Pubblichiamo questo botta e risposta avvenuto nel Giornale di Vicenza tra il Vescovo di Vicenza  e il Senatore leghista  Stefano Stefani, al quale risponde a sua volta il segretario provinciale del Partito Democratico Federico Ginato...

Il giornale di Vicenza 21 dicembre 2011

«Alla Lega dico: restate nella legalità come tutti»

Incontro natalizio del Vescovo con i giornalisti. È il primo Natale di mons. Beniamino Pizziol alla guida della Diocesi di Vicenza
Quali sono le sue emozioni?


BENIAMINO Pizziol, VescovoSono arrivato da sei mesi, sto vivendo questo periodo con grande coinvolgimento emotivo, ho avuto momenti di autentica vicinanza. Arrivo da una visita al carcere dove ho celebrato la messa e salutato uno ad uno i detenuti, incontrerò la Lega per la lotta ai tumori, i sacerdoti anziani di San Rocco, l´Ipab, il Vicenza calcio ricordando la mia passione sportiva. Ho avuto modo di visitare Questura e Prefettura. Sto condividendo gioie e difficoltà di questa terra portando la solidarietà di Dio con tutti gli uomini, partendo dalla sua dimensione fondativa, quel Dio che si fa bambino e s´inserisce nell´umanità. È un Natale dentro alla crisi, però bisogna dare segni oggettivi di speranza e fiducia. Ci sono stati altri momenti di difficoltà e povertà, ma ne siamo sempre usciti fuori. Lo faremo ancora se saremo capaci di cogliere gesti di solidarietà.
Che situazione ha trovato in carcere?
I detenuti mi hanno dato il pane che fanno loro. Il luogo è sovraffollato, ma ho trovato un carcere sulla via della rieducazione, in un clima di solidarietà sociale, con la presenza di volontari, don Agostino sta lavorando bene.
Come valuta la svolta politica italiana e la nascita del governo Monti?
La prospettiva era quella di tre fattori da combinare: rigore, equità e sviluppo. Credo che ci voglia un sano equilibrio fra i tre punti. Monti nella sua manovra ci è riuscito bene nel rigore e ce ne accorgeremo tutti da gennaio in avanti. Ora bisogna lavorare molto sull´equità: ma gli sforzi e il sacrificio, quella parola che ha fatto piangere la ministra, vanno distribuiti non in modo eguale, bensì in base alle possibilità di ognuno. Quello che mi preoccupa di più e riesco a percepire pur non essendo economista o imprenditore è lo sviluppo.
Qual è la sua percezione sulla mancanza di sviluppo?
Lo racconto con dei fatti. Quand´ero ancora a Venezia sono venute un centinaio di persone a domandarmi lavoro, sbagliando peraltro anche obiettivo, persona. Ma si trattava di un retaggio del Dopoguerra. Ancor oggi ci sono nonni che dicono ai nipoti: vai dal Vescovo che ti trova un posto. Il Vescovo non trova un lavoro sia chiaro, ma avevamo inventato un accordo con un´agenzia interinale e dato un piccolo spiraglio alla gente. Da quando sono a Vicenza almeno una decina di persone mi hanno chiesto una raccomandazione, ma non è questo il mio compito. Tornando alla manovra mi sento coinvolto, anche per quei sacrifici che a me Vescovo vengono chiesti, ribadendo l´importanza di arrivare presto alla fase dell´equità e dello sviluppo.
E la polemica sull´esenzione alla Chiesa cattolica?
La Diocesi di Vicenza paga l´Ici?
Bisogna guardare all´oggettività, altrimenti sono attacchi pretestuosi. Quando è scoppiata la polemica ho chiamato l´economo e ho chiesto di verificare subito la situazione della Diocesi di Vicenza e di tutte le sue strutture. Oggi mi è arrivata anche la posizione dell´Istituto per il sostentamento del clero, ecco ce l´ho qui: nel 2011 paga 114 mila euro di Ici, 7 mila di Irap e 149 mila di Ires. La Diocesi paga tutto quello che deve. Se c´è qualche istituzioni che fa attività commerciale e la fa apparire come attività legata al culto va perseguita e anzi, chiedo di segnalarla.
Il ritorno al centro può far pensare ad un ritorno dell´unità politica dei cattolici?
Personalmente non ho mai ritenuto che si debba tornare all´unità politica dei cattolici perché l´esperienza precedente, che pur è stata validissima, ha avuto dei grossi limiti che conosciamo tutti, fino ad arrivare allo scioglimento del partito di riferimento dei cattolici. Vedo invece in modo positivo la presenza dei cattolici negli enti cosiddetti intermedi cioè nel tessuto civile e sociale che vuol dire scuola, famiglia, associazioni, volontariato, categorie. Che i cattolici siano innervati in questo tessuto e diano la loro competenza motivata dalla fede è fondamentale. Poi ci sono cristiani competenti anche dentro al nuovo governo, persone preparate e caratterizzate da testimonianza di fede personale che danno un apporto alla vita politica e questo è favorevole, conosco personalmente il neoministro per l´Integrazione Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant´Egidio.
Cosa pensa della proposta della Lega di non far pagare l´Imu al Nord?
Parlare della Lega è delicato in una diocesi dove forte è la sua presenza, ma credo che anche loro debbano richiamarsi alla legalità come tutti. Ci sono delle cose positive della Lega, soprattutto nell´interpretare il vissuto della gente, un po´ come ha sempre fatto la Chiesa con i suoi parroci presenti nelle case, innervati nel territorio, termometro nei luoghi dove si vive. La Lega ha capito questo da tempo e nel Nord è riuscita a percepire la “pancia” della gente: questa è una dimensione validissima, ma deve coniugarla con la solidarietà aperta a tutti e dentro alla legalità, dentro ad un Paese. Se un domani faranno l´obiezione di coscienza, dovranno pagare.
Come trascorrerà le feste, per chi pregherà?
Sarò a Vicenza impegnato nelle celebrazioni, trascorrerò il pranzo di Natale con i sacerdoti alla casa del clero. Mi sento vicino a tutte le persone che in questo momento stanno vivendo delle difficoltà, gli ammalati, gli anziani soli, i detenuti, chi è stato colpito da tumore. Pregherò per tutti loro.
Per quanto ancora dovrà fare la spola con il patriarcato di Venezia. Quando avverrà la nomina del successore di Scola?
Si spera a fine gennaio. In realtà speravamo per dicembre, ma ora credo
che sia un po´ più possibile, le consultazioni a quanto mi risulta sono a buon punto.

 


 


Pizziol sbaglia - La Lega è con chi ha meno

giovedì 22 dicembre 2011 CRONACA, pagina 23

Forse il grande coinvolgimento emotivo che sta vivendo monsignor Beniamino Pizziol alla guida della diocesi di Vicenza, ha avuto l´effetto negativo di provocare conclusioni eccessive in un Uomo di Chiesa che, oltre a farsi verbo della parola di Dio, si propone di essere esempio di verità e trasparenza soprattutto in un mondo, come quello politico, soggetto alla mistificazione e alla disinformazione. Ci si aspetta che la realtà rispecchi fedelmente lo stato delle cose soprattutto quando a fotografarla sono gli occhi di chi è chiamato, per vocazione e giuramento, a non dire falsa testimonianza, rifuggendo la simulazione e la diffamazione. Se è vero che chi è senza peccato scagli la prima pietra non sta a me ed al mio gruppo additare le parole di mons. Pizziol come un grave errore di informazione e comunicazione; ma quando a farne le spese è l´immagine di un partito che, al contrario di quanto ho letto, si è sempre distinto per senso di dignità e legalità- proprio quello che tutti ma sarebbe più corretto dire molti non hanno- allora non posso lasciar passare un messaggio così fortemente ingiusto e nocivo. L´invito alla Lega Nord di tenere una legalità come tutti, sembra più una lezione di moralità e correttezza che rimanda ad un ideale di convivenza civile e pacifica proprio del mondo delle favole, piuttosto che la fedele lettura di un sistema politico quotidianamente in crisi ed evidentemente compromesso.
A Natale si sa, siamo tutti più buoni, e proprio come mons. Pizziol, vogliamo sentirci vicini alle persone che in questo momento stanno vivendo delle difficoltà. Esserci non soltanto con le parole o con una preghiera, che spesso finisce per diventare un rituale mnemonico di fine giornata, ma esserci soprattutto con i fatti, quelli che fanno la differenza e mettono in moto il vero cambiamento. La Lega, anche in questo triste momento storico, non fa mancare il suo sostegno non soltanto ai suoi elettori ma proprio a tutte le persone in difficoltà, quelle per cui pregherà mons. Pizziol. Proporre di non far pagare l´Imu al Nord non vuol dire disobbedire alla legge; non vuol dire essere illegali, bensì responsabili e attenti ai bisogni delle persone, strette nella morsa di una manovra che sta asfissiando l´economia e gli stipendi degli italiani. La Lega continuerà a dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, non volendo così tornare ad un´antica e rigida formula di divisione dei poteri tra Stato e Chiesa, ma continuando ad agire nel tessuto sociale e politico con la legalità che l´ha sempre distinta ed invitando i Vescovi a non dimenticare la missione che sono chiamati a svolgere.

Stefano Stefani
presid.Comm.Esteri Camera

 


Lettera al Giornale di Vicenza pubblicata il 31 dicembre 2011

Ha torto Stefani quando lo attacca

Le dichiarazioni espresse dal Vescovo Pizziol nel corso dell’intervista rilasciata recentemente al Giornale di Vicenza erano talmente equilibrate, sensate e rispettose dell’autonomia della politica che nessuno poteva travisarle o sentirsi offeso dal loro contenuto. Nessuno tranne il senatore leghista Stefano Stefani, che ha invece sentito il bisogno di scrivere una lettera di una tale arroganza da lasciare interdetti anche coloro che dovrebbero essersi ormai abituati alle uscite degli esponenti leghisti, che solo nel migliore dei casi si possono definire folcloristiche. Purtroppo, sempre più spesso, appaiono rozze e offensive anche nel confronto di chi si permette di ricordare che un partito dovrebbe sempre difendere la legalità e non mandare messaggi pericolosi all’opinione pubblica solamente per sollecitarne gli istinti peggiori.
Era auspicabile lasciare le parole del Vescovo fuori dalla polemica politica ma evidentemente l’occasione era ghiotta per innescare l’ennesima querelle sulla stampa. Provoca certamente un misto di tristezza e pietà umana questo senatore che si ritiene in grado di dispensare lezioni di etica e morale mentre il suo partito, nello stesso giorno, impedisce che il parlamento dia l’autorizzazione all’arresto del deputato Nicola Cosentino, indagato dalla magistratura per i suoi rapporti con la camorra.
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa di questo l’ex ministro degli interni Maroni che ha fatto, meritoriamente, della battaglia alla criminalità organizzata una bandiera. Come sarebbe interessante sapere cosa pensano dell’invito a non pagare le tasse tutti quei deputati e senatori leghisti che nei tre anni e mezzo che sono stati al governo hanno detto di sì alla copertura dei buchi creati dalle amministrazioni locali di Palermo, Catania, Roma. Ai leghisti viene inevitabilmente da chiedere: dove eravate allora, quando potevate decidere? Dove eravate quando avete detto sì ad opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina o quando tagliavate le risorse agli enti locali mentre vi riempivate la bocca di parole come “federalismo”…dove eravate?
I veneti non sono stupidi, hanno capito che la Lega non ha più niente da dire e che spera nel “tanto peggio, tanto meglio”, spera nel crollo dell’Italia e dell’Europa, tifa per la crisi economica e per molto tempo ancora non farà nient’altro che questo. È, in pratica, un partito inutile. Non perché lo hanno deciso i suoi elettori ma perché lo hanno deciso i suoi dirigenti che si rifiutano di ammettere gli errori commessi mentre stavano al governo e intendono salvaguardare se stessi e le loro “careghe” anche se ciò arrecherà danno al Paese. Non so se tutti i leghisti la pensano così, ma se non è così li invito allora a rettificare le parole del sen. Stefani spiegando che la sua non è la posizione della Lega. Farebbero un bel regalo natalizio alla politica, al Paese e alla nostra Regione.

Federico Ginato
Segretario Provinciale del Partito Democratico