mercoledì 14 novembre 2007 inserti pag. 78
CONOSCERE LE CARATTERISTICHE NUTRITIVE E GASTRONOMICHE DEI DIVERSI TIPI DI ZUCCHERO IN COMMERCIO E IMPARARE A SCEGLIERE

Tempo di dolci per tutti i gusti
e c’è anche la torta di zucca

BIANCO E SCURO RAFFINATI O INTEGRALE LO ZUCCHERO E’ UN ALIMENTO DI BASE DELLA NOSTRA NUTRIZIONE. LE TENTAZIONI SI MOLTIPLICANO ED E’ PARTITO GIA’ IL CONTO ALLA ROVESCIA PER NATALE CON IL SUO CARICO DI PANETTONI, PANDORI, TORRONI E...

Nelle pasticcerie le tentazioni si moltiplicano, impossibile resistere alle decine e decine di specialità proposte ogni giorni dai maestri pasticceri del Vicentino. Secchi, alle creme, al cioccolato, con confetture e glasse...insomma solo a guardarle ci fan venite l’acquolina din bocca. E poi si avvicina il Natale con il suo trionfo annunciato di pandori, panettoni e torroni. Comune denominatore èl lo zucchero, tanto adorato ma anche tanto discusso. Allora, proviamo a conoscerlo un po’ meglio. Lo zucchero bianco arriva è legato al succo estratto dalle barbabietola o dalla canna da zucchero. La raffinazione priva il succo delle sue componenti vitaminiche e minerali oltre che di altre sostanze e lo zucchero che si ottiene è praticamente saccarosio puro. Il saccarosio è un carboidrato semplice, che viene assimilato rapidamente dall'organismo ed entra nel circolo sanguigno appena 5 minuti dopo averlo consumato; di conseguenza modifica velocemente la glicemia (tasso di zucchero nel sangue) stimolando la produzione di insulina. Questo ormone, che ha il compito di regolare l'utilizzazione delle sostanze nutritive, ha anche l'effetto di favorire l'appetito e la sintesi dei grassi. In questo senso il consumo di elevate quantità di zucchero raffinato può essere correlato al sovrappeso e all'obesità. Inoltre l'organismo per metabolizzare lo zucchero "consuma" vitamine del gruppo B, aminoacidi, vitamina PP e acido pantotenico; ecco perché un consumo eccessivo di zucchero, nell'ambito di una dieta povera delle sostanze che abbiamo nominato, può favorire una loro carenza. Tutto ciò però non ci autorizza a considerare un "veleno" lo zucchero bianco; l'effetto che può avere sulla salute dipende molto anche dalla quantità e dalla frequenza con cui lo si consuma, e dalle abitudini alimentari nel loro complesso. Alcune ricette poi non possono fare a meno del suo sapore dolce "neutro", privo di qualunque altro gusto o retrogusto: è il caso ad esempio della famosa crema pasticciera che, se fatta come si deve, rimane uno dei prodigi della pasticceria classica.
Lo zucchero "grezzo" è invece quello di colore beige-dorato, cristallino, che si trova anche nei bar e in zollette. Si ricava dalla canna da zucchero è comunque raffinato, e l'unica differenza è che conserva tracce di melassa (il "residuo" della raffinazione) che gli dona il colore dorato. Le cose cambiano invece quando si parla di zucchero integrale che si ottiene facendo evaporare tutta l'acqua dal succo della canna, ma senza alcun processo di raffinazione. Quello che si ottiene è uno zucchero scuro e aromatico, dal profumo simile a quello della liquirizia, ricco di potassio, magnesio e altri minerali e proprio per questo non cristallizzato. Si tratta di un alimento molto più equilibrato; il suo effetto sulla glicemia è molto più "modulato" rispetto a quello della zucchero raffinato. Ricco di sali minerali e oligoelementi, lo zucchero integrale conserva anche tracce di vitamine del gruppo B e vitamina PP. È perfetto per i dolci a base di frutta fresca o secca: provatelo per fare torte di mele, banane al forno, plum cake all'uvetta, pandolce con le noci, torta di nocciole. Si sposa ottimamente anche con il cioccolato. Parlando di zucchero non possiamo evitare di dare una ricetta. Ecco allora come si fa la Torta di Zucca. Cosa serve: 1 Kg. di zucca, 130 g. di zucchero di canna, 2 uova 150 g. di farina, 75 g. di nocciole 100 g. di uvetta 1 dl. di olio di semi 2 cucchiaini di lievito 1 cucchiaino di cannella scorza di limone sale rhum. Cuocete la zucca a vapore e strizzatela. Tritate le nocciole e unitele a 30 g. di zucchero. Immergete l'uvetta nel rhum con un cucchiaio di farina. In una terrina montate 2 tuorli con il rimanente zucchero, incorporate olio, farina, lievito, cannella, la scorza del limone, un po' di sale e il rhum. Amalgamate il tutto aggiungendo la zucca, le nocciole, l'uvetta e gli albumi montati a neve. Infornare a 180° per 45 minuti.

 mercoledì 14 novembre 2007 inserti pag. 78
SILENZIO! QUI SI STA MANGIANDO

Non si parla mentre si mangia, non si discute e non si litiga, non si legge e, soprattutto, non ci si distrae troppo da quello che si fa. Dietro queste antiche prescrizioni, ben note a tanti genitori e nonni, si nasconde un'antica forma di saggezza.
E' il semplice buon senso che ci dice queste cose: l'eccessivo coinvolgimento, mentale ed emotivo, verso qualcosa di esteriore rispetto all'atto del mangiare, può realmente nuocere alla salute o, meglio, al buon svolgimento della digestione.
Non è solo fantasia infatti: se ci si agita si rischia di non masticare bene e, quindi, di far giungere nello stomaco alcune molecole di cibi (carboidrati) che gli enzimi contenuti nella saliva dovrebbero di regola predigerire. Da un punto di vista energetico, invece, una emozione eccessiva indotta da una discussione o da qualcosa che ci coivolge anche solo mentalmente, può indurre una cosidetta "inversione del Qi" o energia dello stomaco. Secondo l'antica medicina tradizionale cinese infatti, l'energia di questo organo ha la caratteristica di dirigersi verso il basso, in modo tale da rendere possibile la digestione del cibo. Quando infatti subentrano problemi di dispepsia (digestione difficoltosa), nausea o vomito, il principio base di un trattamento d'emergenza consiste proprio nello stimolare determinti punti di agopuntura che hanno la caratteristica di attirare l'energia verso il basso.
Da un punto di vista un po' più mistico infine, la pratica del silenzio invita alla meditazione, alla concentrazione sul cibo e sul significato simbolico che esso può avere.
Il silenzio durante la consumazione del pasto è una pratica molto diffusa nei monasteri, sia cristiani che buddisti, spesso accompagnata dalla lettura di testi sacri o particolarmente significativi per la comunità.
Ma se, da una parte, evitare grosse dispersioni energetiche durante il pasto è una buona regola per agevolare la digestione ed ottimizzare l'assimilizzazione energetica e la metabolizzazione del Qi, o energia, degli alimenti è anche vero che il momento del pranzo o della cena rappresentano, per tante famiglie del nostro mondo superindaffarato, alcune delle poche occasioni per incontrarsi e, finalmente, parlare un po'. Anzi, la stessa parola "convivio" riporta etimologicamente proprio ad un significato di condivisione: cum-vivere significa proprio "mettere insieme le proprie vivande" o, se vogliamo, momenti della propria vita. Per non parlare di tutti gli affari che si concludono proprio...a tavola.

 

 mercoledì 14 novembre 2007 inserti pag. 78
IL CIOCCOLATO ALLONTANA L’INVECCHIAMENTO

L’«antiage»

SORPRENDENTI NOVITA’ ELEVANO IL CIBO DEGLI DEI

Ebbene: è possibile usare il cioccolato, il peccato di gola più temuto e più comune, per ritardare quel danno secolare che è l'invecchiamento. Studi condotti da anni dai ricercatori dell'Università di Barry Callebaut, in Svizzera, non a caso uno dei Paesi leader della produzione mondiale del cioccolato, giungono a tale conclusione. Il cioccolato è straricco di elementi con proprietà antiossidanti ed energizzanti. Non possiamo che essere felicissimi!!!

 

 mercoledì 14 novembre 2007 inserti pag. 78
STORIE E PERSONAGGI NEL NOME DEL GELATO

Mitico dessert

FREDDO, AVVOLGENTE, ACCATTIVANTE E PERFINO MEDITATIVO

Fermarsi e consumare un gustoso gelato è molto più di una pausa rilassante. Dietro a una coppa fumante fredda ci sono tante cose non dette, perché il gelato è un mix di desiderio e soddisfazione, di eros e meditazione. Alle sensazioni del palato corrispondono stati psichici non trascurabili, al gusto refrigerante, che toglie l'appetito, sono legati pensieri profondi ed effimeri, aspettative intime o sogni irrealizzabili. Secondo la leggenda l'uso dei grassi animali negli alimenti gelati sarebbe stato "scoperto" in pieno Rinascimento, da un architetto, un certo Bernardo Buontalenti e poi diffuso in Francia da un cuciniere di Caterina dei Medici, il Ruggeri. Una conferma del consumo di alimenti gelati viene, in epoca più tarda, anche da fonti storiche. Lorenzo Magalotti precursore dell'enciclopedismo e ambasciatore dei Medici a Vienna, nelle sue "Canzonette anacreontiche" (1723) descrive, in versi, le prime rudimentali gelatiere e i sorbetti che allora si conoscevano. La vera capitale del dessert gelato tra la fine del Settecento e la fine dell'Ottocento fu senz'altro Napoli. In quel tempo la città partenopea ospitava un numero incredibile di bar e nella maggioranza di essi si servivano gelati e sorbetti di tutti i tipi. I Borboni avevano ben presto apprezzato il piacere dei sorbetti e delle bevande gelate e avevano concesso titoli nobiliari anche a maestri artigiani di questa categoria di "ristoratori". Tra i grandi uomini del passato gli appassionati del gelato sono tanti anche all'estero. Dal grande Goethe a Chopin, da Guy de Maupassant a Oscar Wilde, assiduo frequentatore del celebre Caffè Procope davanti all'Operà di Parigi. Si racconta che ogni tanto durante la degustazione, lo scrittore rimanesse come incantato a guardarlo nella coppa, perso in pensieri e ricordi che "imitavano" il lento mutamento del gelato sempre meno freddo e solido.

mercoledì 14 novembre 2007 inserti pag. 77
IL CAFFÈ, PER LA SUA FRAGRANZA E IL SUO VALORE "RITUALE", È UNA DELLE BEVANDE SIMBOLO DELLA DIETA MEDITERRANEA

Anche contro il mal di fegato
e il diabete bevete ..na tazzulella!...

ESPRESSO. MOKA O DECAFFEINATO, IL BENEFICO EFFETTO DIPENDE DALLE SOSTANZE FENOLICHE PRESENTI NELLA BEVANDA

Il caffè, per la sua fragranza e il suo valore "rituale", è una delle bevande simbolo della dieta mediterranea. Un po' demonizzato negli anni '80, oggi la scienza ne scopre virtù inaspettate...
Alla fine dell'anno scorso una notizia ha fatto gioire gli appassionati fruitori della tazzina mattutina (e delle successive repliche)... "Cinque caffe' al giorno fanno bene al fegato". Uno studio condotto dal Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell'Universita' Federico II di Napoli, e pubblicato su Alimentary Pharmacology & Therapeutics, dimostrava che il consumo di ben 5 caffé al giorno (ovvero il consumo medio dei bevitori di caffé italiani), aumenta anche del 16% nel plasma la concentrazione di glutatione, il principale antiossidante endogeno prodotto dal fegato. Il benefico effetto dei 5 caffè quotidiani dipende dalle sostanze fenoliche presenti nella bevanda. L'effetto è lo stesso, che sia l'espresso, la moka, o decaffeinato. La concentrazione di glutatione nel sangue è indice della relativa concentrazione nel fegato, e questo puo' essere molto importante per la nostra salute: un aumento di tale concentrazione potrebbe essere utile nella cura di epatiti C e cirrosi epatiche, casi in cui si rileva un decremento di glutatione.
Per chi ama crogiolarsi nella nera bevanda, un'altra buona notizia è arrivata fumante fumante... da uno studio americano: "bere caffè riduce il rischio di contrarre la forma più comune di diabete, quella che arriva con gli anni". Una ricerca della Harvard School, pubblicata a gennaio negli "Annals of internal medicine", ha evidenziato come gli uomini che bevono più di 6 tazzine di caffè - stavolta non decaffeinato - al giorno riducano della metà le probabilità di contrarre il cosiddetto "diabete di tipo 2". Per le donne lo "sconto" di rischio è minore, ma comunque interessante: le 6 tazzine al giorno abbassano i rischi di diabete del 30%. Ma lo stesso autore della ricerca, Frank Hu, nota: "aspettiamo a incoraggiare una prevenzione di questo tipo, non sappiamo ancora perché questo avviene e, soprattutto, quali problemi collaterali possano dare 6 e più tazzine di caffè al giorno...".

mercoledì 14 novembre 2007 inserti pag. 77
Caffè d’orzo
al cardamomo
una ricetta utile
e...digestiva

Ingredienti per 4 persone
orzo tostato
acqua q.b.
3 frutti di cardamomo
miele d'acacia o malto d'orzo
Preparazione
Riempire la moka per 4 persone con meta' polvere di caffe' d'orzo e 3 frutti di cardamomo precedentemente sgusciati e pestati. Dolcificare leggermente con miele d'acacia o malto d'orzo.
Varianti
Invece del cardamomo si possono utilizzare semi di finocchio (combattono la flatulenza) o semi di anice (gradevoli e digestivi) o cannella in polvere (stimolante, antibatterica e riscaldante nei mesi freddi).
Notizie e consigli
Il cardamomo è particolarmente indicato nella preparazione di torte e biscotti, ma anche nella preparazione di sottaceti. E' carminativo, antisettico e favorisce la digestione.

mercoledì 14 novembre 2007 inserti pag. 77
CIALDE AROMATIZZATE, DAL GUSTO DI NOCCIOLA AL GIANDUIA

Caffè d´orzo

IN NETTA CONCORRENZA LA BEVANDA DI CEREALE

Il tradizionale caffè ha un temibile concorrente: il caffè d´orzo. E in tempi recenti appositamente per quest´ultimo sono state create modernissime moke che fanno impallidire la vecchia napoletana. E anche i bar si sono attrezzati preparando, a seconda delle preferenze, caffè d´orzo in tazza grande o piccola.
L´ultima novità è l´orzo espresso e per chi proprio vuole esagerare c´è l´orzo in cialda aromatizzato al gusto di nocciola, gianduia, panna, rhum e cioccolato.


 

 

 mercoledì 14 novembre 2007 inserti pag. 77
DAI CONSIGLI DELLA NONNA, ALCUNI ACCORGIMERTI UTILI

Pillole di saggezza
Segreti fra i fornelli

Alimentazione e cucina, ecco alcuni consigli utili per il menù di tutti i giorni .Per eliminare tutto il formaggio dai denti della vostra grattugia, mettetela in freezer per mezz’ora, poi sciacquate sotto l’acqua calda. Per ottenere una frittura leggera, poco prima di toglierla dal fuoco immergila per un secondo in una pentola di acqua bollente (preventivamente preparata) per eliminare il grasso in eccesso, pur mantenendo il fritto croccante. Quando vi serviranno, sarà sufficiente passarli sotto l’acqua tiepida, perché la pelle si toglierà immediatamente. Per non lacrimare quando si taglia la cipolla, tenete tra i denti un boccone di pane. Per preparare torte squisite un trucco è quello di aggiungere il lievito agli albumi anziché al latte: gli albumi così monteranno meglio e la torta sarà molto più soffice. Per ottenere delle patate al forno croccantissime, un trucco è quello di passarle nella farina prima di cuocerle. Non gettate i semi di zucca: una volta lavati e tostati in forno (20 minuti a 150°) sono un ottimo spuntino.
Infine, se avete cucinato un brodo o un arrosto troppo salati, un rimedio sempre valido è quello di aggiungere una patata cruda.