In città i due commissari Ipab
DALLA REGIONE. Zenere indaga su Proti-Salvi-Trento e per martedì riferirà a Venezia. Morra al Principe di Piemonte
A San Pietro un lavoro-lampo
Antonio Trentin
Per i piccoli enti cittadini che si occupavano di assistenza ai minori c’è l’ipotesi di un nuovo “contenitore” più funzionale
È stata la Giornata dei Commissari, quella di ieri tra Ipab vicentine e Comune. Sono arrivati in città i due tecnici-dirigenti nominati dall’assessore regionale alle politiche socio-sanitarie, Stefano Valdegamberi. Hanno incontrato il sindaco Achille Variati e l’assessore agli interventi sociali Giovanni Giuliari. Hanno preso nota delle richieste-speranze del Comune e hanno cominciato subito a lavorare sui due “casi” aperti, quello politico-gestionale della Proti-Salvi-Trento e quello amministrativo-giudiziario della Principe di Piemonte.
A SAN PIETRO. Tiziano Zenere, gambuglianese con un carnet di successi nell’amministrazione dell’Ulss 4, da “commissario ad acta” - cioè con un mandato preciso e limitato - ha un lavoro-lampo da fare: entro martedì deve chiarire come stanno le Ipab “grosse”, quelle dove il caos istituzionale si è aggiunto la settimana scorsa al caso politico che da mesi oppone la gestione “Meridio & altri” all’Amministrazione Variati. Punto di partenza delle valutazioni - al di là della vicenda giudiziaria esterna in corso - è il fatto che il consiglio comunale, a maggioranza, ha sfiduciato la dirigenza di centrodestra insediata un anno e mezzo fa da Enrico Hüllweck sindaco uscente, con giudizi negativi sotto il profilo dei bilanci e della conduzione amministrativa.
Zenere ha avuto due volte in agenda la sede di contrà San Pietro, ma ha tenuto fuori dal programma degli incontri ispettivi i politici del Popolo della libertà, che resistono in carica dopo la sfiducia da loro stessi decretata al presidente Gerardo Meridio (ex-dimissionario).
In un rapido incontro con il vicepresidente hüllweckiano Lorenzo Casetto - scelto come vicario dai pidiellini del consiglio d’amministrazione, dopo lo scontro con Meridio conseguenza dei guai rischiati nella vicenda del casale da comprare a Debba - il commissario regionale ha indicato come possibile un incontro con i politici «se ci sarà necessità». Come dire: potrebbe anche non servire e potrebbero bastare le accurate indicazioni sullo stato giuridico, finanziario e amministrativo dell’ente chieste ai dirigenti tecnici.
Le scelte definitive spetteranno alla giunta regionale, dove martedì Valdegamberi porterà il risultato della missione vicentina di Zenere.
Incontrando il commissario a palazzo Trissino, Variati e Giuliari gli hanno confermato la prospettiva che il Comune delinea come unica possibile: la sostituzione dei superstiti membri del consiglio d’amministrazione con un commissario straordinario plenipotenziario e successivamente la nomina da parte della Regione di un nuovo consiglio, che il sindaco indicherebbe con nomi di alto livello tecnico e bassa identificazione partitica.
RIORDINO IN VISTA. Romano Morra, vicentino con un passato da consigliere Dc in sala Bernarda e da coordinatore dell’ufficio legale della Regione, all’Ambulatorio Principe di Piemonte non ha niente da accertare.
Lì il tracollo è noto e palese: il presidente Sergio Fratantoni - altra sfortunata poltrona affidata da Hüllweck su indicazione di Forza Italia - è sparito con i 240 mila euro di una vendita patrimoniale (più un altro pacchetto di euro che erano in cassa) ed è stata scoperta l’inesistenza da anni di bilanci approvati.
A sua volta ospite in municipio a metà mattinata di ieri, Morra - che è commissario con pieni poteri - ha convenuto con Variati e Giuliari la mappa di un possibile percorso che allargherà il possibile intervento tecnico dalla questione-Principe di Piemonte al riordino di tutta la piccola serie di mini-Ipab che si occupano di bambini e minori.
Si tratta delle istituzioni di beneficenza - derivanti da lasciti e destinazioni ereditarie - che avevano come scopo statutario l’assistenza ai piccoli poveri della città e che con l’andare dei decenni hanno ridotto al minimo la loro presenza e la loro stessa funzione.
Oltre all’Ambulatorio che doveva provvedere un tempo - prima delle mutue e del servizio sanitario gratuito - alle visite mediche dei figli di famiglie in difficoltà, entrano nel discorso le tre altre Ipab “piccole” che un tempo seguivano altri aspetti sociali e assistenziali (Colonie, Umberto I, Fiorasi).
«Dalla crisi del Principe di Piemonte può seguire un risultato positivo» concorda Morra. Giuliari gli ha proposto la concentrazione delle mini-Ipab - che rimangono dotate di un certo patrimonio immobiliare ma hanno pochissima liquidità spendibile - in un contenitore più ampio, in grado di destinare risorse alle odierne nuove forme di bisogno minorile.
A San Pietro un lavoro-lampo
Antonio Trentin
Per i piccoli enti cittadini che si occupavano di assistenza ai minori c’è l’ipotesi di un nuovo “contenitore” più funzionale
È stata la Giornata dei Commissari, quella di ieri tra Ipab vicentine e Comune. Sono arrivati in città i due tecnici-dirigenti nominati dall’assessore regionale alle politiche socio-sanitarie, Stefano Valdegamberi. Hanno incontrato il sindaco Achille Variati e l’assessore agli interventi sociali Giovanni Giuliari. Hanno preso nota delle richieste-speranze del Comune e hanno cominciato subito a lavorare sui due “casi” aperti, quello politico-gestionale della Proti-Salvi-Trento e quello amministrativo-giudiziario della Principe di Piemonte.
A SAN PIETRO. Tiziano Zenere, gambuglianese con un carnet di successi nell’amministrazione dell’Ulss 4, da “commissario ad acta” - cioè con un mandato preciso e limitato - ha un lavoro-lampo da fare: entro martedì deve chiarire come stanno le Ipab “grosse”, quelle dove il caos istituzionale si è aggiunto la settimana scorsa al caso politico che da mesi oppone la gestione “Meridio & altri” all’Amministrazione Variati. Punto di partenza delle valutazioni - al di là della vicenda giudiziaria esterna in corso - è il fatto che il consiglio comunale, a maggioranza, ha sfiduciato la dirigenza di centrodestra insediata un anno e mezzo fa da Enrico Hüllweck sindaco uscente, con giudizi negativi sotto il profilo dei bilanci e della conduzione amministrativa.
Zenere ha avuto due volte in agenda la sede di contrà San Pietro, ma ha tenuto fuori dal programma degli incontri ispettivi i politici del Popolo della libertà, che resistono in carica dopo la sfiducia da loro stessi decretata al presidente Gerardo Meridio (ex-dimissionario).
In un rapido incontro con il vicepresidente hüllweckiano Lorenzo Casetto - scelto come vicario dai pidiellini del consiglio d’amministrazione, dopo lo scontro con Meridio conseguenza dei guai rischiati nella vicenda del casale da comprare a Debba - il commissario regionale ha indicato come possibile un incontro con i politici «se ci sarà necessità». Come dire: potrebbe anche non servire e potrebbero bastare le accurate indicazioni sullo stato giuridico, finanziario e amministrativo dell’ente chieste ai dirigenti tecnici.
Le scelte definitive spetteranno alla giunta regionale, dove martedì Valdegamberi porterà il risultato della missione vicentina di Zenere.
Incontrando il commissario a palazzo Trissino, Variati e Giuliari gli hanno confermato la prospettiva che il Comune delinea come unica possibile: la sostituzione dei superstiti membri del consiglio d’amministrazione con un commissario straordinario plenipotenziario e successivamente la nomina da parte della Regione di un nuovo consiglio, che il sindaco indicherebbe con nomi di alto livello tecnico e bassa identificazione partitica.
RIORDINO IN VISTA. Romano Morra, vicentino con un passato da consigliere Dc in sala Bernarda e da coordinatore dell’ufficio legale della Regione, all’Ambulatorio Principe di Piemonte non ha niente da accertare.
Lì il tracollo è noto e palese: il presidente Sergio Fratantoni - altra sfortunata poltrona affidata da Hüllweck su indicazione di Forza Italia - è sparito con i 240 mila euro di una vendita patrimoniale (più un altro pacchetto di euro che erano in cassa) ed è stata scoperta l’inesistenza da anni di bilanci approvati.
A sua volta ospite in municipio a metà mattinata di ieri, Morra - che è commissario con pieni poteri - ha convenuto con Variati e Giuliari la mappa di un possibile percorso che allargherà il possibile intervento tecnico dalla questione-Principe di Piemonte al riordino di tutta la piccola serie di mini-Ipab che si occupano di bambini e minori.
Si tratta delle istituzioni di beneficenza - derivanti da lasciti e destinazioni ereditarie - che avevano come scopo statutario l’assistenza ai piccoli poveri della città e che con l’andare dei decenni hanno ridotto al minimo la loro presenza e la loro stessa funzione.
Oltre all’Ambulatorio che doveva provvedere un tempo - prima delle mutue e del servizio sanitario gratuito - alle visite mediche dei figli di famiglie in difficoltà, entrano nel discorso le tre altre Ipab “piccole” che un tempo seguivano altri aspetti sociali e assistenziali (Colonie, Umberto I, Fiorasi).
«Dalla crisi del Principe di Piemonte può seguire un risultato positivo» concorda Morra. Giuliari gli ha proposto la concentrazione delle mini-Ipab - che rimangono dotate di un certo patrimonio immobiliare ma hanno pochissima liquidità spendibile - in un contenitore più ampio, in grado di destinare risorse alle odierne nuove forme di bisogno minorile.
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