A perdifiato per campi e fiumi. In fuga solitaria, dribblando auto e camion sulla strada provincia

A perdifiato per campi e fiumi. In fuga solitaria, dribblando auto e camion sulla strada provinciale. Tre settimane di corsa, di vagabondaggio, di libertà. Come ai vecchi tempi, quando viveva allo stato brado nelle campagne del Belgio. Tre settimane braccata dagli allevatori e dal servizio veterinario dell'Ulss 8, preoccupati che quella scappatella potesse trasformarsi in una brutta avventura per lei e soprattutto per l'incolumità pubblica. Tre settimane da imprendibile. Lei è una mucca che non ha un nome ma soltanto un codice. Ora però potete chiamarla Thelma o Louise, o Speedy Gonzalez per la velocità con cui è scappata di corsa, oppure Houdini per l'abilità a svaporare non appena avvistata. Ci sono volute tre settimane, e alla fine una dose di anestetico, per mettere fine alla pazza corsa solitaria di questa vacca di 12 mesi, scappata da un'azienda agricola al confine tra Dueville e Caldogno. Quando l'hanno recuperata, aveva perso 50 chili, ma stava benone.L'azienda di Giancarlo Lovato e del fratello Bruno è un luogo di frontiera che più di frontiera non si può: la stalla sorge a Dueville, la casa di famiglia, attigua, è in territorio di Caldogno. Tutto inizia una mattina di metà settembre. «Abbiamo un centinaio di capi - racconta Bruno Lovato -. Quella mattina, quattro vacche, approfittando di un'apertura momentanea del cancello della nostra proprietà, sono scappate fuori, nel campo di fronte. Tre le abbiamo recuperate subito, l'altra è fuggita via». Inizia così la pazza corsa della mucca: corre, corre, non smette più di correre, nemmeno fosse Forrest Gump. Uno pensa: potrà mai scappare e svanire una mucca, con quella mole? «Non avete presente quanto corrono e la resistenza che hanno», sottolinea Alessandro Laghetto, allevatore della vicina azienda agricola.Inizia così la caccia alla mucca. Viene allertato il servizio veterinario dell'Ulss 8 guidato da Enrico La Greca. Allevatori e personale dell'Ulss si mettono alla ricerca. «È andata dappertutto - racconta Lovato -, per i campi verso Cresole, nel Bacchiglione, ha perfino attraversato la provinciale». Avvistamenti, inseguimenti e nuove sparizioni. Ad un certo punto, per 13 giorni di fila, la vacca pensa bene di non farsi più trovare. «Nessuno l'ha più vista, neanche i cacciatori - riprende l'allevatore -. Pensavo che l'avessero uccisa per mangiarla». E invece la fuggitiva è viva, dimagrita dalla corsa e da un'alimentazione ai minimi a base di erba dei campi, ma viva. Si è solo eclissata, nella sua grande fuga per la libertà. Una fuga che finisce, nella zona di Polegge, pochi giorni fa. «L'hanno avvistata vicino a un'azienda agricola, si era infilata in un recinto di altre mucche». Solo allora è costretta ad arrendersi. L'anestetico dei veterinari, abili a gestire la situazione, l'accompagna in un sonno da cui si risveglierà solo nella sua stalla. Là, ora, sta in un recinto isolata dalle altre. «Eccola laggiù, ora è mogia mogia, sa di averla combinata», sorride Bruno. Ma l'isolamento non è un castigo. «Dopo l'anestesia, lo stomaco a volte fatica a riprendersi: l'abbiamo isolata perché possa alimentarsi correttamente. Pesava 400 chili, ora 50 di meno, ma sta recuperando bene».Ora ha pasti garantiti e un tetto. Ma negli occhi grandi, chi vuole, ci vede ancora quella sete grande di libertà.

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