DUEVILLE. Il dramma si è consumato l´altro ieri mattina in un appartamento di Passo di Riva

Il piccolo, figlio di una coppia di senegalesi molto conosciuti in paese, è deceduto nonostante il pronto intervento del Suem

Il piccolo Khalifa Babacar in braccio al papà Mansour DiopAveva appena compiuto due mesi il piccolo Khalifa Babacar Diop. È morto attorno alle 5.40 di domenica, probabilmente soffocato da un rigurgito mentre dormiva nel lettino a fianco di papà Mansour e della mamma Sene Aissatou, entrambi senegalesi. Il capofamiglia, che vive in Italia da dieci anni e lavora come operaio alla Laverda, è molto conosciuto per il suo impegno politico e sociale. Inutile la corsa del Suem di Vicenza, mentre il padre praticava le operazioni di soccorso spiegategli al telefono dal 118. Quando i medici sono entrati nell´appartamento di via Brenta 6 a Passo di Riva, per il neonato purtroppo non c´era più nulla da fare. Oltre ai genitori, lascia anche due fratelli, di 15 e di 2 anni.
La famiglia Diop sta vivendo la tragedia con compostezza e dignità, sorretta dal credo musulmano e dalla vicinanza della comunità di origine. «Dio ci ha dato un figlio, Dio ce lo ha tolto. La fede ci aiuta ad accettare», spiega Mansour. «Voi dite che è un angelo, per noi invece è in paradiso, che chiamiamo al-janna. Ora ha la possibilità di chiamarci là, quando arriverà il nostro momento».
Khalifa Babacar era nato lo scorso 17 dicembre. Proprio venerdì, Mansour Diop aveva ultimato alcune formalità burocratiche per il permesso di soggiorno dei famigliari. Il 39enne aspettava l´arrivo della bella stagione per festeggiare assieme ai connazionali l´arrivo del terzo figlio; ora invece deve sopportarne l´improvvisa e prematura scomparsa. «È un dolore enorme, che non si può spiegare. Ma non posso piangere, devo fare forza a mia moglie». L´intenzione è di portare la salma del piccolo Babacar nel Paese africano, dove vivono nonni e parenti. «Loro non lo hanno mai visto. Dovevo mandare le foto questa settimana», racconta. Ieri l´operaio ha cercato di mettersi in contatto con il consolato, senza ottenere risposte. Tra una settimana in Senegal ci sono le elezioni e tutti sono indaffarati per il voto dei residenti in Italia. L´altro problema non secondario è quello economico, dato che, con un solo stipendio e quattro bocche da sfamare, la spesa non è indifferente. Diop, però, non dispera: «In questi momenti ho scoperto di avere tante persone che mi vogliono bene. Ieri sono venuti a farmi visita da tutta la provincia, sia senegalesi che italiani. In molti hanno chiamato. Non so come fare a ringraziare tutti». L´apparente calma nasconde dentro un dolore eterno. «Se Dio vuole, avremo un altro bambino. Ma una perdita del genere non si può superare, mai».