Nel numero del giornale di Dueville di settembre/ottobre 2008 le minoranze hanno scritto un articolo di critica sul concerto di Goran Bregovic. Nel numero successivo ha risposto una cittadina di Dueville. Beh, se io fossi l'autore del pezzo criticato, dopo questa botta, lo giuro, smetterei di scrivere per il resto della mia vita....
Il webmaster

La musica, sotto qualsivoglia suono o struttura si presenti, non è altro che rumore senza significato finché non raggiunge una mente capace a riceverla. (Paul Hindemith)

Ho imparato a conoscere la musica fin da piccola. Mio padre (diplomato maestro di musica al Canneti di Vicenza ma operaio di professione), era un uomo molto semplice ma con un “gusto severo appreso alla scuola ceciliana” (come lo definisce Mons. E Della Libera nel suo libro DIARI DELLA CATTEDRALE) che lo rese indigesto ai rumorosi bandaroli di paese del suo tempo. Egli seppe trasmettermi una fame per la musica di qualsiasi genere purchè capace, attraverso la mente, di trasformarsi da rumore ad emozione.

La musica come la letteratura, sia essa scolpita brutalmente o dipinta con tenerezza, travalica per fortuna i confini geografici, ideologici e politici nella sua pur intrinseca rappresentazione di storie, vite e costumi permettendo a quanti la amano veramente di vagare nel tempo, trovando amici in ogni secolo. Ed è questo che, chi si ritiene idoneo ad amministrare una comunità, dovrebbe trasmettere al di fuori dell’appartenenza politica. Sempre che le capacità intellettive lo permettano.

La calura estiva può giocare brutti scherzi alla mente umana capace solo di “recepire” un concerto di Goran Bregovic come occasione di appiglio per fare critica politica e non come possibilità di far uscire Dueville dal bozzolo delle bande paesane e delle orchestre da sagra. Il “non conoscere” non è mai un pregio ma una carenza. Quello che viene chiamato con tono sprezzante il re dei Balcani è un compositore molto conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo che, in Italia, è stato chiamato ad esibirsi più volte anche in sedi austere, come l'Accademia di Santa Cecilia di Roma. Può piacere e non piacere ma quel maiestatico “a noi il re dei Balcani non piace”, non include sicuramente me e neanche i duevillesi presenti, disposti a pagare un biglietto abbastanza salato per ascoltarlo rinnovando il rituale di un pubblico che abbandona le sedie per lasciarsi andare a danze vorticose sotto il palco.

Certo i costi per un buon concerto (e quello in questione lo è stato di sicuro) sono elevati e basta un temporale per non riuscire a coprirli con la vendita dei biglietti. Ma sono costi da mettere in bilancio perché l’Amministrazione comunale deve soddisfare le esigenze spirituali e fisiche di tutta la comunità. Non deve costruire solo piste ciclabili che rimangono il più delle volte inutilizzate perché su percorsi senza senso sia per la struttura degli stessi (strade già molto ridotte e con numerosi attraversamenti) sia per la percentuale, fortunatamente bassa, di incidenti accaduti.

Tornando alla musica. La gente è molto più intelligente di quanto ci fa comodo pensare, a volte è solo pigra. E’ quindi compito della cultura andare a solleticare certe necessità sopite dando la possibilità di conoscere ogni forma di arte musicale, letteraria etc. Tutti possono arrivare ad apprezzare una sonata di Chopin o ad amare una canzone napoletana. Basta avere la possibilità di ascoltare l’una e l’altra. E le emozioni diverse che ne derivano faranno decidere se riascoltare l’una piuttosto che l’altra o andare a scovare quanto può esserci di intermedio tra le due.

Se è vero come dicono i medici che un bambino riconosce ed ama da subito la madre non perché vede i capelli neri o gli occhi azzurri ma perché recepisce la sua voce come suono che ha sentito per nove mesi, non varrebbe la pena di diffondere, come sottofondo, nelle nostre scuole materne un po’ di classica, lirica, blues, tango e perché no, anche un po’ di musica popolare per farvi stare tranquilli. I bambini impareranno ad amarla senza fatica e, più avanti negli anni, la andranno a cercare dimenticando il giga robot e il pugno d’acciaio.

L’arte raccoglie le gioie e i dolori, le vincite e le sconfitte, i pensieri e le azioni dei popoli e li trasforma in un linguaggio universale accessibile a tutti. Quindi cosa vi spaventa? L’idea che la gente riesca a ragionare con la propria testa e non accetti più le baggianate che tutti ( e ripeto tutti: bianchi, rossi, verdi, neri) propinate dalla mattina alla sera attraverso stampa e televisione?

Date sempre alla gente la possibilità di crescere sia nello spirito che nell’intelletto, spingetela ad uscire dal torpore della quotidianità, ne trarrete soltanto del buono

E …………….assieme ai corsi di inglese, spagnolo, arabo e cinese in programma, aggiungete anche la lettura di qualche libro di Oriana Fallaci. Anche se non incontra le ideologie di tutti certamente servirà per imparare l’ Italiano. Il che, mi sembra proprio di capire da come scrivete, male non fa.

Marta Lorenzin

 

 


Ecco la parte della pagina delle minoranze che ha suscitato l'indignata reazione di Marta:

 

omissis......

Una bella delibera hanno fatto, per incentivare un’ottima associazione quale il Patchanka la quale ha profuso fiumi di sudore e impegno per organizzare con il patrocinio dell’amministrazione Comunale un concerto presso lo stadio comunale.

Premessa: non si danno mai contributi a fondo perduto come è nel deliberato, ma si danno incentivi in percentuale premiando i risultati.

Il nome del cantante innanzitutto, doveva far sorgere qualche dubbio ai nostri Amministratori: Bregovic il re dei balcani e non un gruppo conosciuto dal nostro pubblico; il secondo dubbio ancora più forte era l’impegno finanziario dello stesso che aggiunta la pubblicità portava un rischio d’impresa superiore ai € 50.000,00.

Ora saltando eventuali sponsor solo per coprire le spese ci volevano più di 2.000 persone a € 23,00 cadauna.

Noi, al Vostro posto, non avremmo mai incentivato un tale concerto spendendo € 20.000,00 dei cittadini di Dueville con il re dei Balcani, il quale, concerto, avrebbe costato agli spettatori altri € 23,00 di biglietto.

Non è così che si aiutano le associazioni, ma le si affondano, anche perché lo stesso artista re dei balcani, a Dueville ha cantato il 20 luglio 08 e a Sommacampagna il 01 agosto 08, dichiarando ai giornali “un concerto a misura per il Veneto” , ma Dueville dov’è?? tanto lui i nostri soldi li aveva già presi

Già, è vero a Noi, il re dei balcani , come tipologia non piace, ma purtroppo non è piaciuto nemmeno a Giove Pluvio che ha lanciato i suoi strali la domenica sera lasciando il Patchanka in mutande bagnate con poco più di 600 tagliandi al botteghino. Biglietti dei quali vorremmo tanto sapere quanti erano stati acquistati dai cittadini di Dueville, visto che hanno concorso ad un contributo pro-capite di € 35,00 ( € 20.000,00 diviso i circa 600 e tanti presenti ) dei soldi delle tasche dei cittadini di Dueville.

All’associazione tanto di cappello, all’amministrazione che li ha guidati un biglietto di sola andata sul naso di pinocchio che ormai ha raggiunto Marte, forse li qualcuno conosceva il re dei balcani, ma Dueville NO.

....omissis

Il Capogruppo Consigliare

PierPaolo De Rosso