Inchiesta fra i negozianti - Dueville
Inchiesta fra i negozianti locali, alle prese con i risultati dello shopping natalizio. Si spera nelle ultime 48 ore
«Oltre che con la crisi dobbiamo fare i conti con l´apertura in zona di molti centri commerciali»
I commercianti lamentano un calo degli affari preoccupante «Se la situazione non cambierà più di qualcuno dovrà chiudere»
Natale in rosso per i commercianti duevillesi. Il giorno dopo l´annuncio da parte dell´Istat di una possibile recessione, i negozianti tracciano un bilancio piuttosto critico sull´andamento degli affari in questi giorni. A detta dei venditori, si tratta di una situazione che nessuno ricorda di aver mai vissuto.
«Le prime avvisaglie sono riconducibili, almeno per il mio negozio, allo scorso Natale: già nel 2010 abbiamo notato un calo nelle vendite, ma quest´anno c´è stato un ulteriore ribasso», afferma Vittoriana Letocco. «I consumatori sono più oculati nella spesa, scegliendo magari un profumo di marca, ma nel formato più piccolo». Lungo la via principale del paese, si susseguono le lamentele. «L´atmosfera natalizia?
Scomparsa. Le vendite sono calate», continua Paolo Tezza. «Quest´anno ci siamo in parte salvati con le svendite anticipate a causa dei lavori di ristrutturazione che intendiamo compiere a breve. Continuare a puntare sulla qualità : questa è la cura che noi piccoli commercianti dobbiamo somministrare alla crisi».
«La vedo male. C´è poca affluenza e si sta espandendo a macchia d´olio un insensato terrorismo mediatico», spiega l´orafo Gianfranco Ventagli. «L´oro ormai non si vende più. Confido negli ultimi due giorni prefestivi».
Tra i negozi del centro, c´è anche chi si ritiene abbastanza soddisfatto dell´andamento attuale.
«Non notiamo una grande differenza rispetto agli scorsi anni: sarà per la clientela fidelizzata, per il vasto assortimento di prodotti, per gli sconti sui libri, ma le vendite sono buone», dicono i fratelli Mariano e Luigi Carollo. «Quello che pesa sono gli aumenti delle spese da sostenere, e senza poter aumentare i prezzi dei prodotti».
«Se dovesse andare avanti così ancora per qualche anno - afferma Massimo De Vei- qualcuno sarà costretto a chiudere». Anche spostandosi dal centro la situazione non migliora. «La gente compra, ma non come una volta», afferma Annalisa Fanchin. «Dobbiamo per forza di cose scontare i prodotti».
«A fine 2010 si vendeva di più grazie al digitale terrestre- ricorda Giobatta Dall´Osto, che vende televisori. «Oggi invece bisogna stringere i denti. Se poi il Comune si mette a fare i centri commerciali- conclude- di certo non ci aiuta».

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