I carabinieri restano in servizio
INDAGINE. Il giudice Furlani ha respinto la richiesta di sospensione avanzata dal pm Salvadori per i sei militari
Il giudice per le indagini preliminari Stefano Furlani ha respinto la richiesta di sospensione avanzata dal pubblico ministero Luigi Salvadori a carico dei militari della stazione di Dueville indagati per una serie di presunte violazioni penali nel corso di due operazioni antidroga.
UN PESO nella decisione del giudice l´ha avuto il fatto che i vertici provinciali dell´Armo, con il colonnello Michele Sarno, hanno deciso di trasferire i sei carabinieri ad altri incarichi non operativi, da svolgere in caserme diverse, sempre in provincia di Vicenza. In questa maniera non solo non c´è più il rischio che possano ripetere le azioni ritenute illecite, ma anche che non possano inquinare le eventuali prove.
GLI INDAGATI complessivamente sono 12, tutti militari che erano in forza a Dueville. Si tratta dei marescialli Giuliano Forlano (comandante di stazione), Francesco Franzese e Paolo Speciale, dell´appuntato Vincenzo Abram e dei carabinieri scelti Antonio Laricchia e Angelo Landolfa; inoltre, dei carabinieri scelti Umberto Restivo, Giuseppe Minotti, Fabrizio Belmonte, Roberto Tesse, Giampietro Di Risio e Salvatore Inferrera. Per i primi sei (assistiti dagli avv. Gaetano Franzese, Marta Rossi e Andrea Balbo), il gip aveva già detto di no alla richiesta di divieto di dimora a Dueville, ed ora ha rifiutato anche quella di sospensione. I secondi sei (avv. Cesare Dal Maso e Michela Betto) sono “solo”indagati.
LE ACCUSE vanno dall´abuso d´ufficio all´omissione in atti d´ufficio, dalla concussione al falso, passando per il concorso in spaccio. Da quanto è emerso dopo gli interrogatori, che hanno preceduto la decisione del gip, il reato che si tratteggia in maniera più chiara sarebbe la concussione: i carabinieri avrebbero convinto un marocchino, fermato con qualche grammo di sostanza, a far arrestare loro spacciatori di livello, dei nigeriani. «Altrimenti mandiamo il verbale in procura».
In questa maniera - pare che la droga non avesse principio attivo - lo avrebbero indotto a cercare della droga fra i suoi fornitori a tutti i costi. Dalle intercettazioni - casuali, perché attivate per un´altra indagine - emergerebbe infatti che il marocchino era diventato matto per farsi dare della droga quella sera stessa per consentire ai carabinieri l´operazione.
Ma questo uso del cosiddetto “agente infiltrato” è, per la procura, fuorilegge. La norma lo consente solo per il traffico di stupefacenti (grosse quantità , maxi inchieste) e dietro autorizzazione.
LE DIFESE sono rimaste soddisfatte della decisione del giudice, anche se prima di commentarla attendono di leggere l´ordinanza. Quello che è certo è che i militari, oltre a ripetere di avere agito sempre in buona fede, sono certi di poter dimostrare la loro innocenza rispetto alle contestazioni della procura. A loro preme soprattutto di far decadere l´accusa di concussione, perché in caso di condanna sarebbero costretti a lasciare l´Arma. Le indagini, intanto proseguono.
La procura potrebbe fare ricorso
Il pubblico ministero Salvadori potrebbe fare ricorso al Riesame contro la decisione del giudice che ha rigettato una richiesta corposa, di 200 pagine. Dipenderà dalle motivazioni del giudice, anche se la sospensione del servizio, adesso che sono stati trasferiti i carabinieri, non sarebbe più necessaria. Era accaduto lo stesso alcune settimane fa con quattro poliziotti che erano stati spostati di ufficio e non erano stati pertanto sospesi come aveva sollecitato la procura.
Nelle prossime settimane, con ogni probabilità , il giudice ascolterà anche il marocchino al centro del contendere per gli arresti di Dueville, per capire quale sia la sua versione dei fatti. L´immigrato è stato già interrogato dai detective del nucleo investigativo ai quali era stata affidata l´indagine dopo che la guardia di finanza, che stava compiendo delle intercettazioni in un´inchiesta antidroga, aveva segnalato qualcosa di sospetto in procura.
Intanto, i sindaci dei Comuni dove operano i carabinieri di Dueville saranno ricevuti martedì dal prefetto.
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