IL CASO ERIKA

Dove ci fu il peccato, sovrabbondò la grazia. Potrebbe essere definita così la vicenda di Erika e Omar, uno dei delitti più efferati della storia del crimine italiano. Cosa orribile massacrare genitore e fratello. Tale annientamento resterà, non si può cancellare. È l´inferno in vita. Questo è l´inferno: ne serve un altro? Per tutta la vita, se la coscienza non è sepolta o addomesticata, questi due giovani si portano e si porteranno dentro tale colpa. Ma la cosa più sorprendente e umana in tale tragedia è la storia del padre. È più facile dire Erika (e Omar) ha ucciso o il padre l´ha perdonata? Questo è uno dei pochi casi nel quale il ti perdono non è stato strappato dal giornalista morboso di turno che dopo tre ore chiede perdonerà suo figlio? Al contrario questo ti perdono è uscito dall´amore sincero e divino dei genitori. Pare che la madre Susy Cassini prima di morire abbia detto: Erika ti perdono, mentre è certo, fin da subito e non in modo nevrotico o compulsivo, che Francesco de Nardo (il padre) abbia accolto, accettato e perdonato la figlia. Malato di mente o persona normale dotata di senso civico e di grande moralità - religiosità? Che padre, questo padre! È l´immagine biblica del padre misericordioso di san Luca e Rembrandt.
In una società come la nostra mossa da tante acque torbide e inquinate, ci sono anche queste pratiche di virilità, di uomini che perdonano, che capiscono, che trasformano la tragedia in dramma e il dramma in redenzione. Chi perdona è come Dio. Perdonismo e buonismo no, semplicemente oblazione è carità.
Come si fa a dire in modo così sincero e umano Erika sei mia figlia, ti amo e ti perdono dopo aver perso con morte cruenta, moglie e figlioletto? È tempo di finirla con la storia vorrei vedere se fosse capitato a te, anche tu vorresti la morte e la condanna dell´uccisore. Qui abbiamo la prova che essere uomini fino alla fine è possibile.
Bella storia questa, un padre che continua ad amare la figlia, la accoglie, la vuole con sé nel giorno della Natività, notte nella quale Cristo si è fatto uomo affinché gli uomini diventassero Dio. Francesco di Nardo, credo, assomiglia ai monaci trappisti trucidati alcuni anni fa in Algeria.
Sergio Benetti