110 quintali di mozzarelle scadute
L’INCHIESTA. Maxisequestro ieri nel capannone della “Casearia Altopiano di Asiago” a Povolaro da parte del Corpo forestale e dell’ispettorato controllo qualità
Diego Neri
POVOLARO DI DUEVILLE
Centodieci
quintali di mozzarelle tedesche scadute, come pure altri 15 quintali di
prosciutto cotto, sempre prodotto in Germania. È ingente il sequestro
compiuto nella giornata di ieri nel corso di un’operazione congiunta
dal corpo forestale dello Stato di Vicenza e dai funzionari
dell’ispettorato per il controllo della qualità alimentale di
Conegliano. I sigilli sono scattati a Povolaro di Dueville, nei
magazzini della Casearia Altopiano di Asiago, lungo strada Marosticana.
Il ministro alle Politiche agricole Luca Zaia ha già precisato: «È uno
dei più grandi sequestri mai fatti e tutto fa pensare che la partita
sia già arrivata in uno stato non idoneo alla commercializzazione».
Che
le quantità siano importanti è acclarato, ma è ancora presto per tirare
le somme. Di certo le mozzarelle non potevano essere messe in
commercio. Da quanto è emerso, si tratta di filoni di formaggio che
devono essere lavorati per essere poi a loro volta rivenduti
proseguendo la catena alimentare: da quei filoni si possono ricavare
gli ingredienti per le pizzette surgelate, oppure per i bastoncini con
il prosciutto. In pratica, prodotti destinati alla ristorazione.
In
base a quanto finora è trapelato, la Casearia - azienda storica del
Vicentino, fra i leader del settore, che lavora latte dell’Altopiano di
Asiago (che nulla ha a che fare con l’indagine) e che si occupa
secondariamente anche dell’importazione, della lavorazione e della
commercializzazione di materie prime che arrivano dall’estero - aveva
acquistato quella merce da un’azienda tedesca. Non è chiaro quando: lo
stanno cercando di accertare i forestali del comandante Daniele Zovi e
del dottor Isidoro Furlan e i tecnici di Conegliano con il responsabile
Gianluca Fregolent. Di fatto, parte di quanto trovato nelle celle
frigorifere del capannone recava come data di scadenza giugno 2008,
parte ottobre scorso. «Non era merce avariata - ha precisato uno degli
inquirenti - poiché era surgelata». Di certo, però, doveva essere
destinata alla distruzione, e non è chiaro se la Casearia si fosse
accorta che era scaduta. Gli inquirenti ieri hanno sentito a lungo i
tecnici della società di cui è presidente Giuliano Pesavento. Al
momento, nessuno sarebbe entrato nel merito della destinazione di quei
prodotti: di fatto, sono stati sequestrati poiché erano scaduti. E
resta da appurare nel dettaglio anche quale sia l’azienda tedesca che
li ha venduti alla Casearia che ha sede anche ad Asiago. «Il nostro
latte, il nostro formaggio e il marchio non sono coinvolti», ha
ribadito più volte uno degli inquirenti.
Al momento, non è
trapelato se vi siano indagati nè come sia scaturito il controllo, che
è durato fino alla serata di ieri e che probabilmente proseguirà anche
oggi. Resta da accertare se la Casearia fosse a conoscenza che quella
merce era scaduta oppure, più probabilmente, se sia stata vittima dei
tedeschi.
Il ministro Zaia ha definito il blitz «un successo nella
battaglia per il latte sano. L’intensificazione dei controlli sta
producendo i suoi frutti». Il ministro ha sottolineato che serve «il
massimo rispetto per il lavoro degli inquirenti. Prendo atto con
soddisfazione di questo sequestro, in attesa dei verbali».
Per Zaia
l’utilità dei controlli va «a vantaggio dei consumatori e a difesa dei
produttori seri: in Veneto ci sono 5060 stalle che producono
annualmente un milione e centomila tonnellate di latte, il 10 per cento
del prodotto nazionale. L’operazione dimostra che anche nel comparto
lattiero caseario, come in tutto l’agroalimentare, può esserci
all’estero chi gioca slealmente la partita del mercato, tentando di
offrire ai consumatori produzioni che nulla hanno a che vedere con la
qualità, la sicurezza e la genuinità del made in Italy. Continueremo a
lavorare duramente per individuare e punire i criminali
dell’agroalimentare», e ha ribadito la «tolleranza zero» contro questo
tipo di reati. «La tutela del lavoro, dei sacrifici dei nostri
agricoltori e della salute dei cittadini italiani non può prescindere
dalla severità nei controlli».
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