La clinica medica di Trieste sarà diretta da uno specialista vicentino
Il prof. Renzo Carretta ha iniziato la sua prestigiosa carriera a Schio Esperto anche di cardiologia è ricercatore di fama internazionale
Il cuore è rimasto da questi parti, nel triangolo fra Dueville dove è nato 63 anni fa, Schio dove ha fatto la sua prima formazione medica, e Vicenza, dove ha scritto la tesi di laurea, con bagliori di nostalgia che illuminano come flash improvvisi anche i tempi lontani del liceo a Thiene e la sua prima milizia al pronto soccorso dell´ospedale di Montecchio Maggiore.
La sua realtà quotidiana, però, é ormai da anni a Trieste, all´università , in quella che oggi si chiama azienda ospedaliera, dove è diventato ricercatore, cattedratico, scienziato di fama, e adesso è stato appena chiamato a dirigere l´istituto di medicina clinica.
Una vita non certo da mediano quella del prof. Renzo Carretta. Anzi un cursus honorum in progress. Il primo apprendistato all´ospedale di Schio dove conobbe il padre della futura moglie, il prof. Domenico Corà , allora primario al De Lellis. La laurea in medicina e quattro
specializzazioni a Padova, in un percorso che lo ha proiettato al livello di superspecialista di caratura europea nell´ipertensione arteriosa. Il suo primo incarico da assistente a Montecchio, in un periodo in cui lì lavorava come pediatra Enrico Hüllweck, un´esperienza per oltre un anno all´università di Padova, e poi nel 1974 il salto di qualità all´ateneo di Trieste, dove è diventato, fra l´altro, responsabile del centro per lo studio e la cura dell´ipertensione arteriosa, una struttura che nel 2006 ha ricevuto il rango di unità semplice intradipartimentale di cardioangiologia preventiva.
Ora la promozione alla direzione della clinica medica, ma nel suo curriculum tanti altri titoli di merito, fra cui centinaia di pubblicazioni sulle riviste top del mondo scientifico. Insomma un medico del gotha internazionale.
Carretta nasce nefrologo e diventa cardiologo, una contaminazione giustificata dal nesso fra ipertensione e rene. L´ultima passione è stata la reumatologia. La cultura dell´ipertensione, però, prima di tutto, un imprinting marchiato sulla pelle nella pur breve frequentazione del San Bortolo quando era ancora studente, da quella tesi sull´ipertensione di origine renale costruita con il dott. Giorgio Bazzato, che poi avrebbe fatto il primario a Mestre, e con il prof. Corà , che nel frattempo era passato da Schio a Vicenza per guidare la medicina terza.
Un ricordo che scuote l´orgoglio berico: «L´ospedale di Vicenza, negli anni Settanta, disponeva di uno strumento per misurare la portata cardiaca che negli Usa non c´era».
L´umiltà come crisma esistenziale, ma i suoi studi triestini hanno aperto varchi prima inesplorati. Fra gli aspetti innovativi l´applicazione clinica della tonometria arteriosa, un metodo di misurazione della pressione globale che utilizza sul polso o sul collo uno strumento simile a quello adoperato dagli oculisti per il bulbo oculare, e lo studio sull´elasticità dei grandi vasi per compensare le oscillazioni pressorie.
Ora il prof. Carretta a Dueville ci viene ogni tanto. Un po´ più spesso torna a Vicenza, dove abita il suocero, il prof. Corà : «Gli voglio molto bene. Per me è stato un maestro di vita oltre che di professione». Una famiglia molto legata la sua. La moglie Maria Grazia, sua compagna di corso a Padova, anche lei medico, che gli ha dato due figli, alla carriera ha sempre anteposto la famiglia. «E io le sono molto grato». Sì la nuova patria, fra Miramare e il Castello di San Giusto, «città fantastica che soffre di essere appendice d´Italia», non gli ha fatto dimenticare le radici che ritornano sempre, come quell´immagine di tempi lontani. Il trenino della linea Schio-Vicenza che lo portava fino a Padova. Partenza alle 5. Arrivo alle 8. Uno sferragliare, fra fischi e getti di vapore, che risente ogni mattina su un binario che si è portato via la gioventù e lo ha lanciato verso il futuro.
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