Un piatto classico che equilibria i gusti di carne e ortaggio proposto a Fara dalla “Campana”

Dall´olio dei motori all´olio della cucina. Con risultati di rilievo in entrambi i campi. È il percorso professional-passionale di Filippo Ibba, 43 anni, di Zugliano (il papà è sardo) che ha riaperto da un mese dopo due anni l´Antica trattoria “Campana” sulle colline di Fara, assieme al socio sclendense Enzo Zecchinati. È tornato alla sua passione: ha gestito anche una birreria prima di dedicarsi professionalmente ai motori.
Ha girato otto anni il mondo con la valigia in mano, nelle vesti di direttore sportivo della Mik Corse, a organizzare gare su Lamborghini, Ferrari, Porsche, Aston Martin, Chrysler Viper e Maserati. Ha conosciuto i vip di quel mondo, da Andrea de Adamich a Jean Alesi. Però, se si trovava a Le Mans per le “24 ore”, ne approfittava anche per assaggiare il Krug, champagne top, perché il gusto lo ha innato.
Il locale di Fara è raccolto (due piani: venticinque posti ciascuno) e alle pareti antiche mappe del Vicentino e foto dei mercati di bestiame di un tempo. L´idea è di un luogo che coltiva la semplicità e la tradizione. Ne sono la riprova i piatti, a iniziare dalla carne alla griglia sino alla pasta, di cui si occupa il ventunenne Davide Brazzale.
La cucina è affidata al piacentino Davide Rebecchi, che dimostra capacità ed esperienza. Ne è la riprova un piatto tradizionale, i gargati con radicchio e tastasale: la mano felice fa risaltare l´equilibrio tra il dolce della carne di maiale e l´amarognolo del radicchio, senza sovrapposizioni di un gusto a scapito di un altro.
È l´esempio di come, alle volte, in cucina uno più uno possa dare tre come somma. Il valore aggiunto è il rispetto degli ingredienti e della materia, come sostiene Massimiliano Alajmo. Rispetto degli ingredienti che è come il coraggio di don Abbondio: se uno non ha questa capacità non può darsela.