SANGUE SULLE STRADE. Non ce l’ha fatta il pensionato travolto domenica sera a Povolaro

Il quasi novantenne stava tornando a casa dopo essere uscito dalla sede dei Testimoni di Geova. La procura ha aperto un’inchiesta

Enrico Cason non ce l’ha fatta. Il pensionato di 89 anni è morto alle tre e mezza della notte fra domenica e ieri nel reparto di rianimazione del S. Bortolo, dov’era stato ricoverato qualche ora prima. Troppo gravi le ferite riportate nell’incidente: è deceduto nonostante i disperati tentativi dei medici, per il dolore dei suoi famigliari e dei tanti amici. Il pubblico ministero Alessandro Severi, avvisato della tragedia dalla polizia dell’ospedale e dalla polizia locale del consorzio Nordest, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo.
Il terribile incidente era avvenuto domenica alle 20 a Povolaro di Dueville. Cason era in bicicletta e stava tornando a casa - abitava in paese in via Marconi 39 - dopo l’incontro di preghiera nella sede della Sala del Regno dei Testimoni di Geova, di cui faceva parte da molti anni. Appena si era immesso in via della Repubblica, Cason era stato investito dall’auto che stava arrivando. Al volante di una Y10 c’era Sabrina Faccin, 40 anni, di Dueville. «Me lo sono trovata davanti all’improvviso», ha spiegato l’automobilista agli agenti del comandante Scarpellini e dell’ispettore Borgo. La donna è stata iscritta sul registro degli indagati dal magistrato, che dovrà valutare le sue eventuali responsabilità nella tragedia.
L’urto era stato improvviso e violentissimo: l’anziano era stato colpito dall’auto lateralmente ed era stato caricato sul cofano, picchiando con violenza il capo sul parabrezza prima di essere sbalzato a qualche metro di distanza.
L’allarme era stato immediato. A Povolaro si era precipitata un’ambulanza del 118; il medico aveva intubato il pensionato, facendolo trasportare d’urgenza al S. Bortolo, dove era stato accolto in rianimazione. Purtroppo, le cure sono state vane.
Anche ieri i vigili urbani - che hanno sequestrato la bicicletta e l’utilitaria - hanno compiuto dei rilievi sul luogo dell’investimento. Domenica la strada era bagnata, e in quel tratti poco illuminata. Faccin lo ha ripetuto agli agenti: «Sono sconvolta, l’ho visto solo all’ultimo istante». Gli agenti hanno raccolto anche la testimonianza di alcuni amici della vittima, che hanno spiegato come molte volte si fossero offerti di accompagnarlo alla Sala del Regno, ma Enrico, forte e orgoglioso, aveva sempre spiegato che amava muoversi con la sua bicicletta nonostante fra un paio di mesi avesse in animo di festeggiare i suoi 90 anni.
Cason, che lascia nel dolore i figli e gli altri parenti, era conosciuto e stimato a Dueville. Dopo una vita passata fra la famiglia e il lavoro, era andato in pensione continuando a darsi da fare per le persone in difficoltà. Viene descritto come una persona garbata e riservata, legata ai suoi cari e agli amici della comunità, che frequentava in maniera assidua.
Gli amici attendono che la procura firmi il nulla osta per la sepoltura per poter fissare i funerali. D. N.