Asfissiato nel pozzetto

LA DOPPIA TRAGEDIA. Ieri mattina due vittime fra Dueville e Monticello Conte Otto

Anche il soccorritore muore dopo mezz´ora
Un imprenditore agricolo di 68 anni incastrato in un tombino in cortile. Il muratore di 55 che lo ha estratto stroncato da un ictus

Una doppia tragedia sconvolgente. In meno di mezz´ora un apicoltore di Dueville, Mario Pieropan, e un muratore di Caltrano, Antonio Zanocco, hanno perso la vita tra Povolaro e Vigardolo di Monticello Conte Otto. Due drammi nati da un incidente domestico. La prima vittima ha perso la vita per asfissia, dopo essere rimasta incastrata in un pozzetto che stava sistemando, nel cortile di casa; la seconda, per un malore subito dopo aver soccorso, vanamente, la prima.
IL PRIMO DRAMMA. Mario Pieropan, 68 anni, residente in via Molinetto 63, a Dueville, ieri mattina verso le 9.30 stava pulendo la tubatura intasata di una fossa biologica. Un lavandino non scaricava bene e quindi, tolto il chiusino, si è messo al lavoro per rimuovere l´ingorgo. Improvvisamente, probabilmente perdendo l´equilibrio, si è ritrovato con entrambe le braccia all´interno del tombino che porta alla vasca, scivolando sempre più verso il fondo con testa e busto. Assieme a lui c´era la figlia Barbara che per chiedere aiuto ha urlato, attirando l´attenzione dei muratori Antonio Zanocco, 55 anni, e di suo figlio Diego, che stavano lavorando a poche decine di metri.
L´ALLARME. La loro impresa edile a conduzione famigliare stava infatti ristrutturando una casa in via Villa Rossi a Vigardolo quando hanno sentito le urla disperate della donna e si sono precipitati nell´azienda agricola di Pieropan, che pur essendo a due passi - le proprietà sono divise da un fossato e da un filare di alberi - sorge nell´altro Comune. Mancavano pochi minuti alle 10 quando assieme si sono messi a tirare l´apicoltore per le gambe. Pieropan nel mentre era inesorabilmente scivolato sempre più giù entrando fino alla cintola nella fossa biologica. Era rimasto incastrato nello stretto spazio del tombino, del lato di soli 40 centimetri.
I SOCCORSI. Dopo svariati tentativi, usando anche una corda, i soccorritori sono riusciti a liberare Mario Pieropan, ma ormai era troppo tardi. Quando lo hanno estratto dal pozzetto era cianotico. Nonostante il tempestivo arrivo di un´ambulanza e di un´auto medica del Suem di Vicenza, non c´è stato nulla da fare: Pieropan sarebbe morto per asfissia, dopo essere rimasto almeno una ventina di minuti a testa in giù, senza ossigeno.
IL SECONDO DRAMMA. A quel punto i due muratori hanno lasciato Pieropan, per il quale ormai non c´era più nulla da fare, alle cure del personale sanitario. Padre e figlio hanno fatto così un mesto ritorno al cantiere in via Villa Rossi, utilizzando la macchina. All´improvviso - il fuoristrada Mitsubishi era appena entrato nello spiazzo della casa in ristrutturazione - Antonio Zanocco ha accostato, fermando l´auto in folle e piegando il capo sul petto, senza dire una parola. Al figlio Diego è bastato un attimo per comprendere che il padre, provato dallo sforzo fisico e in forte stato di choc, era vittima di un malore. Nell´immediato l´artigiano, pur avendo perduto i sensi, respirava ancora autonomamente e per questo il figlio, aiutato dai vicini, ha tentato il tutto per tutto facendolo sdraiare sul sedile e cercando, inutilmente, di rianimarlo fino all´arrivo dei soccorsi. In pochi minuti infatti l´ambulanza che era intervenuta in via Molinetto è arrivata a Vigardolo e per 45 minuti i soccorritori hanno provato a salvare l´impresario, trasportandolo anche fuori dall´auto per poter intervenire più agevolmente e poi tentando di stabilizzarlo a bordo del mezzo di soccorso. Nella disperazione generale del figlio e dei conoscenti i sanitari non hanno potuto però fare altro che dichiararne la morte. Stando alle prime ipotesi dei medici, il decesso di Zanocco sarebbe avvenuto in seguito ad un ictus. L´artigiano lascia nel dolore i famigliari.
I RILIEVI. Con il Suem, sono intervenute le pattuglie dei distaccamenti di polizia locale di Dueville e Monticello Conte Otto, che fanno parte del Consorzio Nodest di Thiene. Gli agenti hanno informato la procura del doppio dramma.


LA TESTIMONIANZA. Il figlio: «Non ha retto al forte stress emotivo»


Pure la vicina di casaè stata colta da malore
Il sindaco di Caltrano ricorda Antonio Zanocco «Un grande lavoratore, la sua è un´ottima famiglia»

 

«Quello che è successo è una tragedia, siamo tutti scossi, soprattutto mia madre, che ha assistito alla morte di Mario Pieropan prima, un conoscente di vecchia data, e di Zanocco poi. Uno choc talmente forte che si è sentita male ed è stata accompagnata in pronto soccorso a Vicenza, per sottoporsi ad alcuni controlli».
A parlare è Nicola, figlio di Giuseppe Viale e Giuliana Campagnolo, proprietari della casa dove era al lavoro Antonio Zanocco prima che avvenisse il duplice dramma. Nello spiazzo davanti all´abitazione, dove per ore è rimasto parcheggiato il fuoristrada Mitsubishi in attesa che i familiari da Caltrano lo venissero a recuperare, il muratore si è sentito male di ritorno da via Molinetto, dove con il figlio era riuscito a fatica ad estrarre il corpo di Pieropan dalla fossa biologica. Diego, 28 anni, avrebbe raccontato alla polizia locale che, fermata l´auto in folle, il padre avrebbe abbassato il capo sul petto, perdendo all´istante i sensi. Il ragazzo avrebbe notato il braccio che tremava.
«So che mia madre è uscita di corsa e assieme al figlio Diego hanno steso Antonio sul sedile per tentare di rianimarlo, senza però riuscirci». Proprio in seguito alla morte anche dell´impresario la donna ha accusato un malore, dovuto al forte stress e all´impatto emotivo suscitato dalla duplice e ravvicinata tragedia. «Sono uscito di corsa dal lavoro allertato dai miei genitori - racconta Nicola Viale -. Non conoscevo Antonio e suo figlio ma so che lavoravano qui da qualche tempo, stavano sistemando la parte di casa dove dovrebbe andare a vivere mio cognato, qui accanto ai miei. Appena ho saputo quello che era successo mi sono precipitato a casa perchè c´erano anche i miei bambini lì e qualcuno doveva pur badare a loro. Poi ho visto che mia madre non si sentiva bene e abbiamo convenuto che fosse il caso di farla visitare in pronto soccorso, per essere certi che non ci fossero problemi seri. Non si tratta per fortuna di nulla di grave». Addolorato per la morte del concittadino anche il sindaco di Caltrano Marco Sandonà, che si è stretto attorno alla famiglia: «Conoscevo Antonio come conosco il figlio, che gioca nella squadra di calcio del paese, brave persone e gran lavoratori, ai familiari va la mia personale vicinanza in questo momento così difficile».


I RITRATTI. L´apicultore, volontario con gli alpini, era uno storico militante leghista di Dueville. Donò i suoi prodotti anche alla casa di riposo

«Mario regalava il miele a Bossi»

L´impresario edile, tifosissimo dell´Inter, era molto conosciuto a Caltrano. Aveva appena ristrutturato anche il patronato

pieropan«Un uomo molto generoso, convinto dei propri ideali e gran lavoratore». Ecco come Fernando Zanini, capogruppo della sezione alpini di Dueville, ex consigliere comunale ed segretario della sezione duevillese della Lega Nord dal 1998 al 2009, descrive l´amico Mario Pieropan. «Era un convinto leghista, uno dei primi a tesserarsi in paese negli anni ´90: durante i mercoledì di mercato si recava in piazza Monza con lo stand del partito per parlare con la gente. Faceva anche parte del gruppo alpini di Povolaro con cui era impegnato nelle attività di volontariato. Pieropan ha lavorato per tutta la vita alle officine De Antoni di Povolaro». Negli anni ´80 ha anche iniziato ad allevare le api dando vita alla sua azienda che oggi conta più di mille alveari. Con apiari dislocati nei prati, nelle colline e nelle montagne della provincia di Vicenza, nel tempo quest´attività si è specializzata nella produzione di mieli di tarassaco, acacia, millefiori, castagno, tiglio, melata e mieli di montagna, oltre a polline, propoli e pappa reale. «Era un gran apicoltore, oltre che persona generosa. Mi ricordo in particolare di un episodio - racconta Zanini -. Ha donato duecento barattoli del suo miele agli anziani della casa di riposo di Dueville. Un miele addirittura assaggiato e apprezzato da Umberto Bossi». Zanini descrive poi i raduni della Lega partecipati da Pieropan. «Lui era quello con la bandiera più alta di tutti, l´attaccava anche ad aste lunghe più di cinque metri. Era un uomo genuino, che diceva quello che pensava senza mai mordersi la lingua. Questa disgrazia - conclude - è stata una perdita per la comunità di Dueville».
Il suo soccorritore era invece un impresario del paese, stimato e benvoluto. Così era conosciuto Antonio Zanocco a Caltrano, dov´era cresciuto e dove, da sempre, abitava con la moglie e i figli. In tanti in paese almeno una volta lo avevano contattato per farsi ristrutturare o sistemare casa. Tifoso dell´Inter come il figlio Diego, cui è toccato il compito di assistere il padre negli ultimi istanti di vita, con la sua impresa Zanocco aveva lavorato in tanti centri della provincia. Da ultimo, con la sua squadra, di cui fanno parte il figlio e altri tre artigiani di Caltrano, aveva provveduto alla sistemazione della sala del patronato per conto del parroco, rinnovata per realizzarne un centro giovanile.
A Vigardolo, al numero numero 9 di via Villa Rossi, assieme al figlio stava eseguendo alcuni lavori di ristrutturazione all´abitazione dei coniugi Giuseppe Viale e Giuliana Campagnolo. Lì si trovava anche nella mattinata di ieri quando ha udito le urla. Una richiesta d´aiuto, il vicino incastrato all´interno della fossa, cui Zanocco ha risposto immediatamente: salito in auto con il figlio, ha percorso velocemente le poche centinaia di metri che separano le due abitazioni e, per cinque lunghi minuti, ha lottato per liberare Pieropan dal tombino. Uno sforzo immenso unito alla disperazione per non essere riuscito a salvare l´apicoltore che, per l´impresario, si è rivelato fatale: di ritorno al cantiere, al volante dell´auto, ha fatto in tempo a fermarsi davanti all´abitazione dei Viale prima di perdere i sensi e morire.

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