Dueville. Dopo i primi arresti
I carabinieri cercano altri responsabili
della “tratta” di romeni clandestini
Un autista compiacente e un altro paio di ragazze che dovevano fare
da accompagnatrici. È su queste persone che si stanno concentrando
i carabinieri di Dueville e di Sala Consilina (Salerno), che l’altra
mattina hanno eseguito tre ordinanze di custodia. Ai domiciliari sono
già finiti Olimpia Paraschina Nechita, 32 anni, romena residente
a Dueville in via della Repubblica 18, e i campani Michele Santarsiere,
63 anni, e Giuseppe Rigio, 33. Il terzetto, è accusato di favoreggiamento
dell’immigrazione clandestina.
L’inchiesta era partita dal ritrovamento, in un casolare abbandonato
della campagna salernitana, di dodici romeni (otto uomini e quattro
donne), tutti clandes tini. Erano ammassati in una stanza, priva di
riscaldamento e di servizi igienici. Prima di essere rispediti in patria,
hanno spiegato ai militari come erano arrivati in Campania. Era il febbraio
scorso.
Gli inquirenti hanno concentrato l’attenzione su Santarsiere,
proprietario dell’edificio, scoprendo che lo aveva ceduto in affitto
ai romeni alla cifra di 350 euro al mese. Rigio, inve ce, pretendeva
di essere pagato in cambio del suo interessamento a trovare agli irregolari
un lavoro.
Ma la mente della banda, secondo i carabinieri, era nel Nord Italia.
In seguito ad intercettazioni e appostamenti, è stata individuata
la Nechita, sposata con un italiano e da tempo residente a Dueville.
Era lei, secondo l’accusa formulata dai militari della stazione
comandata dal luogotenente Livio Peruzza, a far arrivare i romeni in
Italia con corriere guidate dall’autista compiacente, a smistarli
a Padova e quindi a farli trasportare fino in Campania. C’è
da capire quanto intascasse dal “piacere” che faceva loro.
Il passaporto dei romeni veniva trattenuto fino a quando non versavano
la somma pattuita per entrare in Italia e per restarvi clandestinamente.
| < Prec. | Successivo > |
|---|
