Tenta di uccidere lo psicologo
AGGRESSIONE. Un uomo di 38 anni ha ferito ieri mattina il medico nella comunità “Il bosco” di via Villanova
«Lei mi ha reso impotente»
Diego Neri
Lo squilibrato era partito da un altro centro di Torrebelvicino in bicicletta con un coltello. Il professionista, colpito alla schiena e ad un polso, guarirà in venti giorni
Nella sua mente malata aveva pianificato tutto. E, in concreto, è riuscito a mettere in atto il suo folle piano senza, fortunatamente, portarlo a termine grazie alla reazione della vittima. Gaetano Paciello voleva uccidere il suo ex psicologo, colpevole a suo dire di «averlo reso impotente» mettendogli «dei farmaci nei pasti e nell’acqua» all’interno della comunità dove viveva.
L’aggressione allo stimato professionista Antonio Berton, 40 anni, di Marostica, è avvenuta ieri alle 9.15 a Dueville, all’interno della comunità “Il bosco” di via Villanova.
Paciello, 38 anni, foggiano residente a Vicenza, sta scontando, nella comunità terapeutica “Il glicine” di Torrebelvicino, dove vive in libertà vigilata, un periodo di cura per aver tentato 5 anni fa di uccidere il suo amministratore di condominio. Venne dichiarato incapace di intendere e volere; ieri è tornato in cella, sempre per tentato omicidio.
In base alla ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Thiene e di Dueville, Paciello era partito di buon’ora in bicicletta da Torrebelvicino. Aveva premeditato l’aggressione, perché aveva sottratto un coltello in comunità e se l’era nascosto in tasca.
Aveva raggiunto “Il bosco”, dove era stato ospite di recente, ed aveva salutato alcuni amici. «Dov’è il dottor Berton, che volevo salutarlo?», aveva chiesto. «Arriva fra poco», gli avevano risposto, ed era rimasto ad aspettarlo, senza lasciar trasparire i suoi propositi.
Lo psicologo, responsabile della comunità, era giunto in via Villanova poco dopo. I due si erano salutati, e poi Paciello gli aveva chiesto se potevano scambiare due parole. «Certo, Gaetano, entra nel mio studio». Chiusa la porta, non appena gli ha per un attimo voltato le spalle, Paciello ha aggredito Berton con la lama. Lo ha colpito alla scapola sinistra e quindi alla mano e al polso destri, che lo psicologo aveva alzato per difendersi. Paciello pareva una furia: ha spinto il professionista a terra e gli è saltato addosso per colpirlo.
Un infermiere, udite le urla di Berton, ha spalancato la porta dello studio ed ha soccorso il medico, mentre venivano avvisati i carabinieri. Lo psicologo è riuscito a divincolarsi e a scappare; accompagnato dal Suem al S. Bortolo, è stato giudicato guaribile in 20 giorni.
I militari del capitano Piscitello e del maresciallo Forlano, recuperato il coltello insanguinato, hanno bloccato Paciello poi arrestato su disposizione del pm Severi. «Sono partito da Torrebelvicino per aggredirlo. Mi ha reso sterile con i suoi farmaci», ha spiegato con lucida follia.
«Lei mi ha reso impotente»
Diego Neri
Lo squilibrato era partito da un altro centro di Torrebelvicino in bicicletta con un coltello. Il professionista, colpito alla schiena e ad un polso, guarirà in venti giorni
Nella sua mente malata aveva pianificato tutto. E, in concreto, è riuscito a mettere in atto il suo folle piano senza, fortunatamente, portarlo a termine grazie alla reazione della vittima. Gaetano Paciello voleva uccidere il suo ex psicologo, colpevole a suo dire di «averlo reso impotente» mettendogli «dei farmaci nei pasti e nell’acqua» all’interno della comunità dove viveva.
L’aggressione allo stimato professionista Antonio Berton, 40 anni, di Marostica, è avvenuta ieri alle 9.15 a Dueville, all’interno della comunità “Il bosco” di via Villanova.
Paciello, 38 anni, foggiano residente a Vicenza, sta scontando, nella comunità terapeutica “Il glicine” di Torrebelvicino, dove vive in libertà vigilata, un periodo di cura per aver tentato 5 anni fa di uccidere il suo amministratore di condominio. Venne dichiarato incapace di intendere e volere; ieri è tornato in cella, sempre per tentato omicidio.
In base alla ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Thiene e di Dueville, Paciello era partito di buon’ora in bicicletta da Torrebelvicino. Aveva premeditato l’aggressione, perché aveva sottratto un coltello in comunità e se l’era nascosto in tasca.
Aveva raggiunto “Il bosco”, dove era stato ospite di recente, ed aveva salutato alcuni amici. «Dov’è il dottor Berton, che volevo salutarlo?», aveva chiesto. «Arriva fra poco», gli avevano risposto, ed era rimasto ad aspettarlo, senza lasciar trasparire i suoi propositi.Lo psicologo, responsabile della comunità, era giunto in via Villanova poco dopo. I due si erano salutati, e poi Paciello gli aveva chiesto se potevano scambiare due parole. «Certo, Gaetano, entra nel mio studio». Chiusa la porta, non appena gli ha per un attimo voltato le spalle, Paciello ha aggredito Berton con la lama. Lo ha colpito alla scapola sinistra e quindi alla mano e al polso destri, che lo psicologo aveva alzato per difendersi. Paciello pareva una furia: ha spinto il professionista a terra e gli è saltato addosso per colpirlo.
Un infermiere, udite le urla di Berton, ha spalancato la porta dello studio ed ha soccorso il medico, mentre venivano avvisati i carabinieri. Lo psicologo è riuscito a divincolarsi e a scappare; accompagnato dal Suem al S. Bortolo, è stato giudicato guaribile in 20 giorni.
I militari del capitano Piscitello e del maresciallo Forlano, recuperato il coltello insanguinato, hanno bloccato Paciello poi arrestato su disposizione del pm Severi. «Sono partito da Torrebelvicino per aggredirlo. Mi ha reso sterile con i suoi farmaci», ha spiegato con lucida follia.
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