L’INTERVISTA. Parla il commissario straordinario che ieri si è insediato in contrà S. Pietro dopo lo scioglimento del Cda

Zenere: «Conti da risanare»
Gian Marco Mancassola
«Non sono un liquidatore: il mio compito è rilanciare l’ente e riequilibrare il bilancio Deve essere predisposto anche un nuovo statuto con un Cda competente e più snello»

«Non sono un commissario liquidatore. Sono stato incaricato di riqualificare l’Ipab perché ha una storia e un patrimonio che intendo rivalutare. Ma perché questo possa avvenire c’è bisogno del sostegno di tutti». Sos Ipab: da ieri pomeriggio Tiziano Zenere ha preso pieno possesso del quartier generale di contrà S. Pietro. Il dirigente regionale della Direzione risorse socio-sanitarie è il commissario straordinario nominato dalla giunta veneta dopo lo scioglimento del Cda presieduto da Gerardo Meridio. L’incarico avrà la durata di sei mesi. Ma Zenere sarà molto più di un traghettatore tra vecchio e nuovo Cda: quello che gli è stato assegnato è un mandato ad ampio raggio per tracciare la via d’uscita alla crisi istituzionale e finanziaria dell’ente.
Quali sono le condizioni di salute del Salvi Trento?
All’ente non è stata data una strategia di medio-lungo termine su scelte fondamentali. Manca la progettualità. Questo ha prodotto ricadute negative anche sul bilancio, che sin dalla fusione ha presentato un disavanzo dovuto alla gestione ordinaria. Anche il bilancio 2009, a un mese dalla fine dell’anno, è in linea con i passati esercizi. Il problema non va rilevato sul singolo anno: questa struttura va rimessa in equilibrio. Ma la cura non deve essere tale da ammazzare il cavallo.
Quale sarà il suo ruolo?
In primo luogo cercherò di mettere ordine nei conti dell’Ipab, approvando il bilancio di previsione 2010 con un’impostazione pluriennale. Inoltre, va predisposto un nuovo statuto, più flessibile e adeguato alla nuova legge sulle Ipab in discussione in Regione, prevedendo un consiglio di amministrazione con competenze specifiche e più snello rispetto al passato. Infine, deve essere portato a termine l’accordo di programma da sottoscrivere con il Comune e l’Ulss 6 per migliorare e potenziare i servizi. In altre parole, cercherò di fornire gli strumenti per rilanciare l’ente al futuro Cda che sarà nominato al termine del commissariamento.
Nella sua relazione alla giunta regionale ha parlato della necessità di una discontinuità rispetto al passato. Cosa intendeva?
C’era un certo immobilismo non dovuto alla struttura tecnica. Da quello che ho potuto verificare c’è un buon livello di professionalità, ma oggi mancano le motivazioni, manca l’orgoglio di essere parte dell’Ipab. Serve allora una frattura, una discontinuità rispetto al passato per avviare strategie di rilancio.
Nel suo rapporto fa riferimento a eccedenze occupazionali rispetto al numero di posti letto. Come interverrà?
Agirò cum grano salis, verificando il rispetto degli standard regionali e il livello dei servizi offerti, che qualititativamente è buono, garantito da professionalità qualificate.
L’aumento delle rette è davvero una priorità per risanare i bilanci o ci sono altre vie?
Le rette non sono il punto principale di un piano più complessivo che deve ricercare un punto di equilibrio economico attraverso una progettualità di ampio respiro, che interessa anche l’offerta di strutture all’altezza delle esigenze delle famiglie. Risposte in questa direzione in effetti finora sono mancate.
Collegata all’Ipab c’è Ipark, che è guidata da un Cda autonomo. Il suo mandato arriva fino alla struttura di Parco Città?
L’Ipab è proprietaria al 100% di Ipark: esaminerò anche quella realtà.