BILANCIO. Comuni sul piede di guerra: «Le nostre risorse sono bloccate da una legge ingiusta»
Linea dura di 15 sindaci

Quindici sindaci dichiarano guerra al Governo contro il Patto di Stabilità. Ieri a Zané hanno siglato un documento che verrà inviato ai parlamentari vicentini, affinché si facciano portavoce della loro linea dura. Si tratta di Thiene, Zugliano, Camisano, Piovene, Dueville, Sarcedo, Costabissara, Altavilla, Isola, Marostica, Monticello Conte Otto, Romano D’Ezzelino, Rossano Veneto e Villaverla, Zané, tutti - va precisato - a guida centrodestra.
Il documento attacca la normativa sul Patto di Stabilità Interno che permette allo Stato di utilizzare i soldi dei Comuni per sistemare i propri conti. L’accusa è precisa: «Lo Stato ci sequestra i nostri soldi. Il denaro che gli enti locali introitano resta in cassa e, in base alle norme sulla tesoreria unica, confluisce direttamente in Banca d’Italia. A questo punto lo Stato lo utilizza per far quadrare il proprio bilancio».
Sempre sulla base del Patto agli enti locali è chiesto «di ottenere ogni anno risultati migliori in materia di contenimento della spesa, indipendentemente dalle strategie di programmazione di ciascun ente». Attraverso la sottoscrizione del documento i Comuni chiedono «autonomia e la possibilità di disporre dei propri soldi bloccati da normative vessatorie» .
Il sindaco di Thiene Maria Rita Busetti si è chiesta come «in uno Stato in cui la certezza della pena non esiste più si possa chiedere ai cittadini di essere virtuosi e pagare le tasse per mantenere quegli enti che dovrebbero dar loro un servizio e invece hanno le risorse bloccate». Il sindaco di Zugliano Romano Leonardi si è domandato invece se «chi amministra a Roma sappia quali siano i veri problemi delle piccole realtà».
Quello di Camisano Eleutherios Prezalis ha affondato il coltello sostenendo che «qui non si tratta di sequestro, ma di un furto e se il sistema è quello di risparmiare, impedendoci di programmare e agire tanto vale che al nostro posto mettano dei commissari». Il sindaco di Piovene Maurizio Colman ha spiegato la difficoltà di investire «se gli strumenti ci vengono prima dati e poi tolti», Giuseppe Bertinazzi di Dueville ha detto come «anche le spese sulla sicurezza siano fatte rientrare nel Patto», mentre l’assessore al bilancio di Sarcedo Luciano Zerbaro si è dichiarato preoccupato per l’intervento dello Stato anche sull’Ici. Il sindaco di Costabissara Giovanni Maria Forte ha proposto di estendere l’iniziativa. A.Z.