È appena sbocc(i)ato il Durello naturale metodo classico di Masari. Affinato 36 mesi, dosaggio zero.
Un brut di alto livello
Al progetto ha lavorato da sei anni, dai primi esperimenti sino al brillante risultato finale. Massimo Dal Lago, enologo valdagnese innamorato del suo territorio, ha voluto approfondire la sua personale ricerca ed esplorare nuove potenzialità della zona. Questa volta s´è indirizzato verso le “bollicine”. La bussola per orientarsi in questa piccola galassia è la sua azienda: quattro ettari e mezzo sulle colline di Trissino, a 180 metri di altitudine, cuore e anima della viticultura “naturale” in cui Dal Lago crede fermamente. Ha perfino creato “le regole della Valle dell´Agno”, per dare corpo a questa sua aspirazione all´esattezza. In lui la differenza indicata da Blaise Pascal, tra spirito di geometria e spirito di finezza (cioè la distanza mentale fra principi teorici e pratica quotidiana, se ci si passa la semplificazione...) si riduce fin quasi a sparire. Ha lo sguardo che scruta l´orizzonte assieme alla determinazione a concretizzare. Lucidità strategica e razionalità sperimentale. Ma l´integrità e la passione nel suo “credo” sono tali che Dal Lago vorrebbe spingersi sempre più in là: “Ci vorrebbero i Dieci Comandamenti - sorride metà scherzando e metà no - per stabilire poche regole certe e valide per tutti. Si potrebbe saltare così l´intricato ginepraio di enti certificatori e disciplinari vari, in un panorama ancora troppo nebuloso tra vini naturali, biologici e biodinamici”.
Massimo Dal Lago ha già dato prova della sua vocazione alla naturalità con due vini, battezzati “Quattro elementi”: un bianco, ottenuto da una garganega in purezza, e un rosso Igt, ottenuto da uve cabernet. Spiega: “I quattro elementi della natura, aria, acqua terra e fuoco si fondono per generare vita ed emozioni. Masari si pone come interprete del proprio territorio attraverso la semplicità degli elementi naturali e dei loro frutti. Nasce un nuovo vino, nascono nuove emozioni”. Va ricordato che il nome dell´azienda, Masari, è l´acronimo dei nomi Massimo e Arianna, la moglie. Lui, 41 anni, s´è svezzato professionalmente da Fausto Maculan (che non finisce di ringraziare); lei il vino l´ha nel sangue, visto che è una delle quattro sorelle Tessari che a Soave raccolgono allori con i loro vini. La loro Cantina è nata nel 1998, oggi produce 26 mila bottiglie. Massimo e Arianna hanno tre figli.
Questa volta Massimo Dal Lago ha affrontato il capitolo dell´uva durella, deciso a tirarne fuori le migliori note. L´unica strada da percorrere, ne è convinto, è quella del metodo classico. Lo charmat non è per lui. Con tutto il rispetto, naturalmente. Il vino che ha ottenuto è un brut con l´etichetta “Durello naturale”, un metodo classico di uva durella al cento per cento. La vendemmia è quella del 2007, l´affinamento è durato 36 mesi. Sono quattromila le bottiglie prodotte: di queste, 2.800 sono state sboccate recentemente e già esaurite prima di Natale. Dosaggio zero, e non poteva essere altrimenti, conoscendo la rigorosità di Massimo.
L´ha battezzato “Leon”, senza nessun riferimento politico, tiene a precisare. Lui guarda alla storia, alla tradizione del Veneto e gli è sembrato che il simbolo della “Serenissima” potesse racchiudere tutti i significati, dalla memoria al marketing. Il ruggente leone che ha scelto ricorda molto quello del “Moro di Venezia”, la barca armata da Raul Gardini nel 1992 per l´America´s Cup. Ma quel ruggito - diventato un simbolo per il Veneto - non resterà da solo. L´azienda “Masari” ha prodotto con l´etichetta del leone ruggente 400 bottiglie di Pinot Grigio, tutte acquistate da una delle enoteche più blasonate d´Italia.