Dueville. Trasportavano su tre furgoni 2000 capi di abbigliamento sottratti a Caldogno.

Recuperata buona parte del bottino

di Dennis Dellai

Avevano rubato tre furgoni per caricarli di merce rubata, ma non avevano fatto i conti con i carabinieri di Dueville. Una banda composta da 7-8 persone ha dovuto abbandonare parte del bottino e fuggire, con i militari del luogotenente Peruzza alle calcagna. I ladri sono riusciti, almeno per il momento, a far perdere le tracce, ma i carabinieri hanno recuperato gran parte della merce sottratta, tutti capi griffati prodotti dalla ditta “Manila” di Caldogno, di cui è proprietario il vicentino Patrizio Breda.
Il movimentato inseguimento è nato ad un posto di controllo che le forze dell’ordine avevano a ttuato lungo la statale “46”, ai confini fra Caldogno e Costabissara. In piena notte, ieri, i militari hanno visto arrivare tre furgoni a forte velocità, con direzione Thiene-Vicenza. Gli uomini in pattuglia, notata la velocità, hanno alzato la paletta. È stata una questione di secondi: i furgoni, visto il posto di blocco, hanno frenato bruscamente con il rischio di provoca re un incidente dalle conseguenze facilmente immaginabili. Uno dei tre mezzi ha addirittura sfiorato i militari che stavano imponendo l’alt. Due furgoni sono riusciti ad imboccare una strada laterale e a dileguarsi, mentre l’ultimo della fila, un Fiat Ducato, si è infilato in un vicolo cieco, una stradina bloccata da una sbarra. Quando i carabinieri sono arrivati, gli uomini che si trovavano a bordo erano fuggiti lasciando sul posto la refurtiva.
All’interno del camioncino c’erano centinaia di capi d’abbigliamento firmati rubati poco prima. La conferma i militari l’hanno avuta dopo un sopralluogo nel capannone della ditta “Manila”. Lì hanno trovato i cancelli semidistrutti e l’impianto di allarme fuori uso. È stato avvertito il titolare che ha poi provveduto all’inventario. Mancavano dalla fabbrica circa 2000 capi, fra maglie e camicie, ma fortunatamente, grazie ai carabinieri, 1800 pezzi erano stati ritrovati. In pratica, l’operazione ha permesso di recuperare 130 mila euro sul totale del bottino, quantificato in 170 mila euro.
Due dei tre furgoni erano stati rubati nella stessa azienda di Caldogno, mentre il terzo era stato asportato alla Oleodinamica Gambini, di Roberto Gambini, a Costabissara. Anche lì, la banda era penetrata all’interno della fabbrica senza però asportare nulla ma limitandosi a rubare il mezzo di trasporto che evidentemente doveva servire a caricare altra merce.