Ipab, bocciati vertici politici.
Lega all’attacco
Un fatto clamoroso tira l’altro: ieri sera il consiglio comunale ha
sonoramente bocciato i vertici politici delle Ipab - l’ente che
gestisce l’assistenza agli anziani in città - su un caso delicatissimo:
quello delle modifiche allo statuto che dovrebbe regolare la loro
presenza (e la prosecuzione…) in carica.
Dovevano essere “vistate”
modifiche importantissime dal punto di vista procedurale e
organizzativo, riguardanti in particolare gli amministratori.
Eccone
alcune: il presidente Ipab potrebbe fare il bis, senza più il passato
vincolo della non-rieleggibilità (l’interessato pro tempore è il
forzista Gerardo Meridio); i consiglieri d’amministrazione, se nominati
o rinominati oggi da Enrico Hüllweck, diventerebbero inamovibili anche
da una prossima Amministrazione comunale per cinque anni (in carica e
retribuiti ci sono, tra gli altri, l’aennista Francesco Rucco e la
forzista Valeria Porelli, moglie dell’assessore di An Arrigo Abalti,
entrambi consiglieri anche in Comune); i componenti del consiglio
d’amministrazione sarebbero fissati a quota 9, mentre tutti gli enti a
partecipazione comunale hanno da qualche settimana un “tetto” di 5
amministratori al massimo (ma attenzione: le Ipab non sono una SpA).
L’operazione-lampo
che in luglio ha dato il “via libera” al nuovo statuto è stata ieri
bersagliata dalle critiche dell’opposizione: «Meridio e i suoi l’hanno
fatto apposta in quel momento: i trenta giorni di tempo entro i quali
il Comune poteva obiettare sono passati in agosto, quando non c’erano
riunioni».
E sono state bersagliate anche le possibili motivazioni
politicanti dell’urgenza e della formulazione delle nuove norme: «Si
rischia un altro caso come quello delle poltrone in Aim. Alle Ipab c’è
chi fa gestione privatistica della cosa pubblica. Vogliono proteggere
gli amici del sindaco alle Ipab, vogliono garantire posti e prebende a
esponenti di Forza Italia e An …». Due partiti che ieri in consiglio
comunale si sono fatti vedere poco e sentire nulla sul tema. Fino a
rompere con tutti alla fine, andandosene in massa.
All’attacco
invece, durissima, la Lega Nord, ritrovatasi sulla stessa linea critica
del Partito democratico, del gruppo misto, di Vicenza capoluogo e di
Sinistra democratica: a battersi per lo stop, appoggiando l’iniziale
richiesta di Marino Quaresimin (Pd) è stata la capogruppo Manuela Dal
Lago. Nessuno si è alzato a difendere il mini-golpe statutario imputato
ai capi politici delle Ipab: un segnale eloquentissimo di distacco
politico da Meridio & C. da parte di una fetta di centrodestra e di
non-sostegno da parte del resto della maggioranza.
Un pacchetto di
documenti era pronto per modificare le norme sgradite. Si rischiava una
raffica di votazioni su cose largamente condivise.
Ma alla fine è
stata scelta una formula diversa: partiti d’opposizione e critici di
maggioranza si sono ritrovati su un testo unico che demolisce la linea
tracciata in luglio nell’ente di contrà S. Pietro.
Queste le
indicazioni: bocciatura del nuovo statuto, invito alla giunta regionale
a revocarne l’approvazione, richiesta di sospenderne gli effetti e
ricorso al tribunale amministrativo per le parti in contrasto con la
legge nazionale.
Meridio: «È un tranello dei partiti»
«Più ci si avvicina alle elezioni comunali, più ci saranno casi di
questo genere: è un attacco politico...». Gerardo Meridio, presidente
delle Ipab, spiega così quello che è successo ieri in Comune: la Lega
Nord che lo sconfessa; il “suo” statuto scritto per l’ente
assistenziale completamente demolito dalle contestazioni; Forza Italia
e An che non lo difendono e provano a parargli le critiche solo
tentando di far saltare i numeri in sala Bernarda.
Lo sfondo
dell’episodio che ha fatto “scoppiare” il centrodestra è raccontato
così nelle retrovie della sala Bernarda: Meridio sarebbe stato preso di
mira perché fedelissimo dell’euronorevole Lia Sartori, in via di
diventare candidata sindaco per il 2008; a mettersi di mezzo
soprattutto la Lega di Manuela Dal Lago, ipotizzata concorrente per
Palazzo Trissino; a essere sconfessata, la stessa Lega, che ha un
rappresentante alle Ipab, Lorenzo Libondi, d’accordo come tutti gli
altri sullo statuto; a votare contro una maggioranza “trasversale”
Lega, Pd & C.
Il presidente forzista non accetta le critiche alle novità statutarie contestatissime in Comune.
«Il
nuovo testo è stato approvato tecnicamente dalla Regione - spiega a
proposito del documento varato in luglio - e i dirigenti a Venezia non
hanno opposto pareri negativi. Ci sono 9 membri del consiglio
d’amministrazione? Si tratta dello stesso numero che c’è ora: se ci
saranno modifiche, si faranno. Dal punto di vista della legittimità è
inattaccabile. Prendo atto - conclude Gerardo Meridio - della scelta
fatta dalla Lega Nord e osservo che, dopo cinque anni di importanti
risultati, si coglie questa occasione per mettere in cattiva luce
l’attività delle Ipab».
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