LA CRISI AI VERTICI DELL’IPAB. Caos dopo il voto di giovedì: in questo momento ci sono due capi che si delegittimano

«Sono ancora io il presidente»
Gian Marco Mancassola
Variati: «Farsa vergognosa sulla pelle degli anziani Il Cda ora si dimetta, oppure lo azzeri la Regione»

«Sono ancora io il presidente». Ha il passo felpato Gerardo Meridio. Il terreno dell’Ipab è un piano inclinato estremamente scivoloso: ogni mossa va meditata. Così, dopo la clamorosa sfiducia incassata giovedì dal suo consiglio di amministrazione, composto per intero da suoi compagni di ventura nel Popolo della libertà, ieri tutte le sue azioni hanno avuto uno scopo preciso: dimostrare con i fatti, le parole e gli atti firmati che il voto espresso dal Cda ha una valenza squisitamente politica, privo di effetti pratici, perché normativa nazionale e statuto dell’ente non assegnano al consiglio il potere di defenestrare il presidente. Proprio quanto sostiene il Comune, che ieri per bocca del sindaco Achille Variati ha nuovamente tuonato: «È tutta una farsa, i vertici dell’Ipab vanno azzerati».
IL DAY-AFTER. Al mattino Meridio si è accomodato nel suo ufficio, ha sbrigato alcune pratiche, ha posto la sua firma su alcuni documenti. Nel pomeriggio è ripassato al Trento, per porgere gli auguri, da presidente, a un’ospite ultracentenaria. Pazienza se nelle stesse ore il vicepresidente Lorenzo Casetto, a cui il Cda ha affidato temporaneamente le funzioni di rappresentante legale dell’istituto, cercasse di accreditarsi a palazzo Trissino, inseguendo invano un colloquio con il sindaco Achille Variati. Meridio non tentenna: «Non ci possono essere due presidenti. Sono ancora io il rappresentante legale dell’ente. Attendo di leggere il verbale della riunione del consiglio di amministrazione che mi ha sfiduciato, ma la procedura di revoca mi risulta sia un’altra. Per quel che ne so - racconta - c’è un problema politico fra me e un gruppo di esponenti del Pdl: sarà affrontato. Bisogna riflettere e agire con calma, è evidente che questa situazione non può andare ancora avanti così a lungo. Ne parlerò con la Regione e con l’assessore veneto alle politiche sociali Stefano Valdegamberi». Meridio sembra in questo modo aprire le porte al commissario. Se deve morire Sansone, muoiano anche i filistei.
COMMISSARIAMENTO? Anche dentro il Pdl sta maturando l’idea che la via d’uscita dal tunnel porti al commissariamento dell’ente, che spetta alla Regione. Il sindaco Variati ne ha già parlato con l’assessore Valdegamberi. Decisioni potrebbero essere prese nelle prossime ore. Da palazzo Trissino la linea non cambia: nessun accordo con quel che resta del Cda dopo l’addio del leghista Luigino Bastianello.
L’ATTACCO. Se servisse un’ulteriore conferma, ci pensa il sindaco Variati, che ieri ha scandito il suo messaggio a Cda e Regione: «Oggi l’Ipab è nel caos. C’è un presidente, Meridio, che ha annunciato più volte pubblicamente le proprie dimissioni, e poi all’ultimo momento non si è dimesso:incredibile. C’è un Cda che ha dichiarato alla città, con parole pesanti, di averlo sfiduciato, arrivando a sostenere che a guidare l’ente ora sarebbe il vicepresidente Casetto, e che invece non aveva e non ha questo potere: anche qui, incredibile. Sono tutti in lotta uno contro l’altro per non lasciare le poltrone. Siamo alla farsa, e tanto più vergognosa perché questa guerra è combattuta sulla pelle dei nostri anziani. Questa farsa deve finire, e subito. Lo dico per l'ultima volta: abbiate la dignità di dimettervi. Ma mi appello anche alla Regione, che di fronte a una situazione che con tutta evidenza è di caos e di paralisi dell’ente deve intervenire per azzerare il Cda e consentirmi nuove nomine, nel segno dell’autorevolezza e dell’indipendenza dai partiti, oppure nominare un commissario».