Cane sequestrato. I Cc denunciati
IL CASO. La vicenda di uno spinone sottratto al proprietario, che è morto dopo averlo riavuto, segnalato per maltrattamenti in procura
I militari l´avevano sigillato dopo 36 ore di videoriprese Ma il veterinario li ha smentiti e l´animale è stato restituito
Quel cane fu sequestrato con l´ipotesi che fosse maltrattato o tenuto in uno spazio troppo angusto. Ma entrambe sono state smentite categoricamente dai veterinari. Per questo è stato restituito al suo proprietario il quale, già malato, non ha fatto in tempo a vedere archiviata la sua posizione. Luigino Battistella, 62 anni, è infatti morto un paio di settimane fa, vinto da una grave malattia per la disperazione e il dolore dei suoi famigliari.
IL CASO. Battistella, che viveva a Dueville in via Verdi, finì sotto inchiesta dopo la denuncia della sua vicina di casa, Mara De Antoni. La quale scrisse prima al corpo forestale, che dopo un sopralluogo concluse che il cane stava bene, e quindi ai carabinieri i quali avviarono un´indagine. Secondo la vicina, infatti, quello spinone, che Battistella, cacciatore, accudiva per le sue battute venatorie, era tenuto in un box troppo piccolo (un «lager», lo definì), esposto alla pioggia e al sole, con il proprietario che lo lasciava da solo, non gli dava da bere, e lo costringeva a stare sdraiato dove faceva la pipì, senza mai portarlo fuori.
L´INDAGINE. I carabinieri di Dueville si attivarono e organizzarono 36 ore non stop di riprese filmate. Posizionandosi a casa di De Antoni, con la collaborazione dei volontari della Lac, filmarono il cane e il padrone. Quindi - era l´estate scorsa - denunciarono Battistella per maltrattamento di animale. Il pm chiese ed ottenne il sequestro dell´animale, affinchè non subisse più quei patimenti. Pertanto, lo spinone venne affidato al canile di Thiene. Per il pensionato, già provato dalla malattia, che riservava in quel cane tutta la sua passione per la caccia e la speranza di poter tornare fra i boschi, fu un colpo durissimo.
IL DISSEQUESTRO. La famiglia Battistella, assistita dall´avv. Luca Restello, si preparò a chiedere il dissequestro al tribunale del Riesame. A confutare in toto la tesi dei carabinieri furono i veterinari, pubblici e privati, che visitarono lo spinone. Il quale qualche giorno prima del sequestro era stato portato dal proprietario da un medico che ne aveva evidenziato il buono stato di salute; inoltre, il veterinario del canile segnalò che il cane «non presentava segni di maltrattamento»; ancora, l´istruttore di un centro attestò che Battistella lo accompagnava lì due/tre volte la settimana; infine, un altro veterinario precisò che il box nel quale era tenuto era perfettamente a norma. Essendo un cane da caccia, poi, è normale tenerlo in un recinto e non libero in giardino. Di fatto, i tecnici smontarono l´ipotesi e il Riesame presieduto da Gianesini liberò subito l´animale. Se l´accusa aveva scritto che Battistella teneva il cane «in condizioni incompatibili con la natura dell´animale... produttive di gravi sofferenze... in relazioni alle dimensioni troppo ridotte della gabbia», le relazioni tecniche esibite dall´avv. Restello hanno assicurato il contrario.
LE REAZIONI. «Mi chiedo se sia possibile impiegare 2 comandi dei carabinieri e 12 volontari della Lac per una vicenda di questo genere», ha commentato il legale. Mentre il figlio di Luigino, Albano, ha fatto notare che «purtroppo mio padre non è potuto andare a caccia per l´ultima volta con il suo cane. Mi spiace per mio padre: lui gli animali li ha sempre amati e trattati bene. E mi spiace che lui non ci sia più ora che gli hanno dato ragione».
La famiglia Battistella non ha molto gradito il comportamento della vicina e dei militari che hanno seguito l´indagine, perchè ritiene che in un´inchiesta per maltrattamento di animali i carabinieri dovessero far intervenire i veterinari. Per questo hanno scritto ai vertici provinciali, regionali e nazionali dell´Arma, segnalando l´accaduto, e anche in procura, sottolineando il fatto che l´assunto dei militari (secondo i quali il cane non era ben tenuto) non fosse corretto. Pertanto, la vicina di casa e i responsabili dei reparti sono stati denunciati per vari reati, fra cui - a diverso titolo - l´abuso d´ufficio, il falso, la calunnia, la violenza privata, lo stalking e le false dichiarazioni all´autorità .
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