DUEVILLE. Quattro immigrati e un italiano avevano minacciato un imprenditore edile per avere 37 mila euro

di Dennis Dellai

Hanno tentato di spillare 37 mila euro ad un impresario edile di Dueville, ma ad attenderli, alla consegna del denaro, hanno trovato i carabinieri. Gli autori dell’estorsione, 4 immigrati dell’est e un italiano, sono stati tutti arrestati. Hanno anche l’aggravante di aver usato, per far capire le loro intenzioni, una pistola giocattolo del tutto simile ad un’arma vera, anche perchè era stato tolto il tappo rosso.
La vicenda ha avuto inizio martedì, quando S.Z., titolare della ditta ZG costruzioni di Dueville, si è presentato ai marescialli dei carabinieri Francesco Franzese e Paolo Speciale, raccontando l’accaduto.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’impresario doveva 15 mila euro ad una carpenteria di Torri di Quartesolo, che aveva lavorato per lui, di proprietà di Zelfive Jahaj, un’albanese di 46 anni, e Zeche Jetishi, coetaneo e connazionale. In realtà, a muovere le fila dell’azienda sarebbe, a detta dei carabinieri, l’albanese Dzafer Jahaj, 46 anni, conosciuto come Jeffry, marito di Zelfive, che figura però come semplice dipendente.
L’impresario di Dueville ha detto di non aver dato i 15 mila euro alla ditta di Torri perchè si era rifiutata di pagare i contributi ai suoi operai. Considerando che la carpenteria aveva lavorato in subappalto, S.Z. temeva che l’Inps potesse rivalersi su di lui. Una soluzione, questa, che a Dzafer Jahaj non andava a genio, tanto che l’albanese, con precedenti per violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione, ha deciso di inviare alcuni suoi uomini di fiducia a Dueville.
Così lunedì si sono presentati alla ZG quattro individui, Arben Ademi, 25 anni, albanese, Enver Ademi, 20 anni, fratello di Arben, entrambi residenti a Camisano, Valentin Ciobanu, 25 anni, romeno, e Roberto Volpe, 22 anni, questi ultimi di Grumolo delle Abbadesse.
I quattro si sono presentati nell’ufficio di S.Z. e gli hanno presentato il conto: «O sganci 37 mila euro o si mette male». Per essere più convincente Arben Ademi ha puntato alle gambe dell’impresario una pistola del tipo in dotazione alle forze di polizia. Poi, il gruppo se n’è andato.
A quel punto, S.Z. ha deciso di raccontare tutto ai carabinieri, che a loro volta hanno teso una trappola agli estorsori. Hanno convinto l’impresario a prendere appuntamento e a consegnare alla banda 2000 euro come acconto. Quando Arben Ademi si è presentato per riscuotere, lasciando gli altri tre vicino all’auto parcheggiata, ha trovato ad accoglierlo i carabinieri di Dueville, del nucleo operativo di Thiene, con il capitano Piscitello e il luogotenente Giovanni Busato, e del nucleo investigativo di Vicenza. I militari sono riusciti a bloccare anche i tre complici di Arben e sono poi arrivati al mandante Dzafer Jahaj. I 5 sono stati arrestati per estorsione e detenzione della pistola priva di tappo rosso.