Il panettone al radicchio
A prima vista potrebbe apparire solo come una curiosità , giusto per promuovere l´ortaggio di stagione. E invece il panettone al radicchio è una specialità gastronomica a tutto tondo. L´idea è della Pro Loco di Asigliano, presieduta da Luciano Bigolin. «Niente di nuovo - spiega Eugenio Magaraggia, produttore di vaglia, azienda di sei ettari, dei quali due coltivati a radicchio - perchè è stato già sperimentato con il radicchio di Chioggia». La produzione è di circa mille pezzi, curata da una storica ditta di Cologna Veneta, Menegon, attiva dal 1896. Il risultato è di rilievo: il dolce della pasta è equilibrato dall´amarognolo del radicchio, che si avverte soprattutto come retrogusto. Il panettone pesa sette etti e mezzo, radicchio ce n´è il sette per cento.
Inutile cercarlo, comunque. Questo particolare panettone, confezionato per la tradizionale festa di dicembre di Asigliano, è già esaurito. Il radicchio utilizzato è quello di un terreno della Coldiretti ad Asigliano: le sementi sono quelle dell´azienda Magaraggia, che spesso (anche quest´anno) si aggiudica il primo premio per il suo prodotto. Eugenio è figlio d´arte, perché l´azienda era del padre Mario: adesso anche suo figlio Fabio ha preferito lasciare il posto da impiegato per dedicarsi all´agricoltura. I Magaraggia sono convinti sostenitori del radicchio di Asigliano, l´oro rosso come lo chiamano nel Comune, che lo ha inserito anche nell´insegna all´ingresso del paese. E lo tutela con la De.Co. veronelliana. Di Magaraggia, fra l´altro, è da ricordare la produzione di radicchio sott´olio, che si attesta su 400 vasetti.
Nel Veneto sono ottomila gli ettari destinati alla coltura del radicchio. Due le specie più diffuse: quello a foglia lunga di Treviso, considerato capofila degli altri, e quelli di Chioggia e di Verona, famiglia cui appartiene anche quello di Asigliano.
| < Prec. | Successivo > |
|---|
