A “LA VIGNA”

Opera dell’artista Michelazzo
Omaggio allo scienziato

Marta Benedetti

Un omaggio a Galilei e alla nipote Federica. Margherita Michelazzo, artista duevillese, “dona” le sue lune alla biblioteca internazionale La Vigna. L’opera, intitolata “Le Lune di Galileo", presentata a Venezia in occasione dell’esposizione internazionale di sculture e installazioni e citata tra i quattro lavori più significativi, è stata installata nel giardino della biblioteca di contrà Porta Santa Croce.
Lunga 10 metri e larga 2, l’opera ha un peso di 900 chili e si presenta come un “pensiero divergente”, un “paradosso” di 4 archi, uniti alle estremità e leggermente rotanti. La struttura portante, in cor-ten, è composta appunto da 4 archi, come le orbite delle quattro Lune di Giove scoperte da Galilei; sostiene 38 dischi martellati e variamente ossidati, di superficie rugosa e ineguale come quella della Luna vista da Galilei e da lui interpretata anche pittoricamente attraverso la teoria rinascimentale delle ombre. I dischi, con spessori calibrati per ottenere suoni sussurrati e armonici, interpretano la Luna che si mostra alla Terra sempre con la stessa faccia. Si tratta di uno straordinario esempio di movimento, sonorità e armonia insieme. È un’installazione elegante.
«Nell’anno dell’astronomia e della creatività - spiega l’artista - ho voluto riprodurre in modo originale 38 Lune nelle fasi principali che segnano il tempo della gestazione umana». L’ispirazione, però, nasce anche da un evento personale: «La nascita di mia nipote, avvenuta dopo 38 lune».

“Le Lune di Galileo”, opera dell’artista duevillese Margherita Michelazzo, ospitata alla biblioteca La Vigna