DUEVILLE. Il dramma di una donna di Montecchio Precalcino di 70 anni, ferita da una macchina

Il guidatore non si rese conto dell´arrivo della pensionata in ciclomotore. Alla sfortunata è stato nominato un curatore

La sua vita è stata stravolta. Maria ora è costretta a vivere in carrozzella e non riconosce quasi più nessuno, mentre prima aiutava i coetanei ed era una autentica trascinatrice. E tutto per la portiera dell´auto di Khlaid Jaoud che si era aperta all´improvviso mentre la signora transitava in ciclomotore.
IL DESTINO. L´esistenza dell´arzilla pensionata settantenne, conosciuta in paese anche per il suo impegno nel mondo del volontariato, è mutata radicalmente. Non potendo evitare l´improvviso ostacolo, è finita rovinosamente sull´asfalto riportando una trauma cranico e altre ferite, ma quel che è peggio è che ha riportato una lesione a livello neurologico.
Subito ricoverata in rianimazione al San Bortolo, è stata quindi trasferita a Schio in coma.
Quello che sembrava un incidente di poco conto, una svista del conducente dell´auto, si è trasformato in un dramma, perché da quel giorno maledetto la vita della donna di Montecchio Precalcino non è più la stessa.
L´ OSPEDALE. La pensionata ha trascorso lunghi mesi tra un ospedale e l´altro, fra reparti di rianimazione e riabilitazione. Da qualche settimana è tornata a casa, ma ha comunque bisogno di essere continuamente assistita.
Non a caso, le è stato nominato un curatore speciale, che ha presentato la denuncia-querela contro Khalid Jaoud, 34 anni (avv. Antonella Cataldi), che è stato così messo sotto inchiesta per lesioni colpose.
Tutto è iniziato lo scorso giugno. La donna, che abita nella frazione di Levà ed è assitita dall´avvocato Mario Grassani, stava percorrendo sul suo Ciao via Europa quando all´improvviso, davanti a lei, si era aperta la portiera della Ford Galaxy parcheggiata sul lato destro della strada.
IL FIGLIO. L´epilogo di questa angosciante vicenda lo racconta il figlio della signora Maria. «Mia madre non è più come prima - spiega -, quella caduta le ha fatto perdere il casco e ha sbattuto la testa sull´asfalto. È stata per mesi in stato comatoso, con continui spostamenti tra Vicenza, Schio e Thiene. Ora è tornata a casa da poche settimane, ma la situazione è veramente tragica. Non si ricorda di molte cose, le frasi spesso sono prive di senso e talvolta fatica a riconoscere i volti noti. I dottori dicono che gran parte delle sue capacità psicomotorie non sono più recuperabili».
Il figlio spiega poi di quanto la madre necessiti aiuto sia negli spostamenti, che ormai avvengono unicamente in carrozzella, che in quasi tutte le attività quotidiane.
«Quando pensiamo a com´era prima dell´incindente mi mancano le parole - prosegue angosciato -. Era piena di vitalità, molto giovanile, una buona madre e un´ottima nonna. Ecco com´era. Basti pensare che a settantanni stava andando in motorino al mercato cittadino di Dueville. Poi quella portiera aperta all´improvviso, senza dare la necessaria precedenza, e la sua esistenza è radicalemnte mutata. Non è più presente a se stessa. Sinceramente, una situazione drammatica».