Intossicato dal monossido «È stato salvato dal figlio»

L'altro giorno nella sua abitazione di via Fusinato dove si era addormentato dopo pranzo

Giorgio Basso, 80 anni, è stato sottoposto a trattamenti nella camera iperbarica dopo aver a lungo respirato la sostanza emessa da una stufa a gas mal funzionante

Ancora qualche decina di minuti e per un pensionato che lunedì pomeriggio è rimasto intossicato dal monossido di carbonio, prodotto da una stufa a gas, forse non ci sarebbe stato più nulla da fare. Grazie all'intervento del figlio, si è evitato un dramma. L'anziano è stato trovato in tempo e l'intervento dei paramedici del Suem nonché il ricovero in ospedale con terapia in camera iperbarica del San Bortolo hanno salvato la vita a Giorgio Basso, 80enne residente in via Fusinato a Dueville. Una tragedia sfiorata, poco dopo le 15.30, nell'abitazione al civico 8. «Giorgio aveva pranzato assieme al figlio Mirco che poi è uscito di casa per sbrigare alcune commissioni», racconta la compagna, Carolina Borile. «Quando Mirco è rientrato ha trovato il padre addormentato sul divano. Dopo qualche minuto ha notato che la tavola, stranamente, era ancora apparecchiata. Così ha provato più volte a svegliarlo, senza riuscirci: mi ha chiamata e sono subito corsa da lui». È stato allertato il Suem e in pochi minuti un'ambulanza è quindi giunta in via Fusinato. «Ancora prima di entrare nella stanza il dispositivo di rilevazione del monossido di carbonio in dotazione ai paramedici ha iniziato a emettere un segnale d'allarme perché, evidentemente, il livello della sostanza nociva era più alto del normale. Senza indugiare abbiamo spalancato le finestre - continua la donna - e arieggiato gli ambienti».Nel mentre il personale del Suem ha stabilizzato l'anziano per poi caricarlo con la barella nell'ambulanza e trasportarlo d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale di Vicenza. Dopo i primi controlli, l'uomo è entrato per ben due volte nella camera iperbarica. Si è ripreso solo alle 22 di lunedì. «Ora è ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Presenta ancora difficoltà respiratorie, ma sta bene», spiega la compagna. «Si ricorda solo di essersi sentito particolarmente affaticato dopo il pranzo, poi solo il vuoto. Probabilmente il monossido ha raggiunto un livello alto a causa di un malfunzionamento della stufa a gas installata nel soggiorno. Per fortuna il figlio si è accorto di ciò che stava accadendo: in ospedale ci hanno riferito che se fosse rimasto in quella stanza per un'altra ora probabilmente non ce l'avrebbe fatta». La prognosi comunicata dai medici è di 15 giorni.

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