«Colpa di una buca» Ingegnere prosciolto
DUEVILLE. La disgrazia sulla Sp Marosticana
Matteo morì in scooter
L´ingegnere Giovanni Reato, 68 anni, di Arcugnano, esce di scena. Il pm Paolo Pecori ha chiesto l´archiviazione del tecnico di Aim indagato per omicidio colposo per la morte avvenuta il 1 maggio 2010 di Matteo Dall´Osto, 18 anni, di Dueville, quando perse il controllo del suo scooter per «la presenza di una buca» sulla Marosticana, cadde e sbatté la testa. Matteo, che viveva in via Tagliamento a Passo di Riva, stava viaggiando verso il capoluogo quando finì accidentalmente sull´asfalto. Lo precedeva l´amico, e coetaneo, Nicola Pesavento. La polizia locale durante i rilievi notò la buca una ventina di metri prima del punto in cui lo studentè cadde. Con la consulenza dell´ing. Daniele Cascioli, l´attenzione del pm si era concentrata su 6 indagati: Gianfranco Ledda, 62 anni, di Vicenza, direttore dell´ex Amcps; il responsabile asfaltature Massimo Dalle Ave, 41, di Vicenza; il capo della squadra scavi del 2008 Paolo Vialetto, 42, di Vicenza; l´ingegnere progettista Massimiliano Saita, 43, di Campo S. Martino; Giovanni Reato, direttore dei lavori del cantiere e, infine, il dirigente responsabile di studi e progetti Andrea Negrin, 38, di Camisano. Sono difesi dagli avvocati Lucio Zarantonello, Giulio Manfredini, Lino Roetta e Andrea Tirondola. La famiglia Dall´Osto, invece, è assistita dall´avv. Daniele Accebbi. In seguito, il pm ha spedito l´avviso di conclusione delle indagini e durante gli interrogatori l´ing. Reato, difeso dagli avv. Pierluigi Vinci e Filippo Spellanzon, ha dimostrato la propria estraneità , perché «per la sua posizione apicale - come scrive il procuratore reggente Pecori - non era obbligato ad effettuare controlli sui cantieri stradali e sui lavori di manutenzione delle strade comunali». Anche la posizione di Saita potrebbe essere separata: gli altri indagati rischiano il giudizio. La decisione del pm è attesa a giorni.
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