Il Veneto di una volta come lo raccontava il vecchio“Gazzettino”
(g.
t.) Importante appuntamento culturale questa sera alle 20.45 al centro
civico, promosso dell'assessorato e dalla biblioteca. Il giornalista e
storico Sante Rossetto presenterà il suo libro “Il Gazzettino e la
società veneta” edito da Cierre. Il volume non è soltanto una storia
del più noto quotidiano del Triveneto, ma ripercorre a grandi linee le
vicende salienti delle genti venete dalla fondazione del giornale, il
20 marzo 1887, ad oggi.
Nel lavoro del giornalista, che dal 1987
al 1990 è stato redattore capo del Gazzettino di Vicenza, il lettore
riscopre il Veneto misero della fine del secolo XVIII , per continuare
con la Grande Guerra qua ndo il Gazzettino, che raggiunse l'apice della
sua diffusione con 150 mila copie. E ancora le battaglie per
impadronirsi del giornale durante gli anni del fascismo, poi il grigio
quarantennio democristiano, vivacizzato dalle direzioni di Giuseppe
Longo e Alberto Cavallari. Fino all'ultimo periodo quando la testata
venne acquistata nel 1983 dagli imprenditori veneti. Gli ultimi anni
del secolo scors o vedono un rilancio del Gazzettino grazie ad un'opera
collettiva della redazione guidata da Giorgio Lago. Il quotidiano si
trasformò in una autentica voce del Veneti riflettendo le proprie
istanze politiche (Lega), ed economiche (il mito del Nordest). Rossetto
non risparmia severe critiche alla gestione degli ultimi dieci anni
quando il giornale si è allontanato dalle sue profonde radici venete
diventando una testata generica, lontana dalle esigenze dei propri
lettori. Un cambiamento di rotta pagato con forti perdite di copie
(dalle oltre 130 mila della fine Novecento alle poco più delle 90 mila
attuali) e di immagine. Un percorso che infine lo porterà nelle mani di
Caltagirone.
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