L’OLIO DEI VIP. Prodotto a Montecchio M.

Il contenuto è d’oro
Denise Battistin

15_62_gdv_f1_1130Riccarda Silicani Ceccato: vuol lanciare la villa come centro culturale Riccarda Silicani Ceccato ha un sogno: trasformare la sua casa in un centro di fermento culturale, una fucina di iniziative e attività che coinvolgano intellettuali e persone comuni. “Un luogo dove avvengano scambi di idee e di stimoli, che vengano condivisi anche con quel tipo di pubblico e di amatori che apprezzano tali progetti.” Così si esprime la padrona della Casa Rossa, una dimora dalle radici cinquecentesche sulle colline di Montecchio Maggiore, che ha visto i natali dello zio Silvio Ceccato, singolare filosofo della cibernetica moderna. La famiglia Ceccato, inoltre, è da sempre ai primi posti della realtà territoriale: il padre Riccardo era podestà del paese e la nonna materna era sorella di Arturo Ferrarin, il trasvolatore. “Vorrei cominciare proprio dalle note più elementari – spiega la nostra ospite – come la possibilità di far capire che cosa c’è dietro ad una bottiglia d’olio di nostra produzione: gli sforzi e le fatiche di un lavoro costante e appassionato per arrivare ad un prodotto dalle contenute quantità (400 litri) ma con un alto livello di qualità.” I 350 ulivi coltivati nella proprietà di via Fontana Alta sono l’orgoglio anche di Danilo e Lucia Meggiolaro, che seguono e curano dal 1994 le varie fasi della coltivazione, fino alla raccolta delle olive arrivando poi al prodotto finale che presenta acidità prossima allo zero e una fragranza verde e vitale. “Abbiamo tipi diversi di cultivar per lo più locali – commenta Danilo – come leccino, frantoio, grignan, pendolino e rasara con un’aggiunta di coratina, dalla Basilicata, per aumentare i polifenoli e conferire all’olio una nota più piccante.” Ogni albero è trattato con cura quasi parentale, per ottenere una media di 25 quintali all’anno di olive che poi vengono spremute nella giornata della raccolta al frantoio di S. Urbano. “Iniziamo già dalla potatura studiata e realizzata ad hoc – prosegue Lucia – D’estate li innaffiamo sempre e d’inverno, quando nevica scrolliamo la neve dai rami e di solito usiamo trappole ai feromoni contro la mosca olearia. Inoltre, non fresiamo il terreno sottostante per evitare rotture alle radici e trinciamo l’erba tagliata come pacciamatura, contro l’aridità estiva.”