"Alle IPAB un altro caso Villari?"
Le più recenti vicende delle Ipab vicentine impongono, per il bene di
un ente così prezioso per la nostra città, una breve ricostruzione e
alcune riflessioni.
Proprio a conclusione del suo secondo mandato,
l’ex sindaco Hüllweck ebbe la furbesca idea di nominare il nuovo
consiglio delle Ipab, riconfermando Gerardo Meridio, che ovviamente
appartiene alla sua stessa parte politica, alla guida di
quest’istituzione, seconda per importanza in città solo alle Aim e
frutto dell’accorpamento di decine di Ipab, istituite per le volontà
testamentarie di personaggi vicentini del passato (Salvi, Trento,
Malacarne, ecc.).
Lo Stato ieri e attualmente la Regione hanno il
compito di vigilare perché le indicazioni testamentarie siano nel tempo
rispettate, almeno nella loro parte essenziale.
È vero che la
nomina spetta al Comune e oggi al sindaco, come indicato dai testamenti
istitutivi ma, una volta eletto, il consiglio d’amministrazione
risponde indirettamente del suo operato soltanto alla Regione, cioè a
nessuno.
In pratica, Achille Variati, attuale sindaco di Vicenza,
che avrebbe potuto orientare la politica delle Ipab solo nel momento
della nomina del consiglio, è nella situazione di non avere nessuna
influenza su questo ente.
Il presidente in carica delle Ipab potrà
gestirle per cinque anni, rispondendone soltanto a defunti illustri e
ad un sindaco, Hüllweck, decaduto già al primo giorno del mandato dello
stesso Meridio. La cosa ha dell’incredibile!
Che Meridio continui a
rimanere al suo posto, indifferente all’evidente inopportunità politica
d’una situazione in cui l’amministrazione comunale non è stata messa in
condizione d’utilizzare appieno il suo maggiore braccio operativo, può
essere giustificato solo dal fatto che il sindaco Achille Variati, per
non si capisce quale motivo, non gli ha ancora chiesto pubblicamente le
dimissioni.
La sua richiesta non sarebbe in grado di per se stessa
di obbligare Gerardo Meridio a dimettersi dalla presidenza delle Ipab,
ma almeno renderebbe tutta la vicenda più trasparente.
Meridio
dovrebbe valutare se il suo posto, il potere e la cospicua indennità
che ne derivano valgono una figuraccia alla Riccardo Villari, il
senatore del Pd eletto recentemente presidente d'una commissione
parlamentare, incarico dal quale tutti i commissari chiedono che si
dimetta subito.
Variati deve fare chiarezza, perché si ha
l'impressione che alcune difficoltà che in questi mesi le Ipab stanno
incontrando su vari tavoli siano frutto più d'una concertazione
politica che di pura casualità: sembra che si vogliano mettere i
bastoni fra le ruote a Meridio per spingerlo a dimettersi.
Ma in questo modo si rischia d'ostacolare l'operatività delle Ipab, con grave danno per tutta la collettività.
Variati,
se non intende chiedere le dimissioni di Meridio, dica pubblicamente
d'avere piena fiducia in quel consiglio d'amministrazione e faccia
sentire il peso del suo appoggio a un ente che, operando nel sociale,
ha bisogno del leale sostegno dell'intera cittadinanza vicentina per
funzionare al meglio.
Si aggiunga a tutto ciò il fatto che Meridio e
un altro consigliere Ipab sono consiglieri comunali, cosa che secondo
alcuni è legittima, ma secondo altri no, conformemente ad
un’incompatibilità sempre proclamata in passato.
Anche su ciò è la
valutazione politica che deve valere per chi vuol fare politica in
futuro, come Meridio ha sempre lasciato intendere.
Se non vi fosse
incompatibilità, un sindaco potrebbe nominare 9 consiglieri comunali
alle Ipab, dove da pochi anni si raccolgono indennità molto rilevanti:
queste nomine potrebbero indurre alcuni consiglieri comunali a
garantire al sindaco un appoggio poco corretto.
La legge degli enti
locali, infatti, anche tenendo conto di ciò, è molto rigorosa nel
fissare il numero massimo d'assessori e il livello massimo d'indennità
degli stessi, proprio per salvaguardare la libertà e l'autonomia del
consiglio comunale rispetto al sindaco.
Per analogia, è evidente
che esiste incompatibilità fra l’incarico di consigliere comunale e
quello di consigliere Ipab, anche se l'interpretazione delle leggi non
è univoca.
Per tutti questi motivi Variati chieda a Meridio di
lasciare il posto di presidente Ipab e Meridio si decida a farlo
nell'interesse di tutti, compresi i suoi compagni di partito, costretti
a difenderlo in maniera sempre meno convinta e convincente.
In
ogni caso, se ritiene di rimanere presidente Ipab a dispetto della
buona politica, almeno si dimetta da consigliere comunale.
La Vicenza che conosciamo non merita comportamenti alla Villari.
Giuseppe Cannavò
Coordinatore di Vicenzacentra
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