La lingua italiana è una conquista da preservare

Dopo le salutari manganellate a ben sei avversari, che non accettano un sereno e leale confronto e, in base a considerazioni preconcette, fanno solo polemica scioccamente provocatoria e offensiva nei miei confronti, questa volta tratto un argomento che esula dal mio precipuo incarico. Già in passato ero intervenuto contro il malvezzo delle parole straniere, in difesa dell’italiano. Evito lunghi discorsi accademici e resto alla realtà.
La lingua nazionale è una lunga e laboriosa conquista e come tale da preservare. Non intendo dire che debba restare ingessata, ma non sopporta trasformazioni, cambiamenti bruschi. Il liberismo linguistico porta alla babele. Dove esistono formazioni tribali ci sono varie lingue, reciprocamente incomprensibili. Sembrerebbe che la lingua nazionale abbia fatto il suo tempo. L’inglese è una intromissione che condiziona il nostro linguaggio quotidiano. Sono in gran parte i mezzi di comunicazione, compresi i giornali, che usano a volte a sproposito locuzioni straniere: parecchi termini italiani sostituiti con i corrispettivi anglosassoni.
La lingua italiana deve essere usata meglio, con esattezza e comprensibile a tutti. Ai miei, ahimé, remoti tempi non era in programma la lingua inglese. Al ginnasio studiavamo latino, francese e greco, sostituito all’istituto tecnico, dal tedesco. E così, visto che l’inglese ormai è inserito quasi sistematicamente, onde evitare una totale, disonorevole ignoranza, mi sono premurato di impararne almeno la pronuncia. Certamente, il contesto di uno scritto o di un discorso consente di determinarne il senso, di modo che, con un po’ di fantasia riesco a ottenerne pure il significato.
Tornando al passato remoto, nei campi di prigionia inglesi non sapevo come si traducesse la parola “fame”, per contro, tra le astruse offese di qualche sentinella, risultava comprensibilissimo l’insulto “bastard italian”. Ho a disposizione una pagina intera di termini incriminati, ma posso sfogarmi solo con un campione rappresentativo: top ten, night news, authority, hit parade, new entry, coach, best time, devolution day, family day, security day, best 11, reality, question time, blind trust, privacy, community, top team, governance, last minute.
Succube di anglicismi o pseudoanglicismi, ci troveremo davanti sempre più una lingua incerta, degradata.
Benito Tagliaferro
Presidente Provinciale Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci R.S.I.
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Bentornato al nostro Benito, per una volta impegnato in tematiche che per lui sanno di nuovo, abituati come ci ha a discettare attorno a quel ruolo che richiama in calce alla firma. Gli siamo grati per questa “divagazione”, che vorremmo definire “new entry” se non ci venisse il sospetto della provocazione...