LA RASSEGNA. Inizia l´8 novembre ad Asolo

Antonio Stefani

Se siete curiosi di accostarvi anche ai sapori della cucina rinascimentale, fa per voi la ventunesima edizione della rassegna di cultura enogastronomica “A tavola con Merlin Cocai” che, dopo il prologo bassanese tenutosi a villa Damiani Trevisani di Campese, riprende martedì 8 novembre al ristorante Villa Razzolini Loredan di Asolo, con cuoco ospite il vicentino Mario Baratto.
«Le serate previste dal ciclo - spiega l´ideatore e promotore Otello Fabris - vedono stavolta operare in coppia i dieci locali del Macaronicorum Ristoratorum Baxanensium Collegium. L´illustrazione dei vari piatti, momento sempre stimolante che consente veloci ma succulente incursioni nella storia dei cibi e della loro preparazione, viene preceduta da un breve intervento relativo ad aspetti del secolo in cui visse il poeta “macaronico” per eccellenza, Teofilo Folengo, nato a Mantova nel 1491 e sepolto a Campese nel 1544».
«In particolare l´anno 1517, che vede la stampa del suo “Liber Macaronices” firmato con il celebre pseudonimo di Merlin Cocai, è anche quello dell´esposizione delle 95 tesi di Martin Lutero sul portale della cattedrale di Wittenberg, e quindi dell´inizio delle accese discussioni religiose che avrebbero agitato l´Europa del tempo. Le nostre serate, dunque, contengono molteplici spunti d´interesse culturale che si accompagnano alla riscoperta di pietanze e gusti di un´epoca in cui i grandi cuochi di papi e re elaboravano le loro ricette».
Appuntamenti successivi saranno quelli di venerdì 9 dicembre ancora nel Trevigiano, al Ristorante da Gerry di Monfumo, del 17 gennaio al Pioppeto di Romano d´Ezzelino e del 24 febbraio al Castello Superiore di Marostica. Tutte occasioni in cui sarà possibile fare la conoscenza di varie specialità “ritrovate” e contenute in quella che ormai viene definita “la dispensa del Macaronicorum Collegium”, come l´asparago bianco, il broccoletto, la cipolla rossa o il germoglio di radicchio bianco di Bassano, i fagioli “mama”, l´erba maresina, i fiori d´aneto o di finocchio selvatico, le polente di grano saraceno, miglio o fave, il latte di mandorle e quello di melone, marasche e melangoli, navoni e pastinache, le radici di enula e galanga, lo zafferano in pistilli e poi spiedi, storioni, selvaggina. Il tutto accompagnato, ovviamente, dai vini di una Cantina altrettanto ricca di suggestioni antiche. Il sito www.teofilofolengo.it è a disposizione per ogni altra informazione.