Lettera al giornale

Su Otto e mezzo (La 7), Massimo Franco ospite, con Giuliano Amato, della Gruber, a proposito del governo tecnico e le cose che deve fare ha posto una domanda: Come si fa a spiegare all´opinione pubblica che occorrono sacrifici? Mi chiedo perché all´opinione pubblica e non spiegarlo ai partiti - tutti - che hanno platealmente rinunciato, se non tradito, al preciso mandato di governare il Paese?
Sarebbe solo ripetitivo citare le giuste osservazioni e domande del direttore, Ario Gervasutti, poste nell´editoriale di domenica 13 novembre, a proposito di manfrine e colpi di coda della partitocrazia.
Mi limito a poche considerazioni per esternare il profondo disagio di uomo che crede ancora nella assunzione di responsabilità per il famoso bene comune.
Ed era l´Italia, il nostro Paese, che aveva bisogno di questa assunzione di responsabilità da parte di tutti. Non lo scaricabarile. Non il delegare per avere mani pulite al momento delle elezioni.
Mentre papa Benedetto affermava che la crisi che viviamo oggi è crisi di significato e di valori, prima che economica e sociale penso ai troppi che si riempiono la bocca di valori ma operano al contrario;
Penso che a Todi giganteggiava si il titolo la buona politica per il bene comune ma uno degli intervenuti, De Rita, ha invitato a cambiare linguaggio nella comunicazione perché termini come bene comune, dottrina sociale, citazioni da encicliche non riescono a bucare nell´attuale arena della comunicazione di massa. Pensando a questo penso alla Lega di governo e di lotta un giorno sì e uno no.
Penso a una recente lettera aperta a Bersani della sezione del Pd del mio paese, Dueville, che interpretando pensieri e perplessità della gente, scriveva: Nel maggio scorso la proposta per abolire il vitalizio spettante agli ex parlamentari, di circa 3.000 euro al mese, ha ottenuto 22 voti favorevoli. Quindi erano contrari anche i deputati del Pd.
Recentemente il Parlamento ha approvato all´unanimità - quindi anche i parlamentari del Pd - un aumento dell´indennità mensile di circa 1.135 euro. Votazioni che confermano come la casta abiti ovunque .
Penso a quanto scrive sull´Unità Francesco Piccolo, a proposito del Pd. Dice che esso ha fatto la sua parte dando il sostegno al governo tecnico per senso di responsabilità verso l´Italia ma deve essere ben lungi da lui, sia partecipare attivamente alle decisioni di questo Governo, sia appoggiarlo soltanto quando in sintonia con le proprie regole programmatiche perché sarebbero entrambi atti di partecipazione attiva al governo Monti.
Il Pd, quindi, sta votando a favore di questo governo per quattro motivi: deve portarci fuori dalla crisi in qualsiasi modo possibile; deve prendere delle decisioni che altri governi politici avrebbero maggiori difficoltà a prendere; deve allontanarci nel tempo e nella psiche dal medioevo berlusconiano; deve avere il tempo di cambiare la legge elettorale. Quattro motivi buoni per votare la fiducia, non sufficienti per una partecipazione politica attiva a un governo.
E mentre tutto questo avviene penso che nei nostri sportelli Caaf si moltiplicano le richieste di certificazione Isee per poter accedere ai bonus per il gas, l´energia, il telefono.
Mi domando se riusciremo mai a superare la tristezza delle affermazioni di De Gasperi che alle prese con gravi problemi del Paese ebbe a dire che il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni.
Giuseppe Meridio