E Rossi ha parlato di Meridio
RISTOCENTER. Interrogati in carcere per bancarotta fraudolenta l’ex presidente di Aim e l’avvocato Paolo Pozza
Il casale è stato sequestrato
Ivano Tolettini
Il procuratore ha chiesto dei rapporti intercorsi nell’affare tra l’impresario e il presidente dimissionario dell’Ipark-Ipab
Il curatore Andrea Peruffo del fallimento Ristocenter un risultato l’ha già raggiunto. Il tribunale civile ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Mauro Stori e Giovanni Borsetto nella procedura di revocatoria per far retrocedere nell’asse del fallimento il casale di Debba-Longara e lo ha sequestrato. L’immobile è al centro dell’inchiesta per bancarotta fraudolenta costata l’arresto di quattro persone.
Questa decisione, indirettamente, non è una buona notizia per gli indagati di bancarotta fraudolenta patrimoniale. In carcere ci sono gli amministratori della fallita Ristocenter, Giampietro Frizzo e Ilario Marchi, l’avv. Paolo Pozza che curava i loro interessi, ma nello stesso tempo anche quelli dell’altro arrestato Beppe Rossi,ritenuto dal procuratore Salvarani e dal pm Falcone il beneficiario dell’illecito affare.
I 4, a vario titolo, avrebbero partecipato alla distrazione dell’immobile del valore di 5 milioni di euro da Ristocenter a Immobiliare Le Betulle per danneggiare i creditori esposti per 12,5 milioni di euro.
INTERROGATORI. Ieri Rossi, 41 anni, ex presidente della municipalizzata Aim, è stato sentito per cinque ore dai magistrati. Assistito dai legali Carlo Augenti e Lino Roetta, ha dovuto rispondere alle domande degli inquirenti che ritengono di avere sul suo conto indizi schiaccianti. Gli accertamenti della polizia tributaria del maggiore Borrelli e del curatore Peruffo hanno ricostruito con i documenti, cioè per tabulas, comportamenti riscontrati dalle intercettazioni telefoniche. «Mai avrei rischiato il mio capitale con il finanziamento della Popolare di Vicenza per 3 milioni se c’era il pericolo della revocatoria», ha detto ai pm che gli contestano di «avere partecipato a un’operazione dolosamente premeditata e ideata dall’avv. Pozza».
Il 5 marzo, infatti, è stato il giorno in cui si sarebbe perfezionata la trappola patrimoniale perché la socia di maggioranza di Immobiliare Le Betulle, vale a dire Ristocenter, col conferimento del 9 gennaio 2009 del casale stimato 3,5 milioni, ma valutato 100 mila euro al netto dei debiti, è stata spodestata del bene dalle fiduciarie Svir e Pannorica controllate da Rossi con il pretesto che Ristocenter era decotta.
Ma questa circostanza era vera fin dal 2008 quando furono presentate le prime istanze di fallimento. Ai pm interessavano anche i rapporti di Rossi con Gerardo Meridio, presidente di Ipab-Ipark. L’impresario ha risposto alle molte domande indicando le circostanze di quando si sono sentiti.
Il casale, com’è noto, avrebbe dovuto essere venduto da Betulle - amministrata dal prestanome Armando Minà (avv. Andrea Massalin) - all’ente assistenziale per 15 milioni di euro con una maxi plusvalenza di una decina di milioni.
LEGALE. Concluso l’interrogatorio di Rossi, intorno alle 14.30, i magistrati hanno iniziato quello dell’avvocato Pozza, 41 anni, assistito dall’avv. Michele Carotta. Sarebbe lui l’architetto della «raffinata operazione della distrazione del bene» di Ristocenter. Il legale si è difeso sostenendo di avere agito nell’interesse di Marchi e Frizzo (avv. Paolo Rossi e Giovanna Paramucchio). Il punto centrale è stata l’assemblea dei soci del 5 marzo di Betulle nella quale Marchi e Frizzo hanno detto di avere trovato nello sudio del commercialista Fante il solo Pozza, che avrebbe fatto firmare loro le carte con le quali rinunciavano al bene per 300 mila euro. Pozza avrebbe smentito questa ricostruzione per lui molto pesante.
IL CASO POLITICO. Scontro a tutto campo
Domani un sit-in del centrosinistra contro il cda Ipab
Sarà organizzato proprio mentre si elegge un nuovo presidente
È scontro a tutto campo tra il Comune e il consiglio di amministrazione dell'Ipab. Le annunciate dimissioni di Gerardo Meridio dalla carica di presidente dopo il crac Ristocenter non accontentanto il sindaco Achille Variati, che ha esplicitamente invocato l'azzeramento dei vertici. La decisione assunta lunedì, invece, va nella direzione opposta: il Cda resta in carica e domani sarà eletto il successore di Meridio. In pole position c'è l'attuale vice, Lorenzo Casetto, con un passato da responsabile della progettazione grafica nel gruppo Mondadori e con un incarico a palazzo Trissino, tra il 2000 e il 2001, ai tempi della giunta Hüllweck, “in materia di monitoraggio e comunicazione grafica", come riportato nel curriculum vitae depositato in municipio.
Mentre il Cda sarà riunito, in contrà S. Pietro sarà organizzato un sit-in alle 12.15 con le parole d'ordine: «Tutti a casa per il bene degli anziani di Vicenza». Ne dà notizia Giovanni Rolando, capogruppo della lista Variati sindaco, che con altri consiglieri comunali di maggioranza ha presentato un'interrogazione in cui attinge a piene mani dal verbale del Cda Ipab del 20 luglio, quando fu discussa l'operazione del casolare di via Monte Grande. Rolando e colleghi dimostrano che agli atti non c’è alcuna bocciatura, ma solo un rinvio con richiesta di approfondire i risvolti del progetto. Non solo: emergerebbero posizioni favorevoli di più di un consigliere, oltre a quella di Meridio.
L'interrogazione si pone anche l'obiettivo di conoscere «quale sia il deficit, a consuntivo, fatto registrare negli ultimi quattro anni da Ipab Vicenza e se corrisponda al vero quanto emerso durante il dibattito in consiglio comunale: deficit di 691 mila euro nel 2004, 844 mila nel 2005, 395 mila nel 2006, 729 mila nel 2007, e infine 498 mila nel 2008». G.M.M.
| < Prec. | Successivo > |
|---|
