A. R. di Marcato: bollicine per un metodo classico di prestigio segno della svolta generazionale

Sarà che è nato 32 anni fa, quando l´azienda di famiglia (che ha oltre cento anni, fondata dal bisnonno Francesco e proseguita dal nonno Giuseppe) muoveva i primi passi sul versante del metodo classico. Sarà che ha una laurea in enologia e quindi la materia la conosce a fondo. Sarà che anche la sua generazione vuole lasciare un segno in azienda... Sarà un mix dei tre fattori, fatto sta che Enrico Marcato ha avuto un´idea originale: lasciare ad affinare per dieci anni in Cantina il durello, per vedere - come cantava Enzo Jannacci - l´effetto che fa. Ottimo, bisogna rispondere. Ha creato così l´etichetta “A. R.” di Marcato, vale a dire “Apertura Ritardata”, traduzione sostanziale italiana di “R. D.” di Bollinger, che sta per “Récemment Dégorgé”. La prima vendemmia messa ad affinare è stata l´annata 2000, presentata al Vinitaly l´anno scorso. Ora siamo al 2001 e le bottiglie prodotte sono quattromila. Si allineano alle 12mila dei vari millesimi, alle 27 mila affinate 36 mesi e alle centomila di charmat “I Prandi”, che è un durello di qualità dal costo contenuto. Da provare.
L´azienda di Roncà, con Enrico e il fratello Andrea è giunta alla quarta generazione. Ma sono ben attivi anche il papà Lino e lo zio Giovanni. Marcato esporta il 15% del prodotto, dagli Stati Uni all´Europa: «Noi crediamo molto nel Durello - spiega Enrico Marcato, che è anche vicepresidente del Consorzio - anche se il mercato è prevalentemente locale. Lo spazio che riusciamo a conquistarci all´estero è ancora legato all´azienda e non alla denominazione. Ma questo è un problema per tutti: anche la Franciacorta è assai poco conosciuta all´estero. Viceversa, il Prosecco ha una richiesta consolidata che, diversamente da quanto si pensa, non è legata al prezzo basso, ma proprio al nome». «Del resto, è vero che Ca´ del Bosco oppure Bellavista in Franciacorta raccolgono adesso i frutti, ma da quando esistono? Trentacinque, quarant´anni. Il Durello ha già raggiunto molti traguardi in poco più di dieci anni di vita».
Sta di fatto che queste bollicine - affinate dieci anni - possono reggere il confronto con quelle più illustri del Bresciano. Sono il segno della svolta generazionale (non solo) in azienda. E pensare che oltre ai 14 ettari nel Veronese, Marcato ha anche 39 ettari sui Colli Berici, dove produce tre tipologie di vino, Merlot, Cabernet e Tai, quelle base dell´azienda. Un´altra intuizione di Enrico, che ha voluto mettere anche nel blasone della Cantina la dicitura “berico wines