Ecco San Cristoforo
IL VINO. Lorenzo Zonin e il podere in Toscana
Quando lo stile diventa una bottiglia
Loretta Simoni
Questione di stile. Anche per il vino, ciò che fa la differenza tra lo standard e l’eccellenza è lo stile. Parola di Lorenzo Zonin, della dinastia vinicola di Gambellara, figlio di Giuseppe, che in uno scampolo di Maremma, vicino a Gavorrano ha dato vita a “Podere San Cristoforo”: la proprietà si estende su 45 ettari, di cui 13 a vigneto. Il “Podere San Cristoforo” produce 35 mila bottiglie l’anno, ed è presente sul mercato con i rossi Amaranto 2008 e Carandelle 2008 (entrambi da Sangiovese in purezza), e con i bianchi San Cristoforo 2008 (100% Petit Verdot) e Luminoso (da uve Trebbiano e Vermentino).
La tenuta si giova della presenza costante di brezze marine che mitigano le temperature estive e aiutano la maturazione delle uve. Suolo argilloso, ricco di sedimenti di origine eolica; basse rese; molto lavoro manuale, non filtrazione dei vini sono alla base della filosofia aziendale di Podere San Cristoforo.
Ma cosa si intende per stile in enologia? Speiga Zonin: «Oggi è possibile guidare un vino verso uno “stile” ben definito, con precise caratteristiche di morbidezza ed aromaticità. Ci sono centinaia di variabili tecniche che possono essere scelte per ottenere un certo tipo di vino e che rispecchiano l’idea che il produttore ha del suo vino. Lo “stile” è molto importante perché porta l’eno-appassionato a riconoscere il proprio gusto in quello del produttore. Spesso si pensa che la stessa varietà coltivata nello stesso territorio porti ad un vino con un preciso sapore, e si è spesso delusi nel constatare che questo non avvenga. Perciò l’appassionato si affeziona al vino di un produttore, che in genere mantiene uno “stile”, piuttosto che al vino di una zona ben definita.»
Semplificando, potremmo dire che il terroir da solo non basta per fare la differenza: «Le variabili che intervengono nella determinazione del sapore e del profumo di un vino sono molteplici - prosegue Lorenzo Zonin - Sono talmente tante che nessun enologo in cantina e nessun agronomo nel vigneto sono in grado di controllare. Le caratteristiche di un luogo riguardano la composizione del suolo, il clima e il microclima dovuto all'orografia del territorio e anche le coordinate geografiche che determinano insolazione e influenze astrali. Lo stile quindi deriva da un lavoro congiunto di natura, agronomo, ed enologo in ordine di importanza. Ossia, nel mio caso, si tratta di interpretare quello che l'agronomo mi consegna e lui a sua volta quello che la natura, in quella particolare annata, è riuscita a fornirgli.»
A giudicare dall’assaggio di Luminoso e Carandelle, non si può dire che i vini di Podere San Cristoforo difettino in personalità: il primo, dall’impatto olfattivo molto intenso, di grande ricchezza e complessità, presenta sottili sfumature minerali e denota rotondità ed eleganza; il secondo, che matura in barrique di rovere francese per dodici mesi, colpisce per tannicità e persistenza. La serie dei profumi è assai complessa e variegata, la struttura notevole, il finale regala sensazioni leggermente calorose.
Particolare interessante delle bottiglie di Podere San Cristoforo è che tutte le immagini delle etichette sono state realizzate da Giancarlo Busato, dell'omonima Stamperia d'Arte di Vicenza, utilizzando la tecnica dell'acquaforte. La retro etichetta dispone invece di un rettangolo da staccare e conservare: «Mi è stata proposta da Alberto Frigoli della Poligrafica San Faustino e io sono stato il primo a testarla - spiega Zonin - Con il tempo l'abbiamo affinata e adesso non riesco più a farne a meno. Il servizio che rende all'appassionato è davvero interessante: ci si porta a casa, con un semplice gesto, staccando quel pezzo di etichetta, il ricordo di una particolare situazione vissuta».
Quando lo stile diventa una bottiglia
Loretta Simoni
Questione di stile. Anche per il vino, ciò che fa la differenza tra lo standard e l’eccellenza è lo stile. Parola di Lorenzo Zonin, della dinastia vinicola di Gambellara, figlio di Giuseppe, che in uno scampolo di Maremma, vicino a Gavorrano ha dato vita a “Podere San Cristoforo”: la proprietà si estende su 45 ettari, di cui 13 a vigneto. Il “Podere San Cristoforo” produce 35 mila bottiglie l’anno, ed è presente sul mercato con i rossi Amaranto 2008 e Carandelle 2008 (entrambi da Sangiovese in purezza), e con i bianchi San Cristoforo 2008 (100% Petit Verdot) e Luminoso (da uve Trebbiano e Vermentino).
La tenuta si giova della presenza costante di brezze marine che mitigano le temperature estive e aiutano la maturazione delle uve. Suolo argilloso, ricco di sedimenti di origine eolica; basse rese; molto lavoro manuale, non filtrazione dei vini sono alla base della filosofia aziendale di Podere San Cristoforo.
Ma cosa si intende per stile in enologia? Speiga Zonin: «Oggi è possibile guidare un vino verso uno “stile” ben definito, con precise caratteristiche di morbidezza ed aromaticità. Ci sono centinaia di variabili tecniche che possono essere scelte per ottenere un certo tipo di vino e che rispecchiano l’idea che il produttore ha del suo vino. Lo “stile” è molto importante perché porta l’eno-appassionato a riconoscere il proprio gusto in quello del produttore. Spesso si pensa che la stessa varietà coltivata nello stesso territorio porti ad un vino con un preciso sapore, e si è spesso delusi nel constatare che questo non avvenga. Perciò l’appassionato si affeziona al vino di un produttore, che in genere mantiene uno “stile”, piuttosto che al vino di una zona ben definita.»
Semplificando, potremmo dire che il terroir da solo non basta per fare la differenza: «Le variabili che intervengono nella determinazione del sapore e del profumo di un vino sono molteplici - prosegue Lorenzo Zonin - Sono talmente tante che nessun enologo in cantina e nessun agronomo nel vigneto sono in grado di controllare. Le caratteristiche di un luogo riguardano la composizione del suolo, il clima e il microclima dovuto all'orografia del territorio e anche le coordinate geografiche che determinano insolazione e influenze astrali. Lo stile quindi deriva da un lavoro congiunto di natura, agronomo, ed enologo in ordine di importanza. Ossia, nel mio caso, si tratta di interpretare quello che l'agronomo mi consegna e lui a sua volta quello che la natura, in quella particolare annata, è riuscita a fornirgli.»
A giudicare dall’assaggio di Luminoso e Carandelle, non si può dire che i vini di Podere San Cristoforo difettino in personalità: il primo, dall’impatto olfattivo molto intenso, di grande ricchezza e complessità, presenta sottili sfumature minerali e denota rotondità ed eleganza; il secondo, che matura in barrique di rovere francese per dodici mesi, colpisce per tannicità e persistenza. La serie dei profumi è assai complessa e variegata, la struttura notevole, il finale regala sensazioni leggermente calorose.
Particolare interessante delle bottiglie di Podere San Cristoforo è che tutte le immagini delle etichette sono state realizzate da Giancarlo Busato, dell'omonima Stamperia d'Arte di Vicenza, utilizzando la tecnica dell'acquaforte. La retro etichetta dispone invece di un rettangolo da staccare e conservare: «Mi è stata proposta da Alberto Frigoli della Poligrafica San Faustino e io sono stato il primo a testarla - spiega Zonin - Con il tempo l'abbiamo affinata e adesso non riesco più a farne a meno. Il servizio che rende all'appassionato è davvero interessante: ci si porta a casa, con un semplice gesto, staccando quel pezzo di etichetta, il ricordo di una particolare situazione vissuta».
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