Ha calunniato il collega Condannato il pizzaiolo

Lo aveva accusato nel 2016 del furto di un carnet di assegni
Inflitti 16 mesi: dovrà anche risarcire 19 mila euro

Il pizzaiolo duevillese Luca Lanaro nel febbraio di due anni fa aveva denunciato il furto di un carnet di assegni, accusando di calunnia il collega Bruno Sette, 55 anni, di Monticello Conte Otto. L'altro giorno Lanaro, 47 anni, difeso dall'avvocato Pier Nicolò Cecchini, è stato condannato in tribunale a Vicenza a 1 anno e 4 mesi di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) dal giudice Antonella Toniolo.L'imputato dovrà inoltre risarcire la parte offesa, rappresentata dall'avvocato Giraldi, versando la somma di 19 mila euro (oltre agli interessi di legge e rivalutazione) condannandolo inoltre a rinfondere le spese processuali sostenute da Sette pagando 2.700 euro.I fatti contestati nell'inchiesta coordinata dall'allora pubblico ministero Giulia Floris si sono svolti nel 2013. Lanaro aveva denunciato il furto di un carnet di assegni, accusando Sette di essersi intascato 18 mila euro a saldo di quanto pattuito per la cessione dell'attività, la pizzeria "Italia" con sede a Dueville. Sette aveva contestato l'accusa e aveva a sua volta querelato Lanaro. La procura, dopo avere ricevuto la segnalazione, aveva aperto un fascicolo e il pm Floris, dopo la conclusione delle indagini aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio del 47enne pizzaiolo accusato, appunto, di calunnia. Lanaro, a sua volta, si era sempre detto assolutamente estraneo ai fatti a lui contestati tanto che dopo l'udienza di rinvio a giudizio aveva detto al nostro giornale «di non avere mai accusato nessuno, né ho mai accusato Bruno Sette di essersi intascato l'importo di 18 mila euro. La mia denuncia per furto ha dato impulso a un procedimento penale per furto verso ignoti, attualmente pendente in procura, nel quale figuro come persona offesa».Evidentemente, però, la tesi esposta non ha convinto il giudice che al termine del dibattimento ha condannato il pizzaiolo a un anno e quattro mesi e a un risarcimento del danno pari a 19 mila euro.Adesso, se lo riterrà opportuno, il 47enne, tramite il suo legale, potrà decidere di appellarsi alla sentenza pronunciata l'altro giorno dal tribunale di Vicenza rivolgendosi alla Corte di appello di Venezia.

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