DAL VIVO. Notevole scrupolo “filologico” nella rivisitazione delle partiture così come nella riproposizione dei costumi

La Dusk e-B@nd trionfa al teatro Busnelli di Dueville con una cavalcata dall'antico al recente repertorio della mitica band

Un Teatro Busnelli affollato ha accolto l'altra sera scorso il concerto della Dusk e-B@nd, che in oltre due ore di concerto ha regalato ai presenti un significativo spezzone della storia dei Genesis, interpretando una lunga serie di brani dai primi album (Trespass) a Seconds out.
Alcune composizioni rock stanno entrando nella storia come capolavori e quindi riproporle come si fa per la musica classica ha un valido motivo. Sottolineiamo: composizioni che valgano, non canzonette.In questo caso siamo a livelli altissimi: un esempio su tutti è Supper's Ready, lunga suite da Foxtrot che è veramente una sinfonia, sia dal punto di vista esecutivo che degli arrangiamenti.
L' “orchestra” dell'altra sera al Busnelli – che comprende com'è noto musicisti di tutta Italia - era composta da Graziano Agostini (voce e percussioni), Franco Pivato (chitarra e voce, vicentino), Paolo Bonori (basso e chitarra a 12 corde), Riccardo Grotto (tastiere e chitarra a 12 corde, vicentino) e Roberto Artuso (batteria).
Le partiture dei Genesis sono caratterizzate da arrangiamenti molto “classicheggianti” (quasi tutti i componenti erano di preparazione classica) e complessi. Un esempio è arrivato in apertura con Watcher of the Skies, brano di Foxtrot del 1972 che fu composto in Italia da Tony Banks e Mike Rutherford mentre stavano viaggiando verso Napoli per un concerto.
Sembra più “canzone” - ma non lo è - Dancing with the Moonlit Knight, per l'occasione unita alla seconda parte di The Musical Box. E già in questi primi pezzi si è capito il grande studio che i cinque musicisti hanno messo in atto per interpretare la musica dei Genesis, studio che si è esteso anche alle immagini e ai costumi che il cantante ha indossato, dal Pipistrello del primo brano a Britannia nel secondo, al vecchio in The Musical Box fino a Slipperman e Flower nei successivi.
Quest'ultima maschera è arrivata proprio in mezzo a Supper's Ready, come Gabriel era solito fare. Seguire questa lunga composizione dal vivo da vicino permette anche di capire molto degli arrangiamenti: siamo in un periodo di strumenti moderni, ma i suoni erano comunque pochi e poco “robusti”. Così, largo all'uso del Taurus Moog (pedaliera bassi) con il bassista a suonare la 12 corde assieme al chitarrista e al tastierista, così come facevano i Genesis per creare un tappeto arpeggiato di ricchezza inusuale. E quasi tutto il pezzo (oltre venti minuti) è suonato dal bassista proprio con la pedaliera. La Dusk e-B@nd ha preferito spostare Horizons (pezzo classicheggiante per sola chitarra, che in Foxtrot introduce la suite) per questioni di cambio di costume.
Il passato remoto (The Knife, da Trespass) è poi diventato passato più prossimo con l'andare del concerto, attraverso la seconda parte di Firth of fifth, alcuni brani di The Lamb Lies Down on Broadway (la title track, In the Cage - per l'occasione unita alla parte strumentale di The Cinema Show, poi The Lamia e la successiva Silent Sorrow in Empty Boats, fino a The Colony of Slippermen) per arrivare alla chiusura con tre lunghi pezzi dell'era-Collins alla voce: Squonk (tra i più riusciti come impatto e sonorità), Duke's Travel e Duke's End (che in Duke sono tutt'uno e chiudono l'album) e infine Dance on a Volcano e Los Endos, così come furono eseguite in Seconds Out.
Non potevano mancare i bis, richiesti tra l'altro a gran voce dai presenti: ancora “passato prossimo” (ovvero era-Collins, ma quando ancora c'era Steve Hackett alle chitarre) con ... in that quiet earth e la successiva Afterglow, chiusura dell'album Wind & Wuthering.