«In cella da un mese per un sequestro di persona assurdo»
INDAGINE. Un operaio di Dueville di 26 anni
Alessio Cindrellini è stato bloccato con altre tre persone dopo l´acquisto di un bidone di chetamina
«Ho fatto quello che mi hanno detto le altre tre persone che erano con me, perché guidavo la macchina e non potevo fare altro». L´operaio Alessio Cindrellini, 26 anni, di Dueville, da oltre un mese è in carcere a Bologna con l´accusa di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni aggravate, porto ingiustificato di coltello e violenza privata. In precedenza era stato collocato ai domiciliari dal gip di Pistoia perché l´arresto in flagranza avvenne in quella provincia, mentre l´inizio del reato a Bologna, dove avvenne lo scambio-truffa. La macchina sulla quale venne sequestrata la vittima era quella del vicentino. Con Cindrellini sono stati arrestati Monika Olivieri, 41 anni, di Lucca, il figlio Francesco Belardo, di 23, e Luca Matteoni, 46 anni, di Porcari (Lu). All´origine del sequestro durato qualche ora c´è una beffa di 1200 euro allorché le quattro persone si rivolsero ad Arcangela Grande, 26 anni, di Bologna per acquistare due litri di chetamina, che se assunto cronicamente diventa una droga, e le consegnarono il denaro. In realtà si trattava di acqua saponata e quando gli acquirenti se ne accorsero, a distanza di qualche giorno sequestrarono Michele Molinari, amico della Grande, chiedendogli la restituzione del denaro per il raggiro patito a causa della donna. L´operaio Cindrellini, la cui difesa di recente è stata assunta dagli avvocati Daniele Accebbi e Chiara Bellini, è un ragazzo incensurato, lavora alla Telwin di Villaverla, e a breve dovrebbe uscire dal carcere. Il gip Buzzegoli di Pistoia il 13 luglio osservava che il suo ruolo è «di minore spessore rispetto a quello degli altri arrestati», perché fungeva da autista, ma tuttavia ha avuto «un ruolo attivo determinante per la materiale esecuzione del reato». E al vicentino concedeva i domiciliari, ma il collega di Bologna competente per territorio all´inzio di ottobre ha inasprito il provvedimento col carcere. Il giudice riconosceva all´operaio di Dueville «la figura di un soggetto in posizione potremmo dire sostanzialmente secondaria nella complessiva dinamica dei fatti». «La questione centrale è che Cindrellini - conclude l´avv. Chiara Bellini - non sapeva del bidone subito dalle altre persone e pertanto è stato trascinato in una vicenda di cui non sapeva nulla. È innocente».
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