«Lo stop ai tir ferma l’economia»
E intanto Dueville ribadisce il blocco
di Francesca Rundini
Mentre Comuni e associazioni di categoria si fanno la guerra a suon di ricorsi sul blocco dei tir, si fa più marcata la protesta degli autotrasportatori. Ieri c’è stata la dura presa di posizione di uno dei club di camionisti più importanti d’Italia, l’Highway Truck Team di Thiene, che conta circa 2000 associati in tutto il paese. Le dichiarazioni arrivano dopo che il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato dalle associazioni di categoria contro l’ordinanza del sindaco di Dueville, Giuseppe Bertinazzi. Una vittori a, dunque, per l’amministrazione comunale.
«Questo blocco - spiega Gianni Toldo, portavoce del club thienese
- è uno degli ennesimi “drammi” che si consumano
a danno della collettività. Il trasporto è un settore
in piena crisi, in più dall’alto si fa di tutto per paralizzarlo».
Poche le strade utilizzate dai tir, a detta di Toldo, mol te in pessime
condizioni; ora le limitazioni ci espongono al ridicolo dell’Europa.
«Per garantire le merci alle ditte - riprende Toldo - siamo costretti
ad improvvisare dei veri e propri magazzini volanti sui camion».
Mentre i camionisti studiano le prossime contromosse, progettando addirittura
il fermo nazionale per lunedì, a meno che il governo entro sabato
non si pronunci in loro favore, a Dueville si brinda per l’ulteriore
conferma all’ordinanza di chiusura al traffico dei mezzi pesanti.
Ha avuto infatti esito negativo il ricorso presentato al Consiglio di
Stato dall’Associazione industriali e dalla Confartigianato di
Vicenza, dalla Conferenza nazionale piccola e media impresa e da Apindustria
Vicenza, contro il blocco del traffico pesante sulla bretella Novoledo
- Dueville, 24 ore su 24.
«Il ricorso che è stato presentato - spiega Maria Teresa
Faresin, presidente provinciale degli autotrasportatori dell’Associazione
A rtigiani - non è stato preso, a nostro avviso, nella considerazione
che meritava. La questione di Dueville non è secondaria, perché
riguarda uno snodo fondamentale della viabilità provinciale».
L’ordinanza di chiusura che interessa via Pasubio, Santa Fosca,
Mazzini e De Gasperi era stata emessa dal sindaco Bertinazzi non solo
per motivi di salute pubblica, ma anche perché le strade in questione
sono ritenute non idonee al traffico pesante.
Più d’una quindi le motivazioni che spingono il primo cittadino
a mantenere salda la sua posizione, nonostante le difficoltà
e le denunce, per le perdite economiche subite, arrivate da diverse
ditte che si ritengono danneggiate dalla chiusura al traffico.
«L’ordinanza emessa - continua Giuseppe Bertinazzi - ha
basi solide, ma soprattutto valide alternative. Gli autotrasportatori
stanno già utilizzando tragitti diversi, come l’autostrada
Valdastico e la Gasparona».
Ma, anche in merito alle alternative proposte, la presidente Faresin
sembra non transigere, sostenendo l’inutilità di palleggiare
i problemi del traffico da un paesino all’altro.
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