Giappone ai Democratici
Dopo la strepitosa vittoria di Obama negli Stati Uniti e di Bertinazzi a Dueville, prosegue inarrestabile l'avanzata dei democratici che conquistano anche il paese del sol levante.
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SVOLTA EPOCALE A TOKYO. Il Dpj conquista la maggioranza assoluta alla Camera Bassa e controlla anche il Senato
Obama: alleanza forte
Liberal-democratici travolti dopo 54 anni di potere Il vincitore Hatoyama: «Voto per il cambiamento»
TOKYO
Con un voto a valanga a favore dell’opposizione, i giapponesi hanno messno fine a 54 anni di potere dei conservatori. Secondo le prime proiezioni, il Partito Democratico (Dpj) ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera Bassa (la forchetta oscilla da 298 a 329 su un totale di 480). Per il Partito liberal-democratico (Lpd) è stata un’autentica debacle: una rappresentanza ridotta ad un centinaio di deputati (da 84 a 131 in base alle stime), accompagna la penosa uscita di scena del primo ministro Taro Aso, considerato un falco per le nette posizioni conservatrici e nazionaliste.
MAGGIORANZA NEI DUE RAMI. Maggioritario al Senato, grazie alla coalizione con altri due partiti dell’opposizione, il Dpj ottiene così il controllo assoluto del Parlamento che gli consentirà in cantiere l’ambizioso programma di riforme sociali che ha fatto breccia nell’elettorato prostrato dalla crisi economica e dal boom della disoccupazione. «Il popolo giapponese ha votato per il cambiamento e contro le politiche liberiste del governo» ha dichiarato il leader dei democratici, Yukio Hatoyama.
L’annuncio della vittoria è stato salutato dall’esplosione di gioia di militanti e simpatizzanti riuniti nel quartier generale nel sobborgo di Roppongi. Una cappa di delusione invece sulla sede dei liberal-democratici. «Il risultato è molto severo e dobbiamo riflettere su ciò per avere una nuova partenza. Per parte mia, mi prendo la responsabilità della sconfitta», ha ammesso Aso, che non ha nascosto l’amarezza. «Il partito è da ricostruire», ha commentato il ministro dell’Agricoltura Shigeru Ishiba.
LA DIFFICILE QUADRATURA DEL CERCHIO. Per il Dpj il difficile comincia ora. Il suo piano per rilanciare l’economia, che corteggia il ceto medio, promette un bonus di 312mila yen per ogni figlio, scuole superiori gratis, autostrade senza pedaggio, detassazione del prezzo della benzina e il divieto di contratti a termine nell’industria, ha un costo annuale pari a 125 miliardi di euro. Da finanziare - in teoria - con la caccia agli sprechi di bilancio a partire dai lavori pubblici e dalle sovvenzioni alle amministrazioni locali e con una stretta sugli stipendi dei funzionari dello Stato. La quadratura del cerchio sarà difficile: il Paese esce dalla peggior recessione dal dopoguerra e la svolta riformista appare quasi impossibile senza aumentare le tasse. In attesa delle decisioni cruciali, oggi sarà nominata la commissione incaricata di traghettare il Paese alla nuova legislatura.
«ELEZIONI STORICHE. La Casa Bianca ha definito «storica» l’elezione svoltasi in Giappone, sottolineando che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama conta su una «alleanza forte» con il futuro primo ministro giapponese. In una nota, l’Amministrazione Obama ha sottolineato che «il popolo del Giappone ha partecipato a un’elezione storica. Come amici e alleati, gli Stati Uniti adesso aspettano la formazione del nuovo governo giapponese».
«Siamo fiduciosi che la forte alleanza tra i nostri due Paesi continuerà a svilupparsi sotto la leadership del prossimo geverno di Tokyo», prosegue la nota. «Il presidente Obama conta di lavorare in modo ravvicinato con il nuovo primo ministro giapponese su un’ampia serie di problemi globale, regionali e bilaterali». IL KENNEDY DI TOKYO. Ingegnere di sangue blu specializzato alla Stanford University, Yukio Hatoyama, 62 anni, appartiene a una famiglia, ribattezzata «i Kennedy» del Giappone, il cui impegno politico è alla quarta generazione. Il nonno Ichiro nel 1954 sfilò, tra i conservatori, il potere all’acerrimo rivale interno Shigeru Yoshida (il padre del Giappone del dopoguerra) e nonno materno del premier Aso.
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