“ossessione” di questa giunta, tanto da dimenticare altre cose che i cittadini meriterebbero di vedere fatte».
«Abbiamo marciapiedi ovunque disastrati e mal ridotti - aggiunge - alcuni addirittura sono stati trasformati in psuedo-piste ciclopedonali dopo essere stati colorati di rosso. In centro sono tutti da sistemare perché quando sono ghiacciati o bagnati, diventano una minaccia per i pedoni». Per Coman sarebbe invece da rifare la pista di atletica allo Stadio Comunale, andrebbe sistemata la copertura e pure la palestra delle medie, dagli spogliatoi all´impianto elettrico.
Ricorda che «molte delle strade principali del paese sono da riasfaltare».
«Con la vicenda Alì supermercati - conclude - c´è stata la fortuna o la bravura di trovare 2 milioni di euro offerti da un privato (ma a che prezzo per alcuni i commercianti?) e questa maggioranza ha fatto la scelta di utilizzarli per una nuova scuola, spostandola dalla sede centrale, andando ad occupare l´unica area verde vicina al palasport di Povolaro».
Pronta la replica dell´assessore alle Opere Pubbliche e al Bilancio Roberto Carollo: «In vista della presentazione del nostro Pat abbiamo ricevuto un´osservazione dall´Ulss in cui appoggia e incentiva ulteriormente le piste ciclabili a Dueville, indispensabili per la salute dei cittadini. Per le altre opere in realtà molte sono già finanziate o verranno finanziate nel 2013. Il vero problema è il patto di stabilità, che sta bloccando tutto».