DUEVILLE. Ha perso la vita un ventisettenne

Un cartello, appeso sul cancello dell’azienda e sulla porta di casa: «Lutto di famiglia». Per i Bortoli è stato il giorno della disperazione, dopo la tragedia sul lavoro avvenuta martedì pomeriggio nel Varesotto.
Mirco Bortoli, 27 anni, che viveva con la famiglia a Dueville in via Pasubio 67, nella villetta davanti alla sede della “Demoter”, specializzata in scavi e demolizioni, è morto travolto da una trave di cemento armato, caduta da 10 metri d’altezza, che ha colpito la ruspa su cui stava lavorando schiacciandolo e uccidendolo sul colpo. Lascia nel dolore il papà Claudio, la mamma Diana e quattro fratelli.
Mirco lavorava come capo cantiere all’interno del cementificio Colacem di Caravate per conto dell’azienda del padre, incaricata di completare la demolizione di un capannone in disuso. Per cause che restano al vaglio dei carabinieri e della procura di Varese, che ieri ha aperto un’inchiesta e che dovrà stabilire l'esatta dinamica e le eventuali responsabilità dell'incidente, è ceduta la trave sotto la quale Mirco stava operando. La procura ha disposto il sequestro della ruspa e del capannone.
Ieri alla Colacem i sindacati hanno proclamato otto ore di blocco dei lavori per testimoniare il lutto, mentre la direzione e i dipendenti della Colacem (come ha fatto anche l’assessore regionale Donazzan) hanno espresso «il più profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia per la tragica scomparsa di Mirco»; peraltro, il giovane aveva già lavorato alla Colacem e tutti lo conoscevano e ne stimavano le qualità. Nessuno riesce a spiegarsi l’accaduto; gli stessi sindacati sostengono che alla Colacem si presta molta attenzione a prevenzione e sicurezza; è stato riferito che poco prima dell’infortunio mortale il direttore dei lavori aveva fatto un sopralluogo dal quale non erano emersi problemi.
Ora la famiglia è in attesa del nulla osta della procura per poter fissare i funerali; probabilmente però il magistrato disporrà l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Nel frattempo, potrebbero essere state già indagate alcune persone per omicidio colposo.
A Dueville Mirco era conosciuto come un gran lavoratore, impegnato nell’azienda di famiglia che si è fatta un nome negli ultimi anni anche nel Vicentino per alcuni lavori importanti. In molti lo piangono per una fine improvvisa e assurda, che ripone l’accento sulla piaga degli infortuni sul lavoro. D. N.