DUEVILLE. Previsti spazi per grandi superfici

Negozianti in allerta
Confcommercio vuole un incontro pubblico prima dell´approvazione

Il Pat concede spazio alle grandi strutture di vendita, ma i commercianti non ci stanno. Questa è l´ulteriore vicenda che interessa il Piano di assetto territoriale duevillese, già reduce dalle polemiche riguardanti il Centro equestre di Marioni. La mappatura che delinea i possibili sviluppi dell´urbanistica comunale, lascia infatti spazio alla possibilità di riutilizzare più zone per la grande distribuzione.
«Credevamo che l´attuale Amministrazione tenesse fede alle promesse fatte in campagna elettorale, quando il sindaco Giuseppe Bertinazzi affermava che nel territorio comunale si sarebbe tutelata la rete distributiva esistente e non ci sarebbero state ulteriori grandi strutture di vendita - dice Marcellino Costaganna, presidente dei commercianti - Invece nel nuovo Pat non si esclude in maniera esplicita tale possibilità. È vero che ci sono delle limitazioni, insufficienti però a evitare l´apertura di centri commerciali».
Per Costaganna questo andrebbe ad incidere pesantemente sul futuro economico di decine di piccole e medie imprese del commercio, storicamente radicate in paese. Verrebbe poi compromesso il servizio di prossimità al cliente e modificati gli assetti dell´offerta commerciale del paese. «Come se non bastassero le concessioni presenti nel Pat - prosegue il presidente- l´Amministrazione vuole rendere possibile l´insediamento di strutture con 2.500 metri quadrati di superficie per la vendita nel settore alimentare, in alcune aree comunali, tra cui la zona così detta "Ex-Belfe". Attualmente, qui sono possibili insediamenti al massimo di 1.000 metri quadri e del settore non alimentare. Dueville, di una cosa così, non ne ha bisogno».
I commercianti hanno più volte esposto all´Amministrazione le proprie osservazioni, senza però vedere un cambio di rotta. Ci sarà un ultimo appello prima dell´approvazione definitiva del Pat in Conferenza dei Servizi. Confcommercio chiederà dunque una discussione in Consiglio comunale e una presa di responsabilità da parte degli eletti.